Rifiuti di plastica: gli USA li metteranno al bando?

I democratici presentano al Congresso una proposta di legge rivoluzionaria per gli Stati Uniti, che inchioda i produttori di plastica alle loro responsabilità, vietando la produzione della plastica monouso entro il 2022.

Rifiuti di plastica
Credits: Mizianitka da Pixabay

Il disegno di legge USA richiede ai produttori di progettare, gestire e finanziare programmi che raccolgono e trattano i rifiuti di plastica.

 

(Rinnovabili.it) – Fa discutere negli Stati Uniti un nuovo disegno di legge presentato al Congresso che cerca di riportare la responsabilità della produzione di rifiuti di plastica verso l’industria. La proposta, che prende il nome di Break Free From Plastic Pollution Act, è stata introdotta dai legislatori democratici e sarebbe la regolamentazione più ambiziosa che l’industria della plastica americana abbia mai visto.

 

Nello specifico, richiederebbe ai produttori di raccogliere e riciclare i propri rifiuti, creare un sistema nazionale di rimborso dei contenitori di bevande (vuoto a rendere) ed eliminare gradualmente alcuni articoli di plastica monouso. Inoltre, nella proposta, l’autorizzazione di nuova produzione di plastica verrebbe messa in pausa per un massimo di tre anni. Tuttavia, pare che il disegno di legge abbia pochissime possibilità di passare al Senato, dove la maggioranza repubblicana si oppone a questo pesante freno imposto ad un’industria che genera circa 400 miliardi di dollari di vendite e 1 milione di posti di lavoro.

 

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Nonostante questo, però, gli osservatori affermano che la proposta dei democratici segnala comunque la crescente influenza dei gruppi ambientalisti sulla politica USA. Per decenni, l’industria della plastica ha sponsorizzato iniziative per incoraggiare le persone a riciclare la plastica, di fatto comportandosi come se tutta la responsabilità dei rifiuti ricadesse sui consumatori. Ma gli Stati Uniti riciclano ogni anno solo l’8% dei loro rifiuti di plastica, con il resto (circa 32 milioni di tonnellate) collocato in discarica, incenerito o spedito all’estero in altri paesi scarsamente attrezzati per gestirlo.

 

Il disegno di legge richiederebbe ai produttori di progettare, gestire e finanziare programmi che raccolgono e trattano i rifiuti, normalmente di competenza dei governi statali e locali. Alan Lowenthal, membro del Congresso della California e co-firmatario del disegno di legge, ha dichiarato a AFP di essere particolarmente orgoglioso del modo in cui la proposta inchioda l’industria alle sue responsabilità. Questo anche in luce del fatto che il settore petrolifero e del gas vede la produzione di plastica come la sua prossima area di crescita, mentre la domanda di combustibili fossili per l’energia si riduce. La produzione globale di plastica, infatti, dovrebbe triplicare entro il 2050, rappresentando il 20% del consumo mondiale di petrolio, secondo una stima del World Economic Forum.

 

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Mark Spalding, CEO della Ocean Foundation, ha inoltre dichiarato che il disegno di legge è il risultato di una crescente pressione pubblica, con boicottaggi guidati dai consumatori o divieti a livello locale di oggetti come cannucce, sacchetti di plastica e tazze di polistirolo che contribuiscono ad aumentare i livelli di consapevolezza sul problema. Secondo Spalding, il disegno di legge mira ad implementare un approccio politico noto come responsabilità estesa del produttore, in base a cui l’Unione Europea ha preso l’iniziativa di vietare la plastica monouso entro il 2021.

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