A Biden mancano i voti per la transizione ecologica

La corrente radicale del partito di Biden punta i piedi: o si vota il piano sulle infrastrutture da 1.000 miliardi insieme a quello su clima, energia e politiche sociali da 3.500 miliardi, oppure salta tutto. Temono che i moderati e i repubblicani annacquino le misure con lo scorporo dei voti

Transizione ecologica: congelato il piano USA da 1000 miliardi
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Smacco per i democratici, rivolta interna blocca i piani per la transizione ecologica

(Rinnovabili.it) – Il programma bipartisan di rilancio delle infrastrutture americane è fermo, preso in ostaggio dalla corrente più radicale del partito del presidente Biden. Sul pacchetto da 1.000 miliardi di dollari per rimettere in sesto strade, ponti, infrastrutture digitali e avviare la torsione verde post Covid è saltato l’accordo. Il problema? Per i rivoltosi deve essere votato insieme al ben più corposo programma da 3.500 miliardi che contiene le misure chiave per la transizione ecologica degli Stati Uniti.

I democratici ribelli, che fanno capo alla deputata Alexandria Ocasio-Cortez, vogliono votare il ticket per “blindare” le misure più audaci sulla transizione ecologica. Il timore è che lo scorporo dei due provvedimenti, con quello sulle politiche sociali e climatiche lasciato per ultimo, sia una trappola per smontarlo pezzo dopo pezzo, facendo mancare i voti.

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Una rivolta che sta dando dei bei grattacapi a Biden, visto che il presidente non può fare a meno di cercare una maggioranza ampia, al di fuori del perimetro del suo partito, per portare avanti la sua agenda. E un incidente scomodo a poche settimane dall’avvio della COp26 di Glasgow: se non si supera l’impasse, per gli Stati Uniti significa presentarsi in Scozia a mani (quasi) vuote.

Nel programma sulle infrastrutture sono inserite anche molte misure per la transizione ecologica. Il piano stanzia 66 miliardi per le infrastrutture idriche, che saranno usati per rimpiazzare le tubature al piombo e per ridurre la dispersione idrica della rete. Altri 73 miliardi sono invece destinati al capitolo energia, con una parte per aumentare la capacità ad alto voltaggio delle reti elettriche, e alla mobilità elettrica tra ammodernamento della flotta del trasporto pubblico e installazione di nuovi punti ricarica per EV. In più, 21 miliardi sono convogliati verso la bonifica di suolo e acqua presso miniere e siti di estrazione del gas abbandonati.

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