Un periodo prolungato con temperature al di sotto della media registrate nella stratosfera hanno contribuito al danneggiamento dello strato di ozono che protegge la Terra

Per studiare la perdita di ozono nella regione artica nel 2011, scienziati di 19 istituzioni appartenenti a nove paesi (Stati Uniti, Germania, Olanda, Canada, Russia, Finlandia, Danimarca, Giappone e Spagna) hanno analizzato un ampio ventaglio di scenari. Questi includono osservazioni giornaliere dei gas e delle nubi a livello globale mediante l’utilizzo dei satelliti della NASA Aura e CALIPSO. Così facendo gli scienziati hanno scoperto che a certe altitudini il periodo di freddo artico è durato più di 30 giorni nel 2011 rispetto a qualsiasi altro precedentemente studiato, ed è questo ad aver portato ad una perdita di ozono senza precedenti causando un aumento del passaggio dei raggi ultravioletti, con effetti negativi sulla popolazione umana, sulla flora e sulla fauna.











