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La Cina mette in funzione la più grande batteria di flusso al mondo da 1 GWh

Un progetto integrato con 1 GW di fotovoltaico che rafforza il ruolo delle batterie di flusso nel sistema elettrico cinese

Batteria di flusso in Cina: operativo il primo impianto da 1 GWh
Batteria di flusso in Cina: operativo il primo impianto da 1 GWh – Fonte Rongke Power

Un impianto da 200 MW e 1 GWh porta lo storage di lunga durata su scala industriale in Cina

E’ entrata in funzione in Cina la più grande batteria di flusso al vanadio del mondo, con una capacità di accumulo di 1.000 MWh (1 GWh) e una potenza di 200 MW, il primo sistema di questo tipo a operare su scala gigawattora.

L’impianto è entrato in funzione a pieno regime nella regione autonoma dello Xinjiang ed è stato realizzato dalla Dalian Rongke Power, azienda cinese specializzata nello sviluppo e nella realizzazione di batterie di flusso al vanadio, insieme al China Three Gorges Corporation, gruppo energetico a controllo statale.

Il progetto è integrato con un impianto fotovoltaico da 1 GW e rappresenta un passaggio chiave  per lo sviluppo dello storage di lunga durata a supporto delle rinnovabili in Cina.

Perché la batteria di flusso in Cina è un primato mondiale

La batteria di flusso realizzata a Jimusaer in Cina è il primo sistema al mondo a superare la soglia del gigawattora di capacità utilizzando la tecnologia vanadium redox flow battery (VRFB).

L’impianto è progettato per fornire cinque ore di scarica continua, una caratteristica tipica dello storage di lunga durata, ed è composto da due sottosistemi, rispettivamente da 150 MW / 750 MWh e 50 MW / 250 MWh, collegati alla stessa sottostazione a 220 kV.

L’entrata in funzione a pieno regime è stata confermata alla fine di dicembre, chiarendo una fase precedente di commissioning parziale. L’investimento complessivo ammonta a 3,8 miliardi di RMB. La scala dell’impianto dimostra che la tecnologia a flusso può operare in modo affidabile anche su dimensioni finora mai raggiunte.

Cos’è il vanadio e perché è centrale nelle batterie di flusso

Il vanadio è un metallo di transizione utilizzato nelle batterie di flusso sotto forma di elettrolita liquido. Nelle batterie di flusso al vanadio, l’energia viene immagazzinata in soluzioni elettrolitiche contenute in grandi serbatoi esterni e fatta circolare attraverso celle elettrochimiche durante le fasi di carica e scarica.

Questa configurazione consente di separare potenza e capacità, aumentando il volume dell’elettrolita senza modificare l’architettura della cella. Nel progetto cinese, il vanadio è utilizzato in un elettrolita in grado di operare su un ampio intervallo di temperature, una caratteristica rilevante per le condizioni climatiche dello Xinjiang.

Il sistema impiega inoltre materiali ad alta affidabilità per la sigillatura degli stack, migliorando stabilità e sicurezza operativa nel lungo periodo.

Integrazione fotovoltaico e storage

La batteria di flusso sviluppata in Cina è abbinata a un impianto fotovoltaico da 1 GW, dando vita a un progetto dimostrativo integrato su larga scala. Il sistema consente di accumulare l’energia solare prodotta nelle ore di massima generazione e di rilasciarla durante i picchi di domanda.

Secondo le stime di China Three Gorges Corporation, l’impianto permette l’integrazione in rete di circa 220 milioni di kWh aggiuntivi di elettricità rinnovabile all’anno. Il coordinamento tra produzione solare e accumulo incrementa l’utilizzo del fotovoltaico di circa il 9%, riducendo le limitazioni e migliorando la flessibilità del sistema elettrico.

I benefici della batteria di flusso sviluppata in Cina

L’impatto del progetto si riflette anche sui dati ambientali. L’energia rinnovabile aggiuntiva resa disponibile grazie allo storage consente di sostituire la combustione di circa 519.000 tonnellate di carbone all’anno. La conseguente riduzione delle emissioni è stimata in 1,424 milioni di tonnellate di CO₂ ogni anno.

Il sistema è dotato di gestione termica intelligente e di una piattaforma digitale di digital twin per l’operazione e la manutenzione, strumenti che contribuiscono a mantenere prestazioni stabili e a ridurre i rischi operativi su un impianto di queste dimensioni.

La Cina supera tutti nei progetti di Flow battery

Con questo progetto, Rongke Power supera 3,5 GWh di capacità di batterie di flusso installate, tutte in Cina. Oltre all’impianto di Jimusaer, la società ha già messo in funzione un sistema da 100 MW / 400 MWh a Dalian nel 2022 e uno da 175 MW / 700 MWh a Wushi, entrato in esercizio nel 2024.

Queste dimensioni non trovano equivalenti fuori dalla Cina, dove i progetti di flusso attualmente operativi si collocano su ordini di grandezza inferiori. Il caso cinese mostra un modello basato su impianti costruiti in sito, assimilabili a infrastrutture industriali complesse, piuttosto che su soluzioni modulari standardizzate.

Il boom del mercato dello storage in Cina

Il progetto si colloca all’interno di un mercato dell’accumulo in forte espansione. Il valore del mercato cinese dello storage energetico è stimato in 223,3 miliardi di dollari nel 2024 e potrebbe raggiungere 2.450 miliardi di dollari entro il 2034, con un tasso di crescita annuo del 25,4%. Nel solo 2024, la capacità totale di accumulo installata ha raggiunto 137,9 GW, con una crescita del 59,9% su base annua.

Un dato rilevante è il sorpasso dell’accumulo non idroelettrico su quello idroelettrico a pompaggio, con 78,3 GW contro 58,5 GW. Le politiche pubbliche, gli investimenti previsti fino a 800 miliardi di dollari entro il 2030 e l’obiettivo di neutralità climatica al 2060 spiegano il contesto in cui progetti come la batteria a flusso in Cina trovano spazio e scala (fonte Global Market Insights).

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About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.