Bruxelles ha avviato una consultazione pubblica di quattro settimane sulle modalità con cui agevolare l'adozione dei Power Purchase Agreement (PPA), in vista di una nuova raccomandazione per i Ventisette. Il periodo per l'invio dei feedback è aperto fino al 20 febbraio 2026.

Rimuovere gli ostacoli agli accordi di acquisto di energia
Come facilitare la diffusione dei Power Purchase Agreement (PPA), gli accordi di compravendita a lungo termine di energia rinnovabile? Questa è la domanda che oggi la Commissione Europea rivolge a tutti i cittadini europei, stakeholder in primis, mentre è impegnata a definire i nuovi orientamenti comunitari sul tema. L’Esecutivo UE ha aperto, infatti, una consultazione pubblica che permette di inviare proposte e commenti sugli ostacoli, normativi e non, che oggi frenano lo sviluppo di tali contratti.
La questione è urgente: come spiega Bruxelles, i Power Purchase Agreement sono stati individuati come uno strumento essenziale per conseguire gli obiettivi dell’Unione in materia di rinnovabili. Un’importanza che deriva soprattutto dalle loro potenzialità: da un lato, questi contratti a lungo termine consentono di finanziare nuove attività per la produzione di energia pulita, accelerando la decarbonizzazione europea; dall’altro, offrono ai consumatori – specialmente nei settori industriale e dei servizi – prezzi stabili nel lungo periodo, aumentando la resilienza agli shock energetici.
I PPA europei nel 2025
Attualmente questo potenziale è sfruttato solo in minima parte. Dopo un 2023 da record e un 2024 di assestamento, il mercato europeo dei PPA è entrato in una fase di crescita decisamente più debole. Secondo quanto rilevato da Pexapark, nel 2025 l’attività contrattuale si è contratta sia in termini di volume che di numero di accordi.
Nel dettaglio, sono stati firmati 247 PPA, ben 70 in meno rispetto al 2024, mentre la capacità contrattualizzata totale dichiarata è scesa a 13,1 GW dai 15,3 GW dell’anno precedente. Gli analisti ritengono che il problema principale risieda in “una combinazione di fondamentali più complessi e un comportamento degli acquirenti sempre più selettivo”. E se sul secondo aspetto è il mercato stesso a dettare le regole, sul primo vi è ampio spazio di manovra a livello comunitario e nazionale.
Come facilitare i PPA in Europa?
In questo contesto, la legislazione dell’UE può intervenire sulle criticità dello sviluppo del mercato che possono essere risolte con maggiore efficienza a livello comunitario. Nello specifico, la Commissione ha il mandato legislativo di valutare dove permangono ostacoli e di guidare i Paesi membri nella loro rimozione.
La valutazione si concentrerà su questioni chiave, tra cui l’accesso per i piccoli acquirenti, la standardizzazione dei contratti e gli accordi transfrontalieri, con l’obiettivo ultimo di fornire nuovi orientamenti agli Stati membri – dopo quelli del 2022 – sulle valutazioni da effettuare a livello nazionale.
La consultazione pubblica
La consultazione rimarrà aperta fino al 20 febbraio 2026 per raccogliere prove e contributi sugli ostacoli alla diffusione dei PPA. I risultati integreranno la valutazione attualmente in fase di elaborazione. I destinatari principali sono i seguenti portatori di interessi:
- Produttori e sviluppatori di progetti di energia pulita;
- Sviluppatori di progetti e fornitori di servizi di flessibilità;
- Consumatori di energia medi e grandi, compresi i consumatori industriali;
- Fornitori di energia elettrica e gestori dei sistemi elettrici;
- Intermediari dei mercati PPA, come gestori di piattaforme di mercato e associazioni di categoria a livello UE;
- Organizzazioni pubbliche, inclusi acquirenti pubblici o autorità nazionali di regolazione dell’energia.












