Dalle turbine eoliche a fine vita a un parking su cinque piani: in Svezia un esempio concreto di economia circolare e riutilizzo delle pale eoliche

Un parcheggio sostenibile realizzato con le pale eoliche dismesse dagli impianti. L’idea innovativa appartiene ad un’azienda svedese Lunds kommunala parkeringsbolag che nella città di Lund ha sviluppato un parking su 5 piani, composto da 365 posti, mentre gestisce 28.000 posti auto nel comune. Le pale, progettate per resistere al vento e alle intemperie per decenni, grazie alla loro composizione in fibra di vetro e fibra di carbonio, sono estremamente resistenti. Ma allo stesso tempo anche difficili da riciclare.
L’idea rivoluzionaria e green
L’architetto del progetto, Jonas Lloyd, ha avuto l’idea per il parcheggio leggendo un articolo sull’industria eolica americana e sulle sue sfide nel riciclo delle pale dismesse. Da qui, è partita la produzione per creare le pareti non portanti che ricoprono ampie parti della facciata con 57 pale del rotore. Oltre alle pale eoliche, la facciata è composta anche da piante che favoriscono l’impollinazione e il tetto è ricoperto di pannelli solari, collegati a una batteria per ricaricare le auto di notte. Infatti, il parcheggio dotato anche di 40 punti di ricarica
Grande riutilizzo delle pale eoliche
Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione della Vattenfall è uno dei maggiori sviluppatori di energia eolica in Europa, che possiede oltre 1.400 turbine eoliche in diversi paesi. L’azienda svedese è fortemente impegnata nel riutilizzare, ricondizionare, riconvertire e riciclare le pale del rotore. Infatti si è posta l’obiettivo di riutilizzare, ricondizionare, riadattare e riciclare pale al 100% entro il 2030. Per questo ha introdotto il divieto di conferire le pale usate in discarica. Quando una turbina eolica viene dismessa, l’azienda valuta se le pale possano essere vendute a un’altra azienda o a un altro progetto. In alternativa, vengono utilizzate, ad esempio, come telai per pannelli solari o come materiale isolante. Vattenfall ha persino fatto realizzare degli sci con vecchie pale.
Perché è difficile riciclare le pale eoliche
Riciclare le pale eoliche è difficile perché sono costruite con materiali compositi (fibra di vetro o di carbonio unita a resine termoindurenti) progettati per essere estremamente resistenti ma non rifondibili né facilmente separabili a fine vita. La fibra e la resina sono intimamente legate e la loro separazione richiede processi meccanici, termici o chimici costosi, energivori e spesso con recupero di materiali di qualità inferiore rispetto all’originale.
Inoltre le dimensioni molto grandi delle pale rendono complessi trasporto e trattamento, aumentando i costi logistici, e per molti anni è stato più economico smaltirle che riciclarle, rallentando lo sviluppo di soluzioni industriali, anche se oggi nuove tecnologie, materiali alternativi e norme più stringenti stanno gradualmente migliorando la situazione.
Tecnologie più promettenti per il riciclo
Le soluzioni più promettenti per il riutilizzo delle pale eoliche puntano a recuperare fibre di valore e a ripensare i materiali: il riciclo chimico (solvolisi) usa solventi per separare fibra e resina con risultati di qualità migliore rispetto alla triturazione. La pirolisi recupera soprattutto le fibre di carbonio tramite calore in assenza di ossigeno, ma è energivora; il co-processing nei cementifici sfrutta le pale triturate come combustibile e materia prima, riducendo l’uso di risorse fossili. Parallelamente, la progettazione “design for recycling” introduce resine termoplastiche e compositi più facilmente separabili.












