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Piemonte: nuovo Piano Aria per evitare il blocco dei diesel Euro5

La Regione prepara le modifiche al Piano per la qualità dell’aria. Obiettivo: ridurre gli ossidi di azoto di almeno 500-700 ton e le polveri sottili di 40-70 ton. Come? Migliorando gestione del traffico, incentivando il trasporto pubblico e supportando l'impiego dei biocarburanti

 Piemonte: nuovo Piano Aria per evitare il blocco dei diesel Euro5
Foto di Luca da Pixabay

Il decreto Infrastrutture 2025 ha concesso più tempo e flessibilità alle Regioni del bacino padano per adeguarsi al nuovo blocco dei diesel Euro 5. Tempo che il Piemonte non sprecherà, essendo già al lavoro sulle modifiche al Piano per la qualità dell’Aria. Lo ha fatto sapere il 2 agosto la Regione anticipando le misure che confluiranno nella strategia rinnovata: un mix di interventi che – ci tiene a sottolineare il presidente Alberto Cirio – non ledono “il diritto alla mobilità dei cittadini”. L’amministrazione regionale “avvierà da subito le procedure per la revisione del Piano attraverso una task force formata da tecnici, esperti e rappresentanti istituzionali, con il contributo scientifico di Arpa Piemonte”.

Come nasce il blocco dei veicoli diesel Euro5?

Originariamente, secondo quanto stabilito dal Decreto legge del 12 settembre 2023, n. 121, lo stop alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 – automobili e mezzi commerciali N1, N2 e N3 – era previsto a partire dal 1° ottobre 2025. E in via prioritaria nei comuni con popolazione superiore ai 30mila abitanti di Piemonte, Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna. Una misura necessaria alla luce delle procedure di infrazione aperte a carico del Belpaese e della doppia condanna per il superamento dei limiti di inquinanti atmosferici.

D’altra parte, è un dato di fatto che il trasporto su strada sia la principale fonte di emissioni di ossido di azoto (NOX​). Emissioni che a loro volta aumentano anche i livelli di biossido di azoto (NO2​) e particolato (PM2,5​) nell’aria con un impatto drammatico sulla salute pubblica.

E non riuscire a rispettare i limiti emissivi imposti da Bruxelles ha anche fatto meritare all’Italia il titolo di primo paese in Europa per morti attribuibili all’inquinamento atmosferico con circa 80mila decessi prematuri all’anno.

Con il Decreto Infrastrutture però il Governo è intervenuto sullo blocco previsto, posticipando di un anno l’entrata in vigore e spostando l’ambito di applicazione solo ai comuni con oltre 100mila abitanti. E aggiungendo la possibilità di evitare lo stop con nuove misure compensative introdotte nei piani regionali sulla qualità dell’aria.

Le misure in fase di studio

Veniamo così al Piemonte che, in base alle norme italiane riviste, sarebbe interessato dal blocco diesel Euro 5 solo per le città di Torino e Novara.

“Per definire le misure alternative, la Regione ha costituito una Struttura speciale composta da Direzione Ambiente, Energia e Territorio, Arpa Piemonte, Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino e del Piemonte orientale, Città Metropolitana di Torino, Province piemontesi ed esperti da coinvolgere nei lavori, a seconda dei vari ambiti di intervento del Piano”.

L’obiettivo è ridurre gli ossidi di azoto di almeno 500-700 tonnellate e le polveri sottili di 40-70 tonnellate, in base alle simulazioni di Arpa Piemonte. In che modo? In parte potenziando misure già inserite nel Piano, in parte approvandone di nuove. Sarà ad esempio implementato l’uso di biocarburanti e verrà migliorata la gestione del traffico e dei flussi semaforici nelle aree urbane attraverso l’AI.

Si incentiverà l’uso del trasporto pubblico attraverso strumenti come la Tessera dello studente – finanziata con oltre 37 milioni di euro – e Bonus TPL incrementato a 150 euro.

Allo studio della Struttura speciale c’è anche l’implementazione di misure innovative come:

  • l’abbattimento degli inquinanti atmosferici attraverso cubi filtranti modulari, alimentati da fonti rinnovabili;
  • sistemi di nebulizzazione d’acqua in grado di catturare il particolato;
  • l’impiego di materiali fotocatalitici, integrati in superfici edilizie e stradali, per degradare ossidi di azoto e composti organici sfruttando la luce solare;
  • la realizzazione di autostrade intelligenti che, sfruttando l’analisi in tempo reale del traffico e la modulazione dinamica dei limiti di velocità, migliorino la fluidità dei flussi;
  • l’ibridazione dei motori diesel, tramite kit di riconversione tecnologica, per ridurre consumi ed emissioni senza sostituire i veicoli, con potenziale applicazione su auto diesel Euro 4 e 5, veicoli commerciali diesel e flotte pubbliche.

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