Più di 450mila posti lavoro e 50 mld sul Pil, così l’energia del vento aiuta l’Europa al 2030

Il rapporto di WindEurope diffuso in Italia dall’Anev racconta come la leadership europea nel settore eolico continuerà a offrire benefici per occupazione, sviluppo economico e taglio delle emissioni di CO2. Ma è fondamentale la realizzazione dei Piani nazionali energia e clima con la crescita della capacità installata che dovrebbe arrivare a 397 Gigawatt

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di Tommaso Tetro

(Rinnovabili.it) – Grazie all’energia del vento, il settore eolico contribuisce ogni anno con 37 miliardi di euro alle casse dell’Europa. Questo il dato principale contenuto nel rapporto di WindEurope Wind energy and economic recovery in Europe’, diffuso in Italia dall’Anev (l’Associazione nazionale energia del vento), da cui emerge anche che il settore eolico ha creato fino ad oggi 300mila posti di lavoro, e ha tagliato 118 milioni di tonnellate di CO2 al 2019, con una potenza installata di 197 GW.

Secondo il rapporto la leadership europea nel settore dell’energia eolica continuerà ad offrire benefici come occupazione, sviluppo economico e riduzione della CO2. Diventa di “fondamentale importanza – viene spiegato – la realizzazione dei Piani nazionali energia e clima (Pniec)” dal momento che in questo modo “si giungerebbe a 450mila posti di lavoro, 269 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 evitate, ed un contributo al Pil pari a 50 miliardi di euro”, e una capacità che arriverebbe a 397 GW. Nello scenario intermedio al 2030 il fatturato sarebbe di 42 miliardi, con una capacità di 324 GW, con i posti di lavoro che arriverebbero a 282mila, e le emissioni risparmiate a 218 milioni di tonnellate di CO2. 

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In base alle stime dell’Anev nel caso in cui “in Italia si installassero i 19.300 MW di impianti eolici previsti dal Pniec, si avrebbero 67.200 posti di lavoro, distribuiti soprattutto nel Meridione”. Sempre secondo Anev nel nostro Paese l’eolico crea ogni anno un flusso finanziario di circa 3,5 miliardi di euro tra investimenti diretti e indiretti; e ad oggi conta oltre 27mila addetti. Inoltre, nel 2019 sono stati prodotti 20,06 TWh da eolico che equivalgono al fabbisogno di circa 20 milioni di persone e ad un risparmio di circa 12 milioni di tonnellate di emissioni evitate di CO2 e di 25 milioni di barili di petrolio”.

Il contributo della produzione da eolico offshore al 2030 – si osserva – sarebbe pari a 111 GW, mentre per l’onshore si potrebbe giungere a 286 GW installati. Ed è in questo modo che l’Europa avrebbe il 50% in più di posti di lavoro soltanto nel settore eolico. Inoltre, il vento sarà in grado di raddoppiare a livello Europeo il suo contributo in termini di produzione elettrica passando dal 15% attuale al 30% al 2030, con importanti effetti economici dal momento che “ogni nuova turbina eolica installata genera 10 milioni di euro di nuova attività economica”; un valore che è distribuito “nelle 248 aziende europee che producono turbine e componenti, e in quelle coinvolte nella pianificazione, costruzione, logistica e ricerca e sviluppo”. E, in questo momento storico, 5 dei 10 principali produttori di turbine al mondo sono europei, e complessivamente detengono una quota di mercato globale del 42%.

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1 commento

  1. E vero che contribuisce a pulire l’ambiente ma quanti contenziosi e cause e devastazione, aggressioni,permessi facili che le sovrintendenze alle belle arti agirono senza rispettare i territori non a caso più delle volte vengono pagati dalle società e oliche se tutto questo e normale continuate a non rispettare i territori grazie al Dio denaro e lavoro se ciò non vi è piaciuto fatevi comprare pure voi dall’ambiente.

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