Una piattaforma per la diffusione dell’energia blu nel Mediterraneo

E’ uno dei principali risultati raggiunti dal progetto europeo Blue DEAL, coordinato dall’Università di Siena

energia blu
Foto di StockSnap da Pixabay

Nuovi strumenti per capitalizzare l’energia blu del Mediterraneo

(Rinnovabili.it) – Quasi 3 milioni di euro di finanziamento. 32 mesi di lavoro. 12 partner proveniente da 6 paesi del Mediterraneo, coordinati dall’Università di Siena. Questi i numeri che hanno caratterizzato BLUE DEAL, progetto europeo nato per aumentare l’attività transnazionale di cluster e reti innovative del settore dell’energia blu. Nel dettaglio, i partecipanti hanno sviluppato una metodologia per redigere piani energetici marini. Uno strumento in grado di analizzare il potenziale di una determinata area nello sfruttamento delle risorse locali con una combinazione di diverse tecnologie (on-shore, near-shore e off-shore).

In base alla metodologia di Blue DEAL – racconta Simone Bastianoni, dell’Università di Siena e coordinatore del progetto – per prima cosa raccogliamo tutte le informazioni di natura fisica, ambientale e infrastrutturale della regione target, comprese le mappe del potenziale energetico marino. In pratica, verifichiamo sia l’esistenza di aree marine protette e habitat naturali rilevanti sia la localizzazione delle infrastrutture e delle rotte marittime abituali. La combinazione di questi dati, con le caratteristiche operative delle tecnologie […] permette di identificare con precisione le aree di un Paese più idonee per l’impiego degli impianti offshore, nel rispetto degli standard di tutela ambientale”.

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Non solo. Il progetto ha dato vita ad una serie di alleanze regionali e indetto un concorso per scuole superiori e istituti di formazione professionale finalizzato a coinvolgere attivamente le nuove generazioni “nella costruzione di un futuro blu”.

Il 18 maggio a Ravenna, l’iniziativa terrà in Italia la sua conferenza finale mostrando i risultati delle sue attività. E, tra questi, la nuova piattaforma per promuovere la diffusione dell’energia dal mare. Di cosa si tratta? A spiegarlo è oggi ENEA, tra i partner italiani al progetto. La piattaforma offre uno spazio virtuale per far incontrare domanda ed offerta di energia blu, permettendo agli utenti di sfruttare le soluzioni create dal progetto: dalla metodologia sopracitata al nuovo catalogo delle tecnologie per l’energia blu, fino al software di visualizzazione 3D per la verifica dell’impatto visivo dei potenziali impianti, dalla costa, dal mare e da drone.

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“Nei prossimi anni l’energia eolica off-shore potrebbe essere la più grande fonte di energia elettrica in Europa”, sottolinea Maria Vittoria Struglia ricercatrice del Laboratorio di modellistica climatica e impatti e responsabile del progetto per ENEA. “Per il nostro progetto, ad esempio, abbiamo calcolato che a Cipro sarebbe possibile installare 300 MW di eolico offshore che permetterebbero una produzione di energia pulita di 480 GWh l’anno e una drastica riduzione delle emissioni […]. Oppure a Creta, in particolare nella regione a nord-est, abbiamo verificato che sarebbe possibile installare parchi di eolico offshore galleggiante da 300 MW che potrebbero fornire all’isola l’88% di elettricità di cui ha bisogno entro il 2030, con una conseguente chiusura degli impianti a petrolio”.

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