Neutralità climatica: la Cina punta su CCUS e tracciamento del metano

Pechino annuncia l’espansione dei progetti di cattura, stoccaggio e riuso del carbonio, che finalmente potrebbero fare il salto di scala e diventare maturi

Neutralità climatica: la Cina punta su CCUS e tracciamento del metano
credits: Ralf Vetterle da Pixabay

Le priorità per raggiungere la neutralità climatica nelle linee guida del ministero dell’Ambiente

(Rinnovabili.it) – Progetti per la cattura, lo stoccaggio e il riuso del carbonio (CCUS). E un sistema nazionale di tracciamento delle emissioni di metano originate dall’estrazione di gas e petrolio. Sono le due direzioni principali verso cui si muoverà la Cina per raggiungere i suoi nuovi obiettivi, cioè il picco delle emissioni entro il 2030 e la neutralità climatica al 2060 al più tardi. Lo ha reso noto il ministero dell’Ambiente pubblicando un documento che contiene le linee guida per le politiche ambientali.

Un altro tassello nel piano di Pechino per raggiungere la neutralità climatica, annunciato dal presidente Xi Jinping lo scorso settembre. Un piano di cui, al momento, è trapelato ben poco. Un quadro organico dell’azione climatica cinese dovrebbe arrivare con il nuovo piano quinquennale 2021-2025, atteso per marzo. Le linee guida del ministero danno però già qualche indicazione importante, utile a intuire la strada preferita dal colosso asiatico.

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Al primo posto ci sono quindi soluzioni tecnologiche. L’accento sul CCUS era largamente atteso. Permette di affrontare immediatamente le emissioni cosiddette hard-to-abate, cioè quelle generate dai settori dove una completa elettrificazione è complessa o impossibile allo stato attuale. La Cina, inoltre, è il paese con il maggior numero di progetti pilota di cattura e stoccaggio del carbonio al mondo, e lo è da una decina di anni.

Secondo fronte dichiarato prioritario è quello del tracciamento delle emissioni di metano, un gas serra con un potere climalterante decine di volte superiore a quello della CO2. Il sistema di monitoraggio riguarderà gli impianti di estrazione degli idrocarburi, ma sarà allargato anche alle emissioni determinate dai cambiamenti di destinazione e di uso del suolo. In questo caso, sarà un sistema di satelliti a garantire la copertura necessaria.

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Tra le linee guida del ministero vengono introdotte altre novità. La qualità dell’azione climatica diventa un indicatore ufficiale delle performance per chi ricopre incarichi di governo. Se questa misura passa, aiuterà Pechino a tenere meglio a bada i governi regionali. Spesso restii a piegarsi agli ordini del governo centrale in materia di clima. Inoltre, il ministero annuncia che incoraggerà i settori altamente emissivi (acciaierie, centrali elettriche, industria chimica) a fissare dei propri target di riduzione delle emissioni.

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