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“L’Europa si prepari a un riscaldamento di 3°C entro il 2100”, avverte l’ESABCC

L'aggravarsi del cambiamento climatico in Europa impone di rafforzare la resilienza: l'appello del Comitato scientifico consultivo dell'UE.

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Immagine generata da IA

Rafforzare la resilienza climatica: l’appello del Comitato scientifico consultivo dell’UE

L’Unione Europea non è preparata all’aggravarsi del cambiamento climatico e dovrebbe incrementare con urgenza gli investimenti necessari a proteggere i cittadini e le infrastrutture dagli eventi estremi, come inondazioni, incendi boschivi e ondate di calore. A causa del cambiamento climatico l’Europa è diventata il continente che si sta riscaldando più velocemente rispetto ad altre aree del mondo. Gli europei stanno già sperimentando quali sono gli effetti di tale mancanza di preparazione. Adattarsi a un futuro più caldo, però, è una sfida del tutto gestibile, anche se molto ardua da vincere.

Il nuovo rapporto, Rafforzare la resilienza al cambiamento climatico, suggerisce come l’Unione possa potenziare il proprio approccio di fronte a rischi climatici crescenti e sistemici. Il rapporto, cura del Comitato scientifico consultivo europeo sul cambiamento climatico (ESABCC), organo indipendente chiamato a fornire consulenza scientifica alle istituzioni UE, individua delle raccomandazioni per un quadro d’azione efficace in materia di adattamento.

Gli sforzi attuali sono insufficienti

Senza un adattamento adeguato gli impatti climatici indeboliranno la competitività dell’Europa, metteranno a dura prova i bilanci pubblici e aumenteranno i rischi per la sicurezza. Molti rischi climatici hanno una natura transfrontalieria e compromettono catene di approvvigionamento e sistemi finanziari. Per tutte quste ragioni l’ESABCC chiede all’UE di rafforzare il proprio quadro d’azione per un adattamento efficace e coerente.

Ottmar Edenhofer, presidente dell’ESABCC, commenta: “Gli eventi estremi legati al meteo e al clima stanno già causando gravi perdite in tutta Europa. Solo il caldo estremo ha provocato decine di migliaia di morti premature negli ultimi anni, tra cui circa 24.000 solo nell’estate del 2025. I danni economici alle infrastrutture e ai beni materiali ammontano oggi a una media di quasi 45 miliardi di euro all’anno“.

L’Europa si scalda al doppio della velocità

Le temperature medie globali sono aumentate di quasi 1,4 °C rispetto ai livelli preindustriali. A causa degli insufficienti progressi globali nella mitigazione, il superamento dell’obiettivo di 1,5 °C dell’Accordo di Parigi appare ormai sempre più probabile. Inoltre, l’Europa si sta scaldando circa due volte più velocemente della media globale.

Negli ultimi cinque anni, il continente ha registrato temperature medie annue di circa 2,4 °C superiori ai livelli preindustriali. Gli eventi estremi legati al meteo e al clima hanno causato perdite significative di vite umane e gravi danni agli ecosistemi e alle economie:

  • Calore estremo: ha già causato decine di migliaia di morti premature in Europa, quasi 24.000 soltanto durante l’estate del 2025. Di queste, oltre due terzi sono state attribuite al cambiamento climatico.
  • Alluvioni: piogge torrenziali hanno causato vittime e gravi danni a città e infrastrutture.
  • Danni economici: i danni stimati a infrastrutture e beni materiali hanno raggiunto una media di quasi 45 miliardi di euro all’anno nel periodo 2020-2024, in aumento di cinque volte rispetto al periodo 1980-1989.

Prepararsi a un riscaldamento di 3°C

Gli esperti del Comitato raccomandano all’UE di prepararsi congiuntamente, vale a dire coinvolgendo tutti gli Stati Membri, ai rischi associati a un riscaldamento compreso tra 2,8 e 3,3 °C entro il 2100. Gli ultimi impegni climatici nazionali assunti dai Governi, se mantenuti, non basterebbero comunque a evitare un riscaldamento globale di 2,3 – 2,5 °C entro questo secolo, ha avvertito l’ONU.

Gli Stati dovrebbero utilizzare tali parametri per sviluppare politiche utili a sostenere i cittadini e le imprese ad adattarsi al peggioramento del clima. Per esempio, le autorità competenti dovrebbero garantire che non si costruisca in aree a rischio alluvione, pianificare un sostegno adeguato agli agricoltori colpiti dalla siccità e progettare spazi cittadini e misure utili a proteggere le persone dal caldo eccessivo.

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Fonte: European Scientific Advisory Board on Climate Change

Le 5 raccomandazioni per affrontare il cambiamento climatico in Europa

Per prepararsi a livelli di riscaldamento futuri il Comitato propone cinque raccomandazioni chiave:

  1. Rendere obbligatorie e armonizzate le valutazioni del rischio climatico in tutte le politiche UE e tra gli Stati membri.
  2. Adottare un riferimento comune per la pianificazione, preparandosi a rischi coerenti con una traiettoria di riscaldamento globale di 2,8-3,3 °C entro il 2100.
  3. Definire una visione chiara per un’UE resiliente al clima entro il 2050, supportata da obiettivi misurabili.
  4. Integrare la resilienza climatica nella progettazione di tutte le politiche, i programmi e gli investimenti dell’UE.
  5. Mobilitare investimenti pubblici e privati e stabilire un approccio coerente per gestire i costi crescenti degli impatti climatici attraverso il bilancio UE.

L’adattamento non può sostituire la mitigazione

L’adattamento ha dei limiti oggettivi. Ogni incremento frazionario di riscaldamento globale aumenta i rischi e l’adattamento non è in grado di sostituire la mitigazione. Tagliare drasticamente le emissioni rimane una prerogativa essenziale per stabilizzare le temperature. Jette Bredahl Jacobsen, vicepresidente del Comitato, conclude: “Una gestione robusta del rischio significa che l’UE dovrebbe prepararsi a una gamma di futuri possibili. Allo stesso tempo, l’adattamento non può prevenire tutte le perdite; gli sforzi di mitigazione restano quindi essenziali per mantenere i pericoli climatici a livelli gestibili“.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.