All’indomani del crollo di Macron, la Francia si riscopre più verde

Normativa contro l’ecocidio e inclusione degli obiettivi climatici nella carta costituzionale. Così il presidente Macron tenta il tutto per tutto per le elezioni del 2022.

Macron
Credits: Jacques Paquier on flickr.com (CC BY 2.0)

Emmauel Macron tenta la rimonta ecologica

(Rinnovabili.it) – All’indomani delle elezioni locali francesi, in cui il partito di Emmanuel Macron ha perso il controllo delle grandi città travolto dall’onda ecologica dei Verdi, il presidente della Repubblica cerca la rimonta presentando un piano di ripresa verde da 15 miliardi di euro. Ma non solo. Macron si è dichiarato pronto a convocare un referendum sulla revisione della costituzione se il Parlamento si opponesse all’inclusione degli obiettivi climatici nella carta francese.

“La sfida climatica richiede di fare di più”, ha dichiarato Emmanuel Macron ai membri della Convenzione cittadina per il clima riunita nel giardino dell’Elysee Palace, sperando di poter puntare tutto sulle sue ‘credenziali ambientaliste‘ per gli ultimi due anni di presidenza che lo aspettano. Lasciato senza alcuna base di potere locale, e proprio nel momento in cui accarezzava l’idea di un secondo mandato, colui che si presentò nel 2017 come il candidato antisistema ha visto il suo partito – LaRem – perdere il controllo in città come Parigi, Lione, Bordeaux, Strasburgo e, con buona probabilità, Marsiglia.

Leggi anche La Francia rischia di mancare gli obiettivi di taglio delle emissioni

“Ci è stato dato uno schiaffo in faccia, è davvero brutale”, ha dichiarato a Reuters Bruno Bonnell, membro del Parlamento per la LaRem. Secondo Bonnell, il presidente Emmanuel Macron dovrebbe sostituire in fretta il primo ministro francese Edouard Philippe, esponente della destra conservatrice, sottolineando che “se si torna a fare politiche di destra, avremo un altro brutto colpo nelle elezioni regionali. Tuttavia, eliminare dai giochi Philippe in questo momento potrebbe rivelarsi poco proficuo nel lungo periodo: licenziarlo ora, infatti, potrebbe creare un potenziale e pericoloso rivale per Macron nel 2022.

Finora, Emmanuel Macron ha sostenuto molte misure proposte dalla Convenzione cittadina per il clima, composta da 150 esponenti della società civile sorteggiati ai quattro angoli del paese. Tuttavia, la ‘rinascita verde’ di LaRem non si è spinta troppo oltre, bocciando molti suggerimenti che si sarebbero apertamente scontrati con l’agenda del presidente a favore delle imprese (settore dei trasporti in testa).

Leggi anche Caldo record e siccità: in Francia, sospese le attività di 8 centrali nucleari

Dopo l’incontro avvenuto ieri, Macron ha però appoggiato una proposta di moratoria su nuove zone commerciali nella periferia della città di Parigi, e ha dichiarato di voler prendere in considerazione l’idea di introdurre una nuova normativa contro l’ecocidio, definito dalla Convenzione come qualsiasi azione causi gravi danni ambientali. Per la legge secondo cui occorre dare un colpo al cerchio e uno alla botte, Emmanuel Macron si è tenuto ben distante dal fare promesse su una proposta di imposta al 4% sui dividenti per aiutare a finanziare nuove politiche più ecologiche, poiché a suo dire scoraggerebbe gli investimenti.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui