Città italiane dimenticate dal Recovery, l’appello degli ambientalisti al governo

“Nonostante rappresentino il cuore dell’Italia, ad oggi le città sono largamente ignorate nel Pnrr, sebbene siano i luoghi dove i cittadini stanno pagando il prezzo più alto per le conseguenze della pandemia e dove si gioca in concreto la sfida per una vera e duratura transizione ecologica”. Quattro i punti chiave su cui si concentrano le richieste dell’appello: mobilità sostenibile, fonti rinnovabili, efficienza energetica, agroecologi.

Città italiane
Foto di Claudia Schmalz da Pixabay

di Tommaso Tetro

La ripresa e la lotta ai cambiamenti climatici devono partire dalle città più ‘verdi’ e vivibili.

(Rinnovabili.it) – Le città italiane vengono dimenticate dal Recovery plan. Questo lo spirito del messaggio rivolto al governo – e in particolare al premier Mario Draghi, ai ministri Roberto Cingolani, Enrico Giovannini, Stefano Patuanelli, Giancarlo Giorgetti – che prende la forma di un vero e proprio appello, ‘La ripresa dell’Italia parte dalle città verdi’, portato avanti da Kyoto club e da Transport&Environment, e sostenuto dalle più importanti associazioni del Paese (come il Wwf, Legambiente, Greenpeace, Cittadini per l’Aria, e molte altre sigle insieme ai giovani Fridays for future).

“Stiamo rischiando di perdere un’occasione unica: quella di affrontare in modo risolutivo l’emergenza climatica trasformando finalmente le città italiane in luoghi dove vivere piacevolmente, dove muoversi con un trasporto pubblico funzionante, elettrico, a zero emissioni – affermano le associazioni – dove l’edilizia pubblica e privata sia sicura ed efficiente dal punto di vista energetico. In città ricche di infrastrutture verdi e dove acquistare prodotti alimentari biologici e locali. Dove è naturale muoversi in bici, a piedi o in carrozzina, dove la sharing mobility è alla portata di tutti. Una città vivibile lontanissima da molte realtà italiane ma possibile grazie ai fondi che arriveranno dall’Unione europea per il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)”.

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“L’allarme è che nonostante rappresentino il cuore pulsante dell’Italia, ad oggi le città sono largamente ignorate nel Pnrr, sebbene siano i luoghi dove i cittadini stanno pagando il prezzo più alto per le conseguenze della pandemia e dove si gioca in concreto la sfida per una vera e duratura transizione ecologica”.

Quattro i punti chiave su cui si concentrano le richieste dell’appello: mobilità sostenibile, fonti rinnovabili, efficienza energetica, agroecologia. I temi centrali sono anche il cuore di una petizione su ‘change.org’, in cui si chiede un’adesione per inviare un segnale forte al governo per ricostruire, grazie ai fondi dell’Europa, un’Italia per le prossime generazioni.

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L’appello mette in evidenza come “le città italiane siano allo stremo: negozi, bar e ristoranti chiusi, trasporto pubblico e molte categorie di lavoratori sull’orlo del fallimento, alto contagio e mortalità da Covid. Eppure, le città ospitano la maggioranza della popolazione, sono i centri dell’innovazione culturale, sociale, economica e tecnologica del Paese. Insomma, la sfida per un futuro sostenibile si vince, o si perde, in città. L’obiettivo è assicurarsi che i fondi europei vadano anche a beneficio della vita quotidiana e dei territori dei cittadini – rilevano – dove la vita di tutti i giorni è stata sconvolta dalla pandemia di Covid-19”.

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