La capacità di riciclo della plastica in Europa è scesa, passando dal 17% nel 2021 al 10% nel 2022 e al 6% nel 2023. Di conseguenza, molte aziende europee di riciclo rischiano di chiudere.

L’Unione Europea introdurrà norme più severe per le importazioni di plastica, ha annunciato la Commissione, nel tentativo di favorire il riciclo della plastica nell’UE. L’esecutivo europeo ha presentato una prima serie di azioni pilota per sostenere il percorso dell’Unione verso un’economia circolare, guardando in particolare al settore della plastica adesso in grandi difficoltà.
La Commissione vuole favorire il riciclo della plastica nell’UE
L’assenza di norme armonizzate e certe a livello UE per la libera circolazione della plastica riciclata ha creato un mercato molto frammentato. Le misure annuniciate contribuiranno a ottimizzare il riciclo, rafforzare la sicurezza economica, l’autonomia strategica, la competitività e la sostenibilità ambientale dell’UE. Mentre il REsourceEU si concentra sulle materie prime critiche, questo pacchetto di misure riguarda in principalmente la plastica. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dalle materie prime vergini importate e aumentare il valore e l’utilizzo delle materie prime secondarie all’interno dell’UE.
Una preoccupazione particolare di Bruxelles è che la plastica vergine a basso costo, anziché quella riciclata ricavata da materiali usati, venga etichettata erroneamente come riciclata, svantaggiando gli impianti di riciclaggio europei.
Questo pacchetto di iniziative a breve termine è un primo passo verso la norma sull’economia circolare (CEA), che la Commissione proporrà nel 2026. I nuovi criteri UE forniranno alle imprese norme più chiare e sul momento in cui i rifiuti di plastica cessano di essere tali e tornano a essere considerati materie prime. Un’altra proposta punta a stabilire codici doganali separati per la plastica riciclata e quella vergine, allo scopo di facilitare il tracciamento delle importazioni.
Le nuove norme ridurrano gli oneri amministrativi per le imprese, istituendo condizioni di parità nel mercato unico. Faciliteranno il commercio e l’utilizzo transfrontaliero di plastica riciclata, stabilendo criteri di qualità comuni. Di conseguenza, la fiducia generale nella plastica riciclata aumenterà, consentendo ai produttori di utilizzare questi materiali in un maggior numero di prodotti, incoraggiando allo stesso tempo nuovi investimenti nel settore del riciclo. Per i consumatori, queste misure serviranno ad assicurare che la plastica riciclata soddisfi elevati standard di qualità e sicurezza.
L’Europa ha un problema con il riciclo della pastica
A causa del basso costo del petrolio e dell’eccesso di capacità produttiva nei Paesi extra UE, la capacità di riciclo della plastica in Europa è scesa, passando dal 17% nel 2021 al 10% nel 2022 e al 6% nel 2023. Di conseguenza, molte aziende di riciclo rischiano di chiudere. Entro la fine del 2025, la capacità sarà diminuita di un milione di tonnellate, un ammontare paragonabile alla capacità di riciclo della Francia.
I dati del Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea mostrano che le soluzioni circolari possono ridurre del 45% le emissioni climalteranti causate dal settore, contribuire alla decarbonizzazione dei consumi e migliorare la bilancia commerciale di 18 miliardi di euro all’anno entro il 2050.
In che modo la Commissione sosterrà il riciclaggio chimico della plastica?
L’UE deve quindi confrontarsi con un volume sempre maggiore di rifiuti di plastica. Sostiene per questo tutte le tecnologie di riciclaggio capaci di garantire una maggiore tutela ambientale rispetto a soluzioni come l’incenerimento o le discariche. Il riciclaggio chimico può essere utile in particolare quando è necessario materiale riciclato di alta qualità, come nel caso degli imballaggi alimentari.
Ecco perché la Commissione ha presentato agli Stati Membri nuove norme per il calcolo, la verifica e la comunicazione del contenuto di materiale riciclato nelle bottiglie di plastica monouso per bevande in polietilene tereftalato (PET). Tali norme, per la prima volta, riguarderanno il contenuto di materiale riciclato chimicamente. L’iniziativa serve appunto a conferire una maggiore certezza giuridica e fiducia agli investitori nel potenziale a lungo termine del riciclaggio chimico.
L’UE ha già imposto dazi antidumping sulla plastica PET cinese per contrastare le importazioni talmente economiche da costringere le aziende dell’UE a vendere in perdita per riuscire a competere sul mercato.
Sei Stati europei, tra cui Francia, Spagna e Paesi Bassi, hanno chiesto il mese scorso a Bruxelles di adottare ulteriori misure contro le importazioni di plastica riciclata di bassa qualità che, secondo tali Paesi, sono vendute a prezzi fortemente scontati.












