Protocollo di Kyoto, Bruxelles propone la ratifica della II fase

La Commissione europea ha presentato una proposta legislativa che consentirà all’Unione europea di ratificare l’emendamento di Doha al protocollo

Seconda fase del protocollo di Kyoto(Rinnovabili.it) – L’Europa ci sarà: la seconda fase del protocollo di Kyoto riporterà la ratificata dall’Unione Europea. L’esecutivo UE ha infatti presentato una proposta legislativa che apre le porte ad un nuovo periodo di impegno climatico dal 2013 al 2020, anno in cui dovrebbe invece entrare in vigore l’accordo globale di riduzione le emissioni. In realtà non si tratta di un nuovo impegno per la Comunità europea dal momento che gli obiettivi della seconda fase sono perfettamente in linea con i target delineati nel pacchetto sul clima e l’energia.

 

La ratifica della seconda fase del protocollo di Kyoto –  ha dichiarato Connie Hedegaard, Commissario dell’Azione per il climasottolinea l’impegno dell’UE a favore di un approccio di tipo prescrittivo e giuridicamente vincolante per l’azione internazionale in materia di cambiamenti climatici. La nostra determinazione nel rispettare gli impegni assunti si rispecchia nel fatto che in pratica l’UE si è attenuta fin dall’inizio, ovvero da gennaio di quest’anno, agli obiettivi e alle norme del secondo periodo di impegno del protocollo di Kyoto. Con la ratifica ufficiale della seconda fase, l’Europa contribuirà a rendere effettivi quanto prima a livello internazionale gli impegni assunti. Sono convinta che il Parlamento europeo, il Consiglio, gli Stati membri e l’Islanda completeranno al più presto le rispettive procedure di ratifica”.

 

Nel dettaglio la proposta odierna della Commissione si articola in due proposte legislative: una decisione del Consiglio europeo che autorizza l’UE a ratificare l’emendamento di Doha al protocollo e un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che disciplina gli aspetti tecnici legati all’attuazione, costituisce la base per una serie di atti legislativi relativi a questioni tecniche legate all’attuazione, da parte dell’UE e degli Stati membri, del secondo periodo di impegno.