Plastica, da problema a risorsa grazie al riciclo

Nel 2011, di tutta la plastica richiesta dal mercato nell’Ue-27, è stato intercettato un quantitativo di rifiuti pari a 25,1 milioni di tonnellate

Plastica, da problema a risorsa grazie al riciclo(Rinnovabili.it) – Che fine fa tutta la plastica prodotta a livello europeo una volta terminato il ciclo di vita del bene in cui è impiegata? Alla domanda risponde l’ultimo rapporto condotto da Eurispes in collaborazione con PolieCo, il Consorzio Nazionale per il riciclaggio dei rifiuti dei beni a base di polietilene. L’indagine fotografa un’Europa multiforme in cui gli Stati membri si identificano essenzialmente in tre strategie di gestione dei rifiuti plastici raccolti: quella orientata principalmente al recupero energetico, con tassi dedicati del 50%; quella di recupero sia energetico sia di materia, con tassi di intercettazione complessiva compresi tra il 35% e il 60% (gruppo in cui rientra anche l’Italia); infine, quella di smaltimento quasi esclusivo in discarica dove sono conferiti oltre il 50% dei rifiuti raccolti.

 

Nel dettaglio, di tutta la plastica richiesta dal mercato UE-27 nel 2011 (ovvero 58 milioni di tonnellate) si è registrato un quantitativo di rifiuti pari a 25,1 milioni di tonnellate, in aumento del 2,4% rispetto al 2010; di queste 10,2 milioni di tonnellate sono finite in discarica, mentre la quota residua è stata destinata a recupero. In questo contesto i margini di miglioramento soprattutto per Nazioni come il Belpaese sono alti e lo studio suggerisce tre direttive per agire in questo senso.

 

Le prospettive indicate dallo Studio prevedono:

 

  • agire nei luoghi di produzione per captare i materiali prima che siano considerati rifiuti, evitandone altresì lo spostamento e la conseguente probabile dispersione sul territorio, (azione vincente, soprattutto se sostenuta dall’interazione tra Enti, Associazioni di categoria e Imprenditoria italiana, dai singoli produttori alla grande distribuzione);

  • riproporre in sede legislativa la condizione che gli impianti di riciclo in cui si conferiscono all’estero i rifiuti recuperabili debbano avere caratteristiche ambientali equivalenti a quelle vigenti in Europa;
  • la promozione di un mercato dei prodotti riciclati (Acquisti Verdi) Made in Italy, soprattutto quelli che possono vantare una certificazione in tal senso.

 

“L’uso di prodotti riciclati – commenta il Presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara – è diventato sempre più centrale e strategico soprattutto per quelle nazioni, come la nostra, povere di materie prime. Il valore economico di questi prodotti ha conosciuto un andamento significativo, soprattutto per quanto riguarda il settore della plastica, più sensibile all’andamento del mercato del petrolio. Non è azzardato ipotizzare che nel prossimo futuro assisteremo ad una “guerra delle plastiche”, dalla quale uscirà vincente solo chi si sarà dotato degli strumenti idonei al recupero di materia, al riciclo dei rifiuti e al loro riutilizzo”.