Nasce l’Alleanza europea Materie Prime, per un Green Deal indipendente

La Commissione europea lancia la nuova European Raw Materials Alliance. Il compito? Costruire capacità in tutte le fasi della catena del valore delle materie prime, dall’estrazione mineraria al recupero dei rifiuti.

Alleanza europea Materie Prime
Foto di Pete Linforth da Pixabay

(Rinnovabili.it) – Con la transizione verso una società climaticamente neutra e digitale, la nostra dipendenza dai combustibili fossili rischia di essere sostituita dalla dipendenza da materie prime non energetiche, per le quali la concorrenza globale sta diventando sempre più intensa”. Con queste parole Maroš Šefčovič, Vice Presidente della Commissione europea, ha motivato la nascita della Alleanza europea Materie Prime (European Raw Materials Alliance). Creata su modello dell’European Battery Alliance, la nuova intesa mira a riunire tutte le forze comunitarie su un obiettivo preciso: ridurre la dipendenza UE dalle risorse estere essenziali per la transizione ecologica in atto.

Il blocco si è dato importanti obiettivi energetici e climatici per il 2030 e il 2050, inaugurando un nuovo percorso di decarbonizzazione. Non è un mistero, però, che la maggior parte delle tecnologie necessarie al Green Deal europeo necessitano di materiali preziosi o rari che arrivano per lo più da fuori i confini comunitari. 

Ad esempio, le terre rare utilizzate nelle turbine eoliche, nelle batterie, nei radar e nella nuova robotica, provengono oggi quasi esclusivamente dalla Cina, nonostante la presenza di giacimenti in Europa (in Francia, Germania, Portogallo, Spagna, Svezia o Groenlandia e Norvegia) e l’enorme potenziale legato al riciclo. Solo per questi elementi si stima un aumento di 10 volte della domanda europea entro il 2050. Domanda che si dovrà scontrare inevitabilmente anche con il consumo degli altri Paesi nel mondo.

Non è solo la concorrenza globale a preoccupare. In questi mesi, la pandemia e le conseguenti interruzioni nelle catene del valore hanno acuito il problema, lasciando diversi nervi scoperti. “Pertanto – ha dichiarato Šefčovič – dobbiamo cambiare il nostro approccio alle materie prime critiche, ridurre la nostra dipendenza e rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento. A tal fine, il piano d’azione sui Raw Materials, insieme al piano d’azione per l’economia circolare, è parte integrante della nostra strategia di ripresa e resilienza”. 

Cosa farà nella pratica la nuova Alleanza europea Materie Prime? Metterà assieme attori industriali e investitori, Stati e Regioni, mondo della ricerca e società civile. Un gruppo solido che identificherà barriere, opportunità e casi di investimento per costruire capacità in tutte le fasi della catena del valore delle materie prime, dall’estrazione mineraria al riciclo

Ogni anno l’UE genera circa 9,9 milioni di tonnellate di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche”, ha aggiunto il vicepresidente UE. “Circa il 30% viene raccolto e riciclato. Ma il recupero delle materie prime critiche da questi scarti è inferiore all’1%. Sfruttare queste miniere urbane potrebbe alla fine soddisfare gran parte della domanda dell’UE di materie prime essenziali”.

In una prima fase, l’Alleanza europea Materie Prime si concentra sulla necessità più urgente, ossia aumentare la resilienza UE sul fronte terre rare e nelle catene del valore dei magneti permanenti, poiché questi sono vitali per la maggior parte degli ecosistemi industriali comunitari. Successivamente, si espanderà per soddisfare altre esigenze critiche e strategiche di materie prime e metalli di base, come litio e cobalto.

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