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Dal dominio delle batterie per auto elettriche ai data center per l’IA: la scommessa di CATL

Il gigante cinese delle batterie diversifica il proprio business puntando ad alimentare l'intelligenza artificiale e i trasporti tra le pressioni geopolitiche di Usa e Cina

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Dal dominio delle batterie per auto elettriche ai data center per l'IA: la scommessa di CATL
Immagine CATL

Il colosso cinese delle batterie guarda all’IA

Non solo leader mondiale nella produzione di batterie al litio per auto elettriche, perché il colosso cinese CATL ora punta anche al settore economico che sta vivendo la fase di crescita più importante: l’intelligenza artificiale. L’azienda, infatti, ha intenzione di sviluppare altri sistemi di accumulo appositamente per alimentare i data center dedicati all’IA.

Batterie CATL alla conquista del mercato

Attualmente il gruppo cinese controlla circa il 40% del mercato mondiale delle batterie per BEV, che ha contribuito per circa tre quarti ai suoi 61,4 miliardi di dollari di fatturato nel 2025. A rivelare le mire espansionistiche anche nel mondo IA è il quotidiano economico, Financial Times, secondo il quale CATL avrebbe avviato a Xiamen, nel sud-est della Cina, una serie di test di sovratensione transitoria ad alta energia; attraverso generatori d’impulso, CATL applica all’architettura della batteria onde d’urto elettriche ad altissima tensione per verificare la rigidità dielettrica, cioè la capacità di un isolante di resistere a un forte campo elettrico senza perforarsi e diventare conduttivo. Questi test complessi perché, a differenza delle batterie per auto, i sistemi di accumulo per data center devono funzionare 24 ore su 24 in ogni tipo di condizione, anche in ambienti operativi estremi.

La visione del fondatore di Catl

Questo cambio di passo tecnologico è supportato da una strategia finanziaria capillare e imponente. Secondo i dati fornite dal servizio cinese Tianyancha, CATL ha effettuato investimenti diretti in 152 entità e svariati investimenti indiretti, tramite le sue filiali e i suoi fondi, in oltre 9.900 imprese. Si tratta di un volume di fuoco finanziario nettamente superiore a quello della rivale BYD, che conta 109 investimenti diretti e 2.856 indiretti.

Per Robin Zeng, il genio della chimica che ha fondato il gruppo dopo aver prodotto le batterie per i primi telefoni cellulari Nokia e Motorola, lo stabilimento di Xiamen simboleggia l’ambizione di evolvere dai sistemi di accumulo distribuiti a bassa tensione verso applicazioni di accumulo di energia ad alta tensione e orientate alla rete. I suoi investimenti dimostrano come l’azienda si stia posizionando per intercettare i megatrend globali: l’espansione dell’IA, la decarbonizzazione dell’industria e l’elettrificazione su larga scala dei trasporti e dei cantieri navali.

Batterie CATL: dalle navi agli aerei

Infatti, l’azienda non guarda solo alla rete elettrica e ai server per l’intelligenza artificiale, ma punta all’elettrificazione di settori storicamente legati ai combustibili fossili. Come evidenziato dai vertici del gruppo, sono stati avviati progetti per batterie di grandi dimensioni capaci di alimentare edifici, porti, miniere e fabbriche, affiancati da soluzioni su piccola scala destinate ad aerei e droni.

Le batterie dell’azienda sono già state installate su quasi 1.000 imbarcazioni, per lo più di piccole dimensioni, che operano nei fiumi, nei porti e lungo la costa cinese. Per sostenere questa transizione, la dirigenza ha promesso di investire miliardi di dollari nella costruzione di vaste reti di stazioni di sostituzione delle batterie per auto, camion e navi. Tuttavia se a livello di singole celle e pacchi batteria, i test sono ormai maturi, quando questi componenti vengono integrati in strutture gigantesche e complesse come container, aerei o navi elettriche, il livello di integrazione diventa significativamente maggiore e più complesso.

Pressioni geopolitiche

La rilevanza strategica di CATL l’ha messa al centro del fuoco incrociato tra le pressioni geopolitiche di Washington e Pechino. Da un lato, il Pentagono ha inserito la società tra quelle aventi presunti legami militari, accusa che l’azienda nega con fermezza. Dall’altro, il governo cinese teme la fuga all’estero della propria proprietà intellettuale sulle batterie all’avanguardia, fattore che potrebbe frenare l’espansione globale del gruppo. Nonostante ciò, le prospettive di mercato restano eccezionali. A seguito delle tensioni sui mercati energetici globali, gli analisti di Bernstein prevedono che la domanda mondiale di batterie crescerà da 1,8 terawattora dello scorso anno a 5,7 TWh entro il 2030, fino a toccare 16,6 TWh entro il 2050, con un tasso di crescita annuo composto del 9% nei prossimi 25 anni.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.