Riciclo carta, UNIRIMA avverte: si rischia la paralisi dell’intero settore

Il mercato del riciclo della carta è saturo e non c’è più sbocco. Secondo l’Associazione si rischia il fermo degli impianti ed il blocco ai conferimenti delle raccolte differenziate

riciclo carta
Foto di Paul Brennan da Pixabay

Il quantitativo di carta proveniente dalla differenziata è cresciuto, ma la capacità ricettiva delle cartiere è al limite. Il rischio concreto è un blocco dell’intero sistema di recupero e riciclo carta

(Rinnovabili.it) – Il mercato del riciclo carta è saturo e non c’è più sbocco: si rischia il fermo degli impianti ed il blocco ai conferimenti delle raccolte differenziate. La denuncia arriva da UNIRIMA, Unione Nazionale Imprese Recupero e Riciclo Maceri, associazione autonoma nata dalla fusione di Unionmaceri e Federmacero, cioè le due principali associazioni operanti nel settore della carta da macero. 

Secondo l’associazione, tale difficoltà sarebbe sostanzialmente dovuta al fatto che, soprattutto in Italia, al notevole incremento della quantità di carta proveniente dalla raccolta differenziata non ha fatto seguito un pari incremento della capacità ricettiva delle cartiere. Ciò ha portato, com’è chiaro, ad un surplus – negli ultimi 15 anni assorbito dalla Cina e da altri paesi asiatici – difficilmente assimilabile dalla nostre cartiere e, in generale, dai gestori degli impianti di trattamento rifiuti che ricevono le raccolte differenziate di carta e cartone provenienti sia dai Comuni (rifiuti urbani) che da attività commerciali, artigianali, industriali e terziarie. 

 

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Pertanto, evidenzia UNIRIMA, il comparto industriale degli impianti di recupero e riciclo rischia la paralisi, con la conseguente sospensione dei conferimenti delle raccolte differenziate negli impianti di recupero e riciclo della carta. Per l’economia italiana, oltre ovviamente che per l’ambiente, sarebbe un durissimo colpo, considerando che il settore rappresenta ad oggi una delle eccellenze nostrane. Basti pensare che oltre la metà dei 9 milioni di tonnellate di carta prodotte in Italia nel 2018 ha utilizzato il macero come materia prima e che circa 6 milioni di tonnellate sono state raccolte e riciclate nuovamente.

L’associazione – si legge nella nota diffusa lo scorso 25 novembre – si sta attivando per coinvolgere tutti i soggetti interessati alla soluzione del problema ma a tutt’oggi non è stata intrapresa alcuna iniziativa concreta ed il rischio di vedere il blocco del sistema di recupero e riciclo della carta diventa ogni giorno più concreto”.  

Paradossalmente, la denuncia di UNIRIMA arriva in concomitanza alla pubblicazione dell’Environmental Paper Company Index (EPCI), report biennale che traccia le prestazioni delle imprese attive nel settore della carta in materia di approvvigionamento responsabile, processi produttivi, sistemi di gestione ambientale (EMS) e reporting. Pubblicandone l’edizione 2019, il WWF spronava l’industria della cellulosa e della carta ad “assumere un ruolo guida nella riduzione dell’impronta ambientale aumentando riciclo e materie certificate FSC”. 

 

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