Il Senato approva il decreto Terra dei Fuochi con 91 voti a favore: nuove pene per i reati ambientali e finanziamenti per la bonifica.

L’Aula di Palazzo Madama ha rinnovato ieri la fiducia al Governo approvando il cosiddetto Decreto Terra dei Fuochi, con 91 voti favorevoli e 55 contrari, un provvedimento che introduce nuove norme per il contrasto ai traffici illeciti di rifiuti, inasprisce le pene per i reati ambientali e stanzia risorse per la bonifica dell’area in Campania. Il testo prevede inoltre la nascita del Dipartimento per il Sud presso la Presidenza del Consiglio, insieme a misure per l’assistenza alla popolazione colpita da calamità.
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Le novità introdotte dal decreto Terra dei Fuochi
Il relatore, senatore Sandro Sisler di Fratelli d’Italia, ha illustrato i contenuti principali del provvedimento. Il decreto modifica in più punti il Codice dell’Ambiente, prevedendo nuovi reati legati ai rifiuti pericolosi e l’inasprimento delle sanzioni per abbandono e combustione illecita.
Vengono introdotti tre distinti reati: abbandono di rifiuti non pericolosi, delitto di abbandono in casi particolari e delitto di abbandono di rifiuti pericolosi. Le multe vanno da 1.500 a 18mila euro, mentre per i rifiuti pericolosi la pena arriva fino a 5 anni di reclusione. Se l’abbandono avviene in aree contaminate, la reclusione sale a 6 anni e 6 mesi.
Reati ambientali e sanzioni accessorie
Il testo introduce pene più severe per la gestione non autorizzata dei rifiuti, che resta punita con l’arresto da tre mesi a un anno e con l’ammenda fino a 26mila euro. In caso di utilizzo di veicoli a motore per il trasporto illecito, si applica la sospensione della patente da 3 a 9 mesi e il fermo del veicolo.
Anche l’abbandono di rifiuti urbani accanto ai cassonetti comporta sanzioni: da 1.000 a 3.000 euro, che si sommano al fermo del mezzo se l’illecito è commesso in auto. Il provvedimento prevede inoltre strumenti innovativi di controllo, come la videosorveglianza e l’impiego della carta nazionale dell’uso del suolo.
Risorse per la bonifica ambientale
Il decreto autorizza 15 milioni di euro per il 2025 destinati alla bonifica ambientale della Terra dei Fuochi. Il Commissario unico per le discariche e i siti contaminati riceve poteri straordinari per la rimozione dei rifiuti e la messa in sicurezza delle aree, comprese azioni di rivalsa verso i responsabili. L’intervento viene presentato come risposta urgente all’emergenza sanitaria e ambientale che da anni interessa il territorio campano. “Serve un cronoprogramma preciso per bonifica e sicurezza”, ha dichiarato in Aula il senatore Rastrelli (FdI).
Nasce il Dipartimento per il Sud
Tra le principali novità del decreto spicca l’istituzione del Dipartimento per il Sud, previsto presso la Presidenza del Consiglio. Secondo l’emendamento approvato in Commissione, l’organismo avrà il compito di coordinare e promuovere l’azione strategica del Governo nelle politiche rivolte al Mezzogiorno. L’obiettivo, come spiegato dal relatore Sisler, è fornire strumenti più incisivi per affrontare ritardi strutturali e rafforzare la capacità di intervento.
Opposizioni critiche: decreto Terra dei Fuochi è insufficiente
Il voto di fiducia è stato sostenuto da Cd’I, Forza Italia-BP, Lega e Fratelli d’Italia. “Il decreto unisce la punizione dei criminali a incentivi per le imprese virtuose”, ha sottolineato Trevisi (FI-BP). Per Cantalamessa (Lega) il testo rappresenta una “risposta pragmatica e concreta per la sicurezza alimentare e la tutela del territorio”. Opposizioni critiche hanno invece parlato di risorse insufficienti e iter accelerato. “La creazione del Dipartimento per il Sud centralizza poteri e riduce il confronto parlamentare”, ha affermato Verini (PD). Scalfarotto (IV) ha definito gli interventi “frammentari e incapaci di garantire piena tutela alle comunità locali”.
Prossimi passaggi e scadenze
Il provvedimento, approvato dal Senato, passa ora all’esame della Camera che dovrà pronunciarsi entro il 7 ottobre. In caso di via libera definitivo, le nuove norme entreranno in vigore immediatamente. L’attenzione è rivolta all’impatto delle misure sulle aree più colpite dalla crisi dei rifiuti e alla reale efficacia del nuovo Dipartimento per il Sud nel coordinare politiche di sviluppo. L’iter parlamentare, seguito da vicino dalle comunità interessate, determinerà se il decreto segnerà una svolta nella lotta ai reati ambientali e nella bonifica della Terra dei Fuochi.
Cos’è la Terra dei Fuochi?
Viene definita Terra dei Fuochi l’area compresa tra le province di Napoli e Caserta, tristemente nota per il fenomeno dei roghi tossici di rifiuti abbandonati. L’espressione indica i territori più colpiti da sversamenti illegali e incendi di materiali pericolosi che hanno compromesso ambiente e salute pubblica.
L’estensione riguarda una vasta zona della Campania, con 38 comuni individuati ufficialmente dal Governo. Tra questi, ci sono Aversa, Caivano, Acerra, Casal di Principe, Giugliano in Campania, Nola, Villa Literno e molti altri centri distribuiti nell’agro aversano e nell’area a nord di Napoli.
Nonostante l’inquinamento e la contaminazione dei suoli, la Terra dei Fuochi resta una delle aree agricole più produttive d’Italia. Qui si coltivano ortaggi, frutta, oltre a vigneti e agrumeti che caratterizzano storicamente il paesaggio rurale campano.












