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Pellet, legna e cippato restano più economici dei combustibili fossili

Le rilevazioni AIEL di aprile 2026 evidenziano prezzi in crescita per il pellet ma ancora inferiori a gas e gasolio. Il presidente Bussone: “Le biomasse legnose si confermano strumento principale per ridurre la povertà energetica”.

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Pellet, legna e cippato restano più economici dei combustibili fossili
Immagine fornita da AIEL

Pellet e cippato più economici di gas e diesel

I prezzi delle biomasse legnose come pellet e cippato restano le fonti di energia tra le più competitive sul mercato, ancora di più nel contesto attuale dove la crisi energetica innescata dal conflitto in Iran sta pompando i prezzi dei combustibili fossili. Pellet e cippato insieme alla legna da ardere secondo i rilevamenti di AIEL – Associazione Italiana Energie Agroforestali – sono piuttosto competitivi stando ai prezzi di aprile 2026. Un rialzo del prezzo rispetto al 2025 c’è stato, ma tutti i principali biocombustibili legnosi mantengono un vantaggio economico rispetto alle principali alternative.

Pellet: prezzi in aumento ma competitivi

Entriamo nel dettaglio dei prezzi secondo le rilevazioni AIEL riferite ad aprile 2026. Il prezzo medio nazionale del pellet certificato ENplus A1 in sacchi da 15 kg si attesta a 7,14 euro al sacco, con un incremento del 30% su aprile 2025, ma stabile rispetto alla rilevazione di gennaio 2026.

Nonostante l’aumento, il pellet continua a garantire costi energetici competitivi. Per produrre 1 MWh termico sono necessari circa 208 kg di pellet, equivalenti a circa 14 sacchi da 15 kg, per un costo stimato di circa 99 €/MWh. Nello stesso periodo, il costo del gas naturale si attesta intorno a 115 €/MWh, mentre il gasolio da riscaldamento supera i 190 €/MWh.

Differenze di prezzo tra macro aree

Ci sono discrepanze tra i prezzi di nord e sud collegati ai costi della logistica, alla distribuzione dei principali hub di importazione, oltre che alle consuete dinamiche locali di domanda e offerta.

  • Nord: prezzo medio rilevato è pari a 7,10 €/sacco
  • Sud e Isole: prezzo medio rilevato raggiunge i 7,34 €/sacco.

Rimane competitivo anche il pellet consegnato in autobotte: il prezzo medio nazionale si attesta a 497 €/t IVA inclusa, con un incremento del 23% rispetto al 2025. In questo caso il costo energetico resta inferiore rispetto alle principali alternative fossili, attestandosi a 103,5 €/MWh.

“Negli ultimi anni le tensioni internazionali e la volatilità dei mercati energetici hanno avuto effetti pesanti su famiglie e imprese, contribuendo ad aggravare il fenomeno della povertà energetica – dichiara Marco Bussone, presidente di AIEL –. I numeri mostrano che le biomasse legnose continuano a essere un’alternativa economicamente vantaggiosa rispetto ai combustibili fossili. Riteniamo necessario che le istituzioni sostengano con maggiore decisione il settore, ad esempio attraverso una riduzione dell’IVA sul pellet al 4%, misura che contribuirebbe a contenere i costi per le famiglie e a rafforzare la competitività di una fonte energetica rinnovabile già oggi ampiamente utilizzata nel Paese”.

Legna da ardere: risparmi fino al 70% sul gasolio

Altra fonte economica è la legna da ardere, che resta tra le alternative più economiche per il riscaldamento domestico. La legna di classe A1 registra un prezzo medio di 217 €/t, in calo del 4% rispetto ad aprile 2025. La classe A2 si attesta a 202 €/t (+1%), mentre la classe B registra un lieve calo a 151 €/t (-2%). Facendo due conti per una casa tipo che ha bisogno di circa 10 MWh termici, la spesa media stimata per il riscaldamento a legna si aggira intorno ai 550 euro annui. Rispetto all’uso di gas naturale il risparmio è di circa il 50% che sale al 70% se si usa gasolio da riscaldamento.

Cippato è la soluzione più economica

Chiudiamo la rassegna prezzi col cippato, che resta sul podio più alto per convenienza, sia per il riscaldamento di edifici medio-grandi, sia per impieghi nei processi produttivi industriali. Per produrre energia primaria con cippato si spendono 35 €/MWh, un valore nettamente inferiore rispetto ai combustibili fossili.

Anche qui un esempio. Per una casa bifamiliare con un fabbisogno di circa 20 MWh annui, il costo stimato del riscaldamento a cippato in classe A1 si aggira intorno ai 700 euro all’anno; il risparmio è fino al 70% rispetto al gas naturale e all’80% rispetto al gasolio. Per quanto riguarda i prezzi al consumatore, il cippato in classe A1 si attesta a 156 €/t IVA inclusa (+14% rispetto ad aprile 2025), mentre la classe A2 registra valori sostanzialmente stabili a 106,6 €/t.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.