Emissioni globali: il 2020 registra un crollo, ma non possiamo ancora esultare

Secondo Faith Birol (IEA), se i governi non adottassero le giuste misure per includere il sostegno all’energia pulita nei nuovi pacchetti di stimolo economico, la riduzione delle emissioni globali potrebbe essere facilmente spazzata via nel post-pandemia.

Emissioni globali
Credits: JuergenPM da Pixabay

Una ricerca del Guardian prevede un taglio delle emissioni globali di 2,5 miliardi di tonnellate per il 2020

(Rinnovabili.it) – Le restrizioni senza precedenti di viaggi, lavoro e industria dovute al coronavirus potrebbero portare ad una riduzione delle emissioni globali di carbonio dell’industria fossile pari a 2,5 miliardi di tonnellate. Si tratterebbe di un taglio del 5%, dovuto principalmente alla diminuzione del consumo di petrolio, gas e carbone nel corso del 2020.

La ricerca, commissionata dal Guardian, indica che questo sarebbe il più grande calo delle emissioni globali mai registrato nel settore dei combustibili fossili, facendo scomparire con un colpo di mano le “crisi di carbonio” innescate dalle più grandi recessioni degli ultimi 50 anni messi insieme.

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Gli esperti del clima si aspettavano che le emissioni globali di carbonio aumentassero nel 2020, superando la cifra di circa 36,8 miliardi di tonnellate di anidride carbonica raggiunta lo scorso anno. Tuttavia, Fatih Birol, direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia (IEA), ha messo in guardia dal vedere il brusco calo come un trionfo climatico. “Questo declino si sta verificando a causa del tracollo economico in cui migliaia di persone stanno perdendo il proprio sostentamento, non a causa delle giuste decisioni dei governi in termini di politiche climatiche, ha sottolineato.

L’analisi, condotta da Rystad Energy (società norvegese di consulenza energetica), insieme alla diminuzione delle emissioni globali ha riscontrato una forte contrazione del PIL che, insieme alla brusca interruzione dei voli e alla riduzione della guida, potrebbe causare un calo della domanda mondiale di petrolio di oltre cinque volte il calo della domanda innescato dalla crisi del 2008.

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In genere ci sono circa 99.700 voli commerciali al giorno, ma la repressione dei viaggi non essenziali per frenare la diffusione del virus ha fatto calare il traffico aereo di quasi 1/4. Inoltre, il minor numero di auto sulla strada sta incidendo sulla domanda di benzina e diesel del 9,4%, riducendo la domanda di petrolio nel 2020 di una media di 2,6 milioni di barili di petrolio al giorno.

Gli analisti, infatti, stimano che la domanda di greggio diminuirà in totale di 11 milioni di barili di petrolio al giorno nel 2020, ovvero 4 miliardi di barili in totale. Da sola, questa riduzione sarebbe pari a 1,8 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2 in meno. Inoltre, Rystad Energy si aspetta un crollo del consumo di elettricità e nell’industria pesante, che porterebbe ad un taglio della domanda di gas e carbone di circa il 2,3% ciascuno, cancellando rispettivamente le emissioni globali per un totale di 200 tonnellate e 500 milioni di tonnellate rispettivamente.

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Tuttavia, la domanda di energia in Cina dovrebbe iniziare a riprendersi già entro il prossimo mese. Ma, secondo Rystad, non tornerà completamente ai livelli normali fino a settembre. Ciò potrebbe provocare un lento aumento della domanda globale di energia nella seconda metà del 2020, ma per quest’anno non è prevista una ripresa ai livelli del 2019. A questo proposito, però, Birol ha affermato che se i governi non adottassero le giuste misure per includere il sostegno all’energia pulita nei nuovi pacchetti di stimolo economico, “allora la riduzione delle emissioni globali potrebbe essere facilmente spazzata via nel rimbalzo dell’economia”, una volta che la pandemia sarà sotto controllo.

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