Dati, standard e governance: come l’UE prova a trasformare audit energetici e sistemi EnMS in strumenti operativi per imprese e policy, grazie ad un progetto guidato dall'ENEA.

Audit e gestione dell’energia per il risparmio energetico europeo
Nel quadro della transizione europea, il risparmio energetico diventa un asse operativo concreto grazie al progetto LIFE LEAPto11, iniziativa coordinata da ENEA con un budget complessivo di 1,77 milioni di euro e un contributo UE pari a 1,68 milioni, attiva dal febbraio 2024 al gennaio 2027 e focalizzata su 10 Stati membri.
Il progetto nasce per supportare l’attuazione dell’articolo 11 della direttiva sull’Efficienza Energetica 2023/1791, che rafforza il ruolo di audit e sistemi di gestione energetica, insieme alla Direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (EPBD) 2024/1275, meglio nota come Case Green.
L’obiettivo è superare un limite strutturale: trasformare le analisi sui consumi in azioni concrete. I primi risultati evidenziano criticità diffuse nella qualità dei dati, nella capacità di monitoraggio e nell’integrazione tra strumenti tecnici e decisioni di investimento.
Il lavoro del consorzio punta a colmare questi gap con standard comuni, indicatori di performance e supporto alle politiche nazionali.
La Direttiva UE sul risparmio energetico
La direttiva (UE) 2023/1791 rafforza il ruolo del risparmio energetico come leva centrale per gli obiettivi al 2030. L’articolo 11 introduce un’integrazione più stretta tra diagnosi energetiche e sistemi di gestione dell’energia, con l’obiettivo di rendere continuo il processo di miglioramento dei consumi.
I sistemi esistenti presentano regole eterogenee tra settori, audit di qualità variabile e una scarsa connessione tra analisi tecniche e investimenti. A questo si aggiunge un limite operativo: molte indicazioni non vengono implementate.
La fase di recepimento nazionale introduce ulteriori criticità. Tra queste emergono la definizione delle soglie di applicazione, la qualità dei controlli, la disponibilità di competenze e il coordinamento tra amministrazioni. Il progetto LEAPto11 interviene proprio su questi nodi.
LIFE LEAPto11: struttura, attori e obiettivi operativi
LIFE LEAPto11 è un’iniziativa europea sviluppata da un consorzio di 10 agenzie energetiche nazionali, con ENEA come coordinatore. Coinvolge Croazia, Germania, Grecia, Irlanda, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Portogallo e Slovacchia.
Il progetto si concentra sul miglioramento dei programmi nazionali attraverso tre direttrici principali. La prima riguarda la gestione dei dati e lo sviluppo di KPI, per rendere misurabili i risultati delle politiche.
La seconda punta al supporto decisionale per i policy maker, con strumenti basati su evidenze. La terza mira alla diffusione di standard e protocolli per facilitare l’adozione delle misure individuate.
L’obiettivo finale è rafforzare il quadro europeo, migliorando qualità, coerenza e impatto delle politiche legate all’efficienza energetica.
Diagnosi energetiche e sistemi di gestione: i limiti emersi nei dati UE
Le analisi condotte nel 2024 evidenziano criticità diffuse nell’utilizzo dei dati. Molti Paesi raccolgono informazioni sulle diagnosi energetiche, ma non le utilizzano per valutazioni strategiche.
Solo 7 Paesi su 10 utilizzano gli audit per sviluppare politiche e appena 5 per valutarne i risultati. I dati dei sistemi EnMS risultano ancora meno integrati nei processi decisionali.
Un ulteriore limite riguarda le infrastrutture informative. Solo 3 Paesi UE dispongono di database strutturati sulle misure di efficienza energetica, mentre altri 3 presentano sistemi parziali.
Questi elementi indicano una criticità sistemica: l’assenza di una base dati robusta limita l’efficacia delle politiche e riduce il potenziale del risparmio energetico.
Audit integrati su energia, acqua e materiali
Nel 2025 il progetto ha sviluppato metodologie di audit integrate su energia, acqua e materiali. Si tratta di strumenti che permettono di migliorare l’uso delle risorse e aumentare la competitività delle imprese.
Sono state coinvolte 13 imprese in quattro Paesi – Croazia, Grecia, Malta e Portogallo – appartenenti a settori come alimentare, tessile, ceramico, vetro e ospitalità.
I risultati mostrano una forte variabilità nei KPI. Gli indicatori energetici dipendono dai processi e dalle fonti utilizzate, mentre quelli idrici e sui materiali variano in base alle specificità produttive.
Questa eterogeneità conferma la necessità di standard comuni e di strumenti analitici più avanzati per rendere comparabili i dati.
216 stakeholder coinvolti
Un elemento centrale del progetto è la creazione di osservatori nazionali e internazionali. Queste piattaforme riuniscono decisori pubblici, imprese e associazioni per allineare politiche e applicazioni operative.
Nei primi cicli sono stati coinvolti 216 stakeholder tra policy maker e operatori economici.
Dai lavori emergono criticità precise. Gli Stati membri incontrano difficoltà nell’identificazione delle imprese obbligate, a causa della frammentazione dei dati tra registri fiscali ed energetici.
Le imprese segnalano inoltre un eccesso di oneri amministrativi, dovuto alla duplicazione tra audit energetici e rendicontazione ESG.
La soluzione indicata passa da sistemi digitali interoperabili e modelli standardizzati.
Qualità dei dati fondamentale per il risparmio energetico
L’analisi complessiva evidenzia lacune nella qualità e completezza dei dati energetici. La quantificazione dei risparmi è spesso incompleta e manca un sistema di benchmarking affidabile.
Anche il monitoraggio post-audit risulta limitato. Per questo è necessario definire standard metodologici chiari e allineati alla norma ISO 50001.
Per le imprese non obbligate, emerge la necessità di sviluppare audit semplificati, con indicatori chiari sui tempi di ritorno degli investimenti.
Il miglioramento della qualità dei dati è quindi il passaggio chiave per rendere efficace il risparmio energetico a livello europeo.
Il Programma LIFE
Il progetto si inserisce nel più ampio Programma LIFE 2021-2027, che dispone di una dotazione finanziaria di 5,43 miliardi di euro.
Il programma sostiene azioni su ambiente, clima ed energia, con un ruolo centrale nella realizzazione degli obiettivi del Green Deal europeo.
I tassi di cofinanziamento variano fino al 95% per le azioni di coordinamento e supporto, mentre per i progetti standard si attestano al 60% dei costi ammissibili.
Questo quadro finanziario rappresenta il contesto entro cui si sviluppano le iniziative come LEAPto11.












