Allungare le pale eoliche per aumentare la resa, Enel sfida gli innovatori

Enel lancia una nuova challenge su Open Innovability® sfidando startup, imprese e ricercatori a fornire soluzioni tecniche innovative con cui estendere la lunghezza delle pale senza sostituirle

Allungare pale eoliche

Energia eolica, sempre più affidabile, sostenibile e conveniente

(Rinnovabili.it) – Rendere le turbine eoliche più potenti e competitive con minimi interventi di “ammodernamento” che comportino costi e lavori contenuti. Questo lo scenario in cui si muove la sfida lanciata da Enel Green Power, l’azienda del Gruppo Enel che si dedica allo sviluppo e alla gestione di impianti di generazione di energia rinnovabile. La società ha pubblicato sulla piattaforma di crowdsourcing Open Innovability® una nuova challenge aperta ad imprese, ricercatori e innovatori. L’obiettivo è semplice: trovare soluzioni tecniche, innovative e creative, con cui estendere la lunghezza delle pale eoliche e quindi l’area spazzata dal rotore.

L’eolico è una delle tecnologie energetiche a più rapida crescita. Secondo i dati di settore, la capacità di generazione eolica installata a livello globale è aumentata di quasi 75 volte negli ultimi due decenni, passando dai 7,5 GW nel 1997 ai circa 564 GW del 2018. Per poi lievitare a quota 837 GW nel 2021 (dati del GWEC). Una tendenza destinata a proseguire in futuro, che si accompagna oggi anche ad un cambiamento fisiologico a livello di impianto. Gli aerogeneratori non stanno solo aumentando di numero ma che di dimensioni: le pale si fanno più lunghe, le torri più alte e le potenze più ampie.

Si tratta di un progresso visibile a occhio nudo: negli anni ’90, le turbine eoliche avevano altezze del mozzo e diametri del rotore dell’ordine dei 30 metri, oggi si superano facilmente 100 metri. 

Molti di questi miglioramenti possono essere applicati anche a impianti già in funzione nell’ottica di migliorarne le performance senza modificarne la configurazione. E’ quello che in gergo viene chiamato revamping, processo di sostituzione di alcuni componenti finalizzato all’incremento della resa energetica. Uno degli interventi possibili in questo campo è il re-blading, ossia la sostituzione delle sole pale con altre più lunghe per ampliare il diametro del rotore.

Questa strategia permette di aumentare la produzione elettrica annuale ma comporta anche alcuni inconvenienti. A partire dalla grande quantità di nuove risorse da impiegare e dalla necessità di smaltire le vecchie pale rimosse. Nel complesso si tratta di un intervento utile, ma anche lungo e costoso.

Ecco perché negli ultimi anni Enel ha studiato una serie di soluzioni per allungare le pale eoliche senza doverle sostituire.

Estendere la lunghezza delle pale eoliche per massimizzare la produzione energetica annuale

Parte da questo impegno continuo verso l’innovazione, la nuova challenge pubblicata su Open Innovability®. Il braccio verde del Gruppo Enel è alla ricerca di un partner in grado di aumentare il diametro del rotore attraverso interventi tecnologicamente affidabili, economici e “semplici”. Come ad esempio, il fissaggio di una estensione alla punta vera e propria della pala.

La sfida, rivolta a ricercatori, accademici, startup e imprese, chiede ai partecipanti di proporre una soluzione per estendere di almeno un metro la lunghezza delle pale eoliche installate. Le proposte inviate dovranno rispettare precisi requisiti tecnici ed economici. Dovranno, ad esempio, mostrare un livello di maturità tecnologica uguale o superiore a 6 (tecnologia dimostrata in ambiente industrialmente rilevante), essere pronte all’installazione nel giro di 6 mesi, avere un costo sotto i 200mila euro per turbina. Ma soprattutto potranno essere brevettate e applicabili in tutti i Paesi in cui opera Enel Green Power. Permettendo l’installazione in un tempo inferiore ad una settimana (per aerogeneratore) e senza necessità di smontare le pale. Con un occhio di riguardo, ovviamente, alla circolarità e alla sostenibilità delle proposte. 

La challenge è stata organizzata in collaborazione con InnoCentive, piattaforma on line che mette in contatto i problem solvers con aziende alla ricerca di soluzioni a problemi complessi.

E contribuirà alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) definiti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. In particolare, offrirà uno strumento per avvicinare l’SDG 7 “Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni” e l’SDG 9 “Innovazione e infrastrutture: costruire infrastrutture solide, promuovere l’industrializzazione inclusiva e sostenibile e favorire l’innovazione”.

Qui le informazioni per prendere parte alla challenge.

#EnelOpenInnovability 

In collaborazione con Enel

Articolo precedenteFotovoltaico perovskite-silicio, superata l’efficienza del 30%
Articolo successivoPer tagliare le emissioni di metano dobbiamo spendere 10 volte di più di oggi

1 commento

  1. Buongiorno,
    Ho letto attentamente le condizioni di partecipazione -anche se in ritardo rispetto alla data di scadenza- ma trovo errato restringere così tantoi requisiti di partecipazione.
    Talvolta le soluzioni innovative non arrivano dagli addetti ai lavori ma da chi ha la capacità di riorganizzare il campo cognitivo. Il problem solving richiede qualcosa in più della “dogmatica” ingegneria specie se inserita in strutture gerarchiche aziendali.
    Una idea valida può arrivare, per così dire, dall’esterno, da altre materie come la biologia, la filosofia della scienza, la psicologia e non ultima l’arte. Proprio così, non ho sbagliato a scrivere.
    Senza intento polemico, grazie per l’attenzione, Dr. Giuseppe Toffanin

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui