Gli standard UE sul riciclo della plastica? Li scrivono i grandi inquinatori

La denuncia di ECOS, Zero Waste Europe and the Rethink Plastic alliance: l’UE ha dato carta bianca alla Circular Plastics Alliance (CPA), un’alleanza di 300 enti industriali tra cui “alcuni dei peggiori inquinatori”

Riciclo della plastica: la lobby dell’industria scrive da sola i nuovi standard europei
Foto di feiern1 da Pixabay

In corso il processo di revisione delle regole UE sul riciclo della plastica

(Rinnovabili.it) – I nuovi standard europei sul riciclo della plastica? Li sta scrivendo uno dei più forti gruppi di lobby dell’industria, la Circular Plastics Alliance (CPA). Un’alleanza di 300 membri tra cui “alcuni dei peggiori inquinatori”. Mentre ambientalisti, ong, consumatori, lavoratori e Pmi restano completamente tagliati fuori dal processo. È la denuncia di ECOS, Zero Waste Europe and the Rethink Plastic alliance, tre ong che stigmatizzano la scelta “discutibile e opaca” della Commissione UE.

Bruxelles sta muovendo i primi passi verso la definizione di alcuni standard tecnici sulle materie plastiche e in particolare per la parte che riguarda il riciclo. Nel dettaglio, queste decisioni vertono su riciclabilità degli imballaggi in plastica, linee guida di progettazione per il riciclo di vari prodotti (dagli imballaggi in plastica ai prodotti per l’edilizia e l’automobile, nonché alle apparecchiature elettroniche ed elettriche), requisiti di qualità per l’applicazione dei riciclati in plastica nei prodotti.

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Un processo che porterà a regole nuove, valide in tutta Europa e, per ammissione della stessa UE, con l’ambizione di diventare uno standard globale. Ma non sta ascoltando tutte le voci rilevanti su questa materia, infrangendo le regole del procedimento. L’industria è privilegiata. Una scelta deleteria perché ha portato a una prima bozza in cui “l’ambizione sul lato ambientale è eccezionalmente bassa”, avverte Janek Vähk di Zero Waste Europe. Per Fanny Rateau di ECOS,“la Commissione europea ha affidato alle aziende decisioni essenziali su come gli standard intervengono nella riduzione dell’inquinamento da plastica – decisioni che faranno pendere l’ago della bilancia sull’efficacia o meno delle leggi europee sulla plastica”.

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La richiesta delle ong? Resettare il processo di consultazione e coinvolgere tutti i portatori di interesse. Sarebbe sbagliato correggere il tiro in corso d’opera perché il danno è già stato fatto, lamentano: il documento di base sul quale tutti gli stakeholder adesso potranno discutere è stato preparato proprio dalla CPA.

Affidare solo all’industria i nuovi standard “è un’opportunità mancata di sostenere il Green Deal europeo e portare il pensiero circolare nel settore della plastica”, si legge nella lettera indirizzata ai commissari Sinkevicius e Breton.

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