La gestione innovativa dei rifiuti organici

La raccolta e il trattamento dei rifiuti organici nei centri urbani possono essere trasformati in risorse preziose. Il progetto europeo Biocircularcities, che coinvolge sei Paesi europei e otto partner (quello italiano è l’ENEA), studia le interazioni tra economia circolare e bioeconomia e la gestione innovativa dei rifiuti organici

rifiuti organici
via Pixabay

(Rinnovabili.it) – La raccolta e il trattamento dei rifiuti organici nei centri urbani possono essere il punto di partenza per una gestione efficiente e sostenibile di materiali di scarto che possono trasformarsi in preziose risorse per la realizzazione di bioprodotti ad alto valore aggiunto e innescare un processo di economia circolare.

Biocircularcities, la gestione innovativa dei rifiuti organici

Anche se entrambe puntano a un uso migliore delle risorse, economia circolare e bioeconomia hanno alcune differenze: la prima tende a ridurre l’uso delle risorse fossili e a potenziare il riciclo dei materiali, la seconda fa un salto ulteriore cercando di passare dall’uso di risorse fossili a quelle biologiche.

Un loro allineamento è complesso ma indispensabile, e richiede la definizione di una strategia comune che va dal quadro normativo agli investimenti a lungo termine alla politica che deve rendere economicamente sostenibili questi processi.

Leggi anche Rifiuti, in arrivo 1,5mld per raccolta differenziata e riciclo in chiave Pnrr

Il focus del progetto europeo Biocircularcities sono le interazioni tra economia circolare e bioeconomia e la gestione innovativa dei rifiuti organici. Il progetto coinvolge sei Paesi con otto partner (ENEA è il partner italiano) e si articola in tre progetti pilota su tre contesti rurali e urbani di Napoli, Barcellona (Spagna) e Pazardzhik (Bulgaria).

Ogni progetto si focalizza su una specifica catena del valore e studia le possibili opzioni per renderla sempre più circolare e sostenibile; Biocircularcities, inoltre, studierà le opportunità che derivano dai flussi organici non sfruttati.

Partecipano al progetto Biocircularcities la Città Metropolitana di Napoli per l’Italia; Fundació ENT (coordinatore) e Area Metropolitana de Barcelona per la Spagna; Institute of Science and Technology (Lussemburgo); Association des Villes et Regions pour la Gestion Durable des Ressource (Belgio); CIVITTA Eesti AS (Estonia); Regionalna Energiina Agencia Pazardjik Sdruzenie – Regional Energy Agency of Pazardjik (Bulgaria).

Cooperazione, qualità della raccolta, quadro normativo adeguato

Gli strumenti per la valutazione della sostenibilità ambientale ed economica applicati da ENEA hanno un approccio di Life Cycle Thinking. LCT analizza la sostenibilità ambientale, economica e sociale di prodotti, servizi, tecnologie e sistemi considerando tutte le fasi del ciclo di vita (estrazione delle materie prime, produzione, uso, distribuzione e fine vita).

Le fasi già avviate riguardano l’identificazione delle filiere dei rifiuti organici nelle tre aree pilota di Napoli, Barcellona e Pazardzhik e lo studio del quadro normativo relativo alla bioeconomia circolare a livello locale, regionale, nazionale ed europeo. Il progetto terminerà nel 2023.

Leggi anche Tariffa rifiuti: parte il nuovo MTR-2 per valorizzare recupero e riciclo

«La valorizzazione dei rifiuti organici può essere strategica, ma sono necessarie una maggiore cooperazione tra i diversi attori della filiera, una corretta gestione a livello locale e una migliore qualità della raccolta, oltre a un quadro normativo adeguato alle sfide, che identifichi come risorse i flussi di rifiuti organici ad alto potenziale.

Le buone pratiche di economia circolare sono in rapida diffusione, ma c’è ancora molto da fare per dare impulso alla transizione verso una società verde e sostenibile», sottolinea Amalia Zucaro della Divisione Uso efficiente delle risorse e chiusura dei cicli dell’ENEA.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui