Un Europarlamento spaccato litiga sul pacchetto Fit for 55

Tra oggi e domani il parlamento europeo mette ai voti 8 proposte del pacchetto, tra cui alcuni tasselli fondamentali come la riforma dell’ETS, l’introduzione di una tassa sul carbonio alla frontiera e il phase out dei veicoli con motore a combustione

Pacchetto Fit for 55: l’Europarlamento è spaccato sui dossier chiave
Foto di Udo Pohlmann da Pixabay

Il pacchetto Fit for 55 è l’architrave del piano UE sul clima

(Rinnovabili.it) – Una raffica di emendamenti può cambiare il volto (e l’efficacia) del pacchetto Fit for 55, l’insieme di leggi e regolamenti con cui l’UE vuole mettersi in carreggiata per tagliare le emissioni del 55% entro la fine di questo decennio. Tra oggi e domani il parlamento europeo mette ai voti 8 proposte del pacchetto, tra cui alcuni tasselli fondamentali come la riforma dell’ETS, l’introduzione di una tassa sul carbonio alla frontiera e il phase out dei veicoli con motore a combustione. Altri temi che approdano in aula sono l’Effort Sharing Regulation, il Fondo sociale per il clima, le emissioni LULUCF e due passaggi sulle emissioni degli aerei sotto l’ETS e secondo lo schema CORSIA.

Su molti dossier, però, non c’è accordo tra i partiti. I dibattiti nelle varie commissioni non sono bastati per trovare compromessi accettabili, come succede di solito. Così oggi si andrà alla conta. E visto che nessun testo (o quasi) è blindato, c’è da aspettarsi che alcune modifiche sostanziali dei provvedimenti siano approvate. Il risultato finale esprimerà la posizione comune con cui l’Europarlamento andrà a negoziare con il Consiglio: se passano proposte annacquate già in questa fase, verranno ulteriormente diluite nei prossimi negoziati.

Voto sul pacchetto Fit for 55, cosa può cambiare?

Quali sono i pezzi del pacchetto Fit for 55 più in bilico? Una modifica cruciale che potrebbe alzare l’ambizione invece di affossarla, riguarda la riforma del mercato del carbonio. La Commissione ha proposto come target una riduzione delle emissioni nei settori coperti del 61% al 2030, ma alcuni emendamenti chiedono che sia alzato almeno al -67%.

Ben diversa la situazione del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM). La tassa sul carbonio alla frontiera introdurrebbe dei dazi alle merci in entrata prodotte in paesi con standard climatici meno ambiziosi di quelli UE. Un sistema che non può convivere con i permessi gratuiti dell’ETS, ancora distribuiti a molti settori ad alta intensità energetica come acciaio e cemento. L’aula di Strasburgo è spaccata su come modulare il ritiro delle quote gratis, con opzioni per il phase out al 2030, 2032 o 2035.

Altri dossier spinosi riguardano le emissioni auto. La proposta originaria del pacchetto Fit for 55 prevede che entro il 2030, i valori emissivi per auto (95 g CO2/km) e furgoni (147 g CO2/km) scendano del 55%. E appena 5 anni dopo arrivino a zero. Tra gli emendamenti molti rilassano questi parametri, puntando su un -90% entro il 2035.

Articolo precedenteCaro materiali: il Tar del Lazio boccia i dati del Mims
Articolo successivoModuli fotovoltaici leggeri: Sharp porta l’efficienza al 32,65%

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui