Eolico offshore galleggiante: Iberdrola a capo del maxi progetto norvegese

Il gigante spagnolo rafforza le sue mire nel settore eolico marino guidando il consorzio di Flagship, e progettando nuovi sistemi per le acque nazionali, statunitensi e scozzesi

eolico offshore galleggiante
Credits: http: //www.olavolsen.no – Reserchgate (CC BY 4.0)

L’eolico offshore galleggiante mira a ridurre il proprio LCOE

(Rinnovabili) – Sarà Iberdrola a guidare Flagship, il maxi progetto dimostrativo dedicato all’eolico offshore galleggiante. Maxi perché la turbina sperimentale, al centro dell’iniziativa, avrà una capacità di oltre 10 MW. Ma l’alta potenza non sarà l’unico carattere distintivo. L’obiettivo di Flagship è quello di approcciare alla tecnologia riducendo i costi dell’energia prodotta.

L’eolico offshore galleggiante offre dei sensibili vantaggi pratici rispetto alle turbine marine “classiche”: la mancanza di vere e proprie fondamenta permette, infatti, di collocare gli aerogeneratori in luoghi particolarmente favorevoli dal punto di vista anemometrico ma caratterizzati da fondali profondi. Di contro, tuttavia, si tratta di una tecnologia ancora acerba e quindi con costi più alti.

Il progetto, che racchiude le competenze di società francesi, tedesche e norvegesi, punta a ridurre questo ostacolo. Nel dettaglio, il consorzio di partner spera di ridurre il costo livellato dell’energia (LCOE) per l’eolico offshore galleggiante a 40-60 euro per MWh. Come? Sfruttando economie di scala, filiere competitive e una “ampia gamma di innovazioni”.

Tra quest’ultime c’è anche la piattaforma che supporterà la turbina da 10 MW-plus. Si tratta di un nuova struttura galleggiante semi-sommergibile l’OO-Star Wind Floater – in grado di supportare pesanti aerogeneratori anche in condizioni meteo difficili. Il suo punto di forza è la scalabilità: può essere adattata a turbine di oltre 12-15 MW, senza limiti di dimensioni relativi al montaggio e all’installazione. Il sistema sarà testato nel Mare del Nord, presso il Met Center situato in Norvegia e la sua realizzazione coinvolgerà anche la francese EDF e la tedesca DNV-GL.

Per Iberdrola il progetto offre un strumento di consolidamento per le sue mire sull’eolico offshore galleggiante e più in generale sul settore del vento marino. “Ora è il momento giusto per passare dalla ricerca e sviluppo al mettere le turbine in acqua e aumentare le nostre conoscenze”, ha dichiarato Jonathan Cole, direttore generale globale di Iberdrola per l’eolico offshore. “La società punta ad essere un attore leader nel settore eolico offshore galleggiante, e i progetti dimostrativi che stiamo sviluppando garantiranno la nostra preparazione su iniziative commerciali di larga scala nel prossimo futuro”.

Uno dei prossimi passi annunciati riguarda le acque spagnole. La tecnologia sarà necessariamente diversa da quella impiegata ma per avere dettagli precisi si dovrà attendere la fine dell’anno. Per ora la società ha spiegato solo di star valutando una serie di siti potenziali al largo delle Isole Canarie o della regione basca settentrionale.

Esiste un enorme potenziale a livello globale per la tecnologia galleggiante – ha aggiunto Cole – in quanto aprirà nuovi mercati in cui  oggi le condizioni marine limitano lo sviluppo di progetti offshore tradizionali”. Nei piani del gruppo rientrano anche potenziali progetti per le acque di Scozia e Stati Uniti.

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