Reti, ETS ed elettrificazione: i nodi politici che possono frenare la crescita eolica europea.

Buone notizie per gli investimenti nell’eolico in Europa nel 2025
Gli investimenti nell’eolico in Europa nel 2025 hanno raggiunto 45 miliardi di euro, mentre le nuove installazioni hanno toccato 19,1 GW. La capacità totale è salita a 304 GW, modificando parzialmente le stime che a settembre 2025 dipingevano un settore in difficoltà.
Secondo il report Wind energy in Europe – 2025 Statistics and the outlook for 2026-2030 di WindEurope, il settore è pronto a costruire 151 GW tra il 2026 e il 2030, di cui 112 GW nell’UE.
Ma il comparto avverte che possibili interventi sul design del mercato elettrico e sull’ETS potrebbero congelare gli investimenti. Intanto, le criticità su reti, permitting ed elettrificazione rallentano l’espansione.
WindEurope, l’associazione europea dell’industria eolica, sottolinea che nel 2025 l’eolico ha coperto il 20% dell’elettricità europea. La traiettoria indica il 34% entro il 2030 e oltre il 50% entro il 2050. I numeri mostrano solidità industriale. Ma la stabilità regolatoria resta decisiva.
La nuova potenza eolica in Europa nel 2025
Nel 2025 l’Europa ha installato 19,1 GW di nuova potenza eolica. Il totale cumulato ha raggiunto 304 GW. L’onshore ha rappresentato il 90% delle nuove installazioni, con oltre 17 GW aggiunti. Di questi, 2 GW derivano da repowering.
La Germania guida con 5,2 GW, seguita da Türkiye (2,1 GW), Svezia (1,8 GW) e Spagna (1,6 GW). Nove Paesi hanno superato i 500 MW annui.
L’offshore ha connesso solo 2 GW, il dato più basso dal 2016. I ritardi costruttivi hanno inciso. Regno Unito, Germania e Francia sono stati gli unici a collegare nuovi parchi marini.
La Lituania spicca con 759 MW installati, pari a un incremento superiore al 40% della capacità nazionale. Nel 2025 l’eolico ha coperto il 33% della domanda elettrica lituana, rafforzando l’indipendenza energetica.
La revisione del market design e dell’ETS può frenare gli investimenti?
WindEurope avverte che interventi sul design del mercato elettrico o sull’architettura dell’EU ETS potrebbero compromettere la fiducia degli investitori. Nel 2022, interventi politici hanno fatto scendere gli investimenti eolici ai minimi dal 2009. Gli ordini di turbine sono calati del 47% su base annua.
Secondo l’associazione, prezzi più bassi si ottengono aumentando l’offerta di elettricità pulita. Strumenti come Power Purchase Agreements (PPA) e Contracts for Difference (CfD) riducono il costo del capitale e offrono visibilità di lungo periodo.
Il report indica che la stabilità regolatoria è un fattore chiave per sostenere il piano di 151 GW al 2030. Qualsiasi modifica retroattiva o revisione strutturale potrebbe rallentare i flussi finanziari.
Il ruolo delle reti elettriche nella crescita dell’eolico
Le reti restano il principale collo di bottiglia. Oltre 500 GW di progetti eolici attendono connessione alla rete. L’Europa deve investire 584 miliardi di euro entro il 2030 per modernizzare le infrastrutture.
L’EU Grids Package propone nuove regole di pianificazione e un passaggio dal criterio “first come, first serve” al “first ready, first serve”. Prevede maggiore coordinamento europeo, potenziamento delle interconnessioni e digitalizzazione dei processi autorizzativi.
Il pacchetto include anche una direttiva per accelerare il permitting, con strumenti come il “positive silence” e portali digitali unici nazionali. L’obiettivo è ridurre le code e dare priorità ai progetti maturi.
Perché l’EAP è decisivo per gli investimenti nell’eolico in Europa?
Il report evidenzia che la domanda elettrica cresce troppo lentamente nell’UE. L’elettrificazione aumenta di circa 1% annuo, contro il 4% della Cina. La debolezza della domanda riduce la bancabilità dei nuovi impianti.
WindEurope chiede che l’Electrification Action Plan punti su settori a rapido ritorno, come il calore industriale a bassa e media temperatura, attraverso pompe di calore e caldaie elettriche. Propone la riforma di tasse e oneri per rendere l’elettricità più competitiva rispetto al gas.
Attualmente, gli oneri domestici sull’elettricità in Europa sono quasi 15 volte superiori a quelli cinesi. In Spagna, gli oneri regolati sull’elettricità sono 19 volte più alti rispetto al gas. Una riforma fiscale è indicata come leva per stimolare la domanda.
Outlook 2026-2030: i rischi ancora aperti
Tra il 2026 e il 2030 l’Europa dovrebbe installare 151 GW di nuova capacità eolica. Oltre un terzo dell’espansione UE sarà trainato dal mercato onshore tedesco.
Restano tre criticità centrali: reti insufficienti, elettrificazione lenta e ritardi autorizzativi. La Commissione Europea ha avviato procedure di infrazione contro 26 Stati membri su 27 per mancato recepimento completo delle norme della Direttiva rinnovabili rafforzata.
Secondo WindEurope, competitività e sicurezza energetica dipendono dalla capacità di mantenere segnali di mercato stabili, accelerare le connessioni e rafforzare la domanda elettrica. Gli investimenti nell’eolico in Europa nel 2025 mostrano che il capitale è disponibile. La sfida è garantire condizioni politiche e regolatorie coerenti con l’obiettivo dei 425 GW al 2030 fissato dall’UE.












