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Modello climatico ad alta risoluzione rivela l’impatto regionale del riscaldamento globale di 1°C

Un team di scienziati ha compito una vera svolta nella modellizzazione climatica.

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Immagine generata da IA

Le diverse regioni del mondo non reagiranno tutte allo stesso modo all’aumento delle temperature di un grado. La ragione risiede nel fatto che la risposta climatica della Terra all’aumento delle emissioni di gas serra avviene su diverse scale spaziali, come ha dimostrato un gruppo internazionale di ricercatori.

L’impatto del riscaldamento globale, infatti, non è lo stesso per tutto il pianeta. Alcune aree del mondo come la regione artica o i picchi delle montagne più alte si riscaldano più velocemente rispetto alla media globale. Altre, invece, come le porzioni dell’oceano situate nelle regioni tropicali mostrano un andamento più lento rispetto alla media. I modelli relativi alle precipitazioni sono ancor meno omogenei.

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Previsioni più accurate del clima

I modelli climatici usano diverse risoluzioni spaziali per simulare il clima terrestre. Per esempio, i modelli utilizzati per i report del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico hanno una risoluzione spaziali di 100 o 200 chilometri. Dunque, non sono abbastanza accurati per definire le simulazioni su scala regionale o locale. I leader politici, chiamati a elaborare strategie di adattamento al clima, hanno invece bisogno di modelli climatici a risoluzione più dettagliata.

Per rispondere a questa esigenza un team di scienziati ha compito una vera svolta nella modellizzazione climatica. Questi scienziati sono riusciti a fornire informazioni inedite sul futuro clima della Terra e sulla sua variabilità. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Earth System Dynamics.

Impatto regionale dell’aumento delle temperature di un grado

I ricercatori sono riusciti a elaborare modelli climatici su una scala di 9 chilometri nell’atmosfera e di 4-25 chilometri nell’oceano. Queste simulazioni di modelli computerizzati permettono una rappresentazione più accurata delle condizioni climatiche future, consentendo così di elaborare migliori strategie di adattamento al riscaldamento del clima.

“È importante tenere a mente che il riscaldamento globale dal punto di vista spaziale è piuttosto eterogeneo. Per un aumento della temperatura di un grado e mezzo a livello globale, le regioni artiche della Siberia e del Canada si riscalderanno di quasi 2 gradi, mentre il Mar Glaciale Artico subirà un riscaldamento fino a cinque gradi. Nelle regioni di alta montagna, come l’Himalaya, le Ande e l’Hindu Kush, il modello simula un’accelerazione del processo di riscaldamento superiore del 45%-60% rispetto alla media globale“, ha spiegato Moon Ja-Yeon, autore principale dello studio.

Proprio per garantire il più ampio accesso a queste proiezioni climatiche, gli scienziati hanno lanciato una piattaforma dati interattiva a disposizione degli utenti. La piattaforma consente di esplorare le previsioni dei cambiamenti del clima su scala regionale e globale. I dati inoltre possono essere scaricati e aperti direttamente nell’applicazione Google Earth. Sono informazioni fondamentali anche per la futura installazione di parchi eolici o solari.

La ricerca ha fornito informazioni chiave anche in merito alle tempeste, offrendo una risoluzione inferiore a 10 chilometri. In base a queste simulazioni, l’ampiezza sia dell’Oscillazione di Madden-Julian sia dell’alternanza degli eventi di El Niño e La Niña aumenteranno in futuro. Ciò comporterà un impatto maggiore delle precipitazioni nelle regioni colpite. Le simulazioni indicano un ulteriore aumento della frequenza e dell’intensità di eventi piovosi estremi (>50 mm/giorno)in varie aree: Asia orientale, Himalaya, Ande, Amazzonia, le catene montuose dell’Africa e la costa orientale del Nord America. Le conseguenze saranno significative e implicheranno inondazioni, erosione delle coste e frane.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.