Turismo in Antartide: il paradosso della crisi ambientale

Secondo l’Associazione internazionale dei tour operator dell’Antartide, circa 78.500 persone dovrebbero visitare la regione tra novembre e marzo, registrando un aumento del 40% rispetto allo scorso anno. Attirati dalla vulnerabilità della zona, questi “nuovi esploratori responsabili” mettono ancora di più a rischio il suo delicato ecosistema.

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Credits: melissa2760 da Pixabay

Ogni anno, aumenta il turismo in Antartide per vedere con i propri occhi la zona più minacciata dai cambiamenti climatici.

 

(Rinnovabili.it) – L’Antartide, un vasto territorio che non appartiene a nessuna nazione, è un continente di estremi: il luogo più freddo del pianeta, il più ventoso, il più secco, il più desolato e il più inospitale. Ma ora è anche una destinazione per il turismo di lusso e visitatori di élite, che hanno la possibilità di vivere per qualche giorno un ecosistema vulnerabile, minacciato dalla loro stessa presenza.

 

Il Trattato antartico, firmato 60 anni fa da 12 paesi (oggi conta 54 firmatari), ha dichiarato il continente un’area dedicata alla pace e alla scienza, ma il turismo negli ultimi anni è gradualmente aumentato. Unica attività commerciale consentita (oltre alla pesca, oggetto di controversie internazionali sulle riserve marine), il turismo si concentra principalmente nella zona di Half Moon Island, che gode di un clima più mite rispetto al resto del continente ed è di più facile accessibilità.

 

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La Half Moon Island è una striscia di terra che sporge dall’Antartico verso il Sud America, in cui i visitatori possono vedere la fauna selvatica che, normalmente, sarebbe possibile vedere solo in uno zoo o attraverso i documentari. Per accedervi, i turisti devono seguire regole rigorose: pulire i loro effetti personali in modo da non introdurre specie invasive, mantenere una distanza rispettosa dalla fauna selvatica, non allontanarsi dai percorsi segnalati e non raccogliere nulla.

 

I tour operator antartici insistono sul fatto che stanno promuovendo un turismo responsabile. A bordo delle navi che li portano tra i ghiacci, i passeggeri vengono definiti “esploratori” anziché “croceristi”: hanno pagato almeno 7.000 euro ciascuno per una crociera di 18 giorni in una cabina standard e fino a 25.000 euro per una suite con balcone. L’industria del turismo promuove i suoi clienti come “ambasciatori” dell’Antartide, persone che, dopo aver visto con i loro occhi la bellezza del continente, siano anche in grado di promuoverne la salvaguardia: “perché ami ciò che conosci e capisci”, ha dichiarato a Phys.org Daniel Skjeldam, amministratore delegato di Hurtigruten, compagnia turistica norvegese.

 

La penisola antartica è una delle regioni della Terra che si sta riscaldando più rapidamente, di quasi 3° negli ultimi 50 anni a detta dell’Organizzazione meteorologica mondiale, con un ritmo tre volte più veloce della media globale. “Ogni anno è possibile osservare e registrare lo scioglimento dei ghiacciai, la scomparsa del ghiaccio marino e la ricolonizzazione di piante e altri organismi che prima non erano presenti in Antartide”, ha dichiarato Marcelo Leppe, direttore dell’Istituto antartico cileno. “L’Antartide è come il cuore della Terra: si espande e si contrae come un battito cardiaco, mentre la potente corrente che gira intorno al continente è come un sistema circolatorio, che assorbe correnti calde da altri oceani e ridistribuisce il freddo acqua”, ha aggiunto.

 

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Le navi da crociera hanno vagato per la regione antartica per circa 50 anni, ma il loro numero ha iniziato ad aumentare solo dal 1990, quando i rompighiaccio sovietici hanno trovato nuovi scopi nell’era post-Guerra fredda. Secondo una stima della IAATO (l’Associazione internazionale dei tour operator dell’Antartide), circa 78.500 persone dovrebbero visitare la regione tra novembre e marzo, registrando un aumento del 40% rispetto allo scorso anno, dovuto in parte alle brevi incursioni di alcune nuove navi da crociera che trasportano più di 500 passeggeri.

 

Paradossalmente, è proprio la vulnerabilità dell’Antartide ad attirare sempre più visitatori. Tuttavia, il viaggio turistico in Antartide supera le 5 tonnellate di emissioni di CO2 per passeggero (compresi i voli). Anche la fuliggine o il carbone nei gas di scarico delle navi da crociera sono preoccupanti, rilasciando particelle che si depositano sulla neve e sulla superficie del ghiaccio accelerando lo scioglimento del ghiaccio che, diventando più scuro, assorbirà di più il calore del sole e si scioglierà molto più velocemente. Nel frattempo, la colonia di 2.500 pinguini dal sottogola – così chiamati a causa di una striscia nera sul mento – è gradualmente diminuita nel corso degli anni.

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