
La prima pala eolica riciclabile parla cinese
La prima pala al mondo per impianti eolici realizzata in fibra di carbonio completamente riciclabile e pronta per essere riutilizzata per altri scopi. Questo l’annuncio della cinese Ming Yang Smart Energy che sul suo profilo Linkedin ha ufficialmente presentato la MySE23X, una pala che superando i 110 metri di lunghezza, ottimizza le condizioni di degradazione, ma soprattutto non presenterebbe problemi (scrive l’azienda) una volta esaurito il ciclo di vita. Una recente ricerca dell’Università di Cambridge, infatti, stima che entro il 2050 nel mondo si accumuleranno 43 milioni di tonnellate di rifiuti derivanti dalle pale delle turbine eoliche dismesse.
Si legge nella nota pubblicata sul social professionale: “Sfruttando un’unica tecnologia di degradazione a temperatura e pressione ambiente, la pala in fibra di carbonio riciclabile MySE23X consente l’efficiente separazione chimica dei materiali compositi utilizzando una specifica soluzione di degradazione. Il pannello in fibra di carbonio riciclabile fornisce un supporto ad alta resistenza e leggero per la pala, garantendo al contempo il riciclo completo della fibra di carbonio“. Se l’innovazione fosse tale, allora sarebbe risolto anche uno dei maggiori problemi ambientali legati all’eolico: lo smaltimento delle pale.
Il problema del riciclo
Per resistere alle sollecitazioni aerodinamiche di anni di utilizzo continuo, le pale sono realizzate in materiali compositi, in cui fibre di vetro o carbonio sono inglobate in una matrice di resine epossidiche termoindurenti. A differenza delle plastiche comuni, queste resine subiscono durante la produzione una reticolazione chimica irreversibile: una volta “cotte”, non possono più essere fuse. Questo trasforma ogni pala in un monoblocco che, a fine vita, non può essere scomposto nei suoi elementi originali.
Pala eolica riciclabile: la nuova tecnologia dei materiali
Rispetto ai precedenti tentativi di riciclaggio che richiedevano calore intenso o alta pressione, spesso danneggiando le fibre che si volevano salvare, questo nuovo processo chimico opera a temperatura e pressione ambiente. Scioglie chimicamente la colla che tiene insieme la lama. Fino a oggi, la sorte delle turbine dismesse è stata la frammentazione meccanica — un processo energivoro che produce scarti di basso valore per l’edilizia — o, peggio, l’interramento in discarica.
Degradazione controllata dei materiali
La pala MySE23X avrebbe introdotto una chimica di degradazione controllata: l’uso di reagenti specifici permette di sciogliere il legame della resina senza danneggiare le pregiate fibre di carbonio. Questo passaggio segna il passaggio da un modello lineare estrazione-smaltimento a uno realmente circolare, trasformando i rifiuti derivati dalla pala dismessa, in materiali ad alte prestazioni per nuove turbine e componenti delle automobili.
Ming Yang, al momento, è l’unico produttore al mondo di turbine ad aver annunciato lo sviluppo di pale riciclabili al 100% Un’altra azienda, la Siemens, con la Gamesa RecycleBlade, è arrivata al 95% di riciclo, ma ha annunciato di poter raggiungere la piena riciclabilità entro il 2040.












