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DM FER 2, Noce: nelle prossime settimane proposta di modifica per l’eolico offshore

Il direttore generale conferma l’avvio dell'analisi dei contributi pervenuti nelle scorse settimane ipotizzando di riuscire ad inviare al Ministro Pichetto la proposta di modifica per le aste dell’eolico offshore "nelle prossime settimane"

DM FER 2, Noce: nelle prossime settimane proposta di modifica per l’eolico offshore
Via Pixabay

Il capitolo sull’eolico offshore del Decreto Ministeriale FER 2 si conferma complesso. Le criticità e le preoccupazioni emerse nell’ultimo periodo potrebbero però trovare un punto nelle prossime settimane quando la Direzione generale mercati e infrastrutture energetiche (MIE) del Ministero dell’Ambiente invierà al ministro Gilberto Pichetto Fratin l’attesa proposta di modifica.

A ipotizzare la deadline è lo stesso direttore generale Alessandro Noce intervenuto oggi a Roma in un convegno di settore. Noce ha ricordato il percorso di valutazione intrapreso dal dicastero per risolvere una serie di nodi. Nodi che finora hanno reso impossibile pianificare le procedure competitive dedicate al contingente eolico nel FER 2.

Nonostante il Decreto ministeriale risalga al giugno 2024 e si sia pensato per incentivare nove tipologie impianistiche, ad oggi sono stati pubblicati bandi solo per le biomasse, il biogas, il geotermico ad emissioni nulle e il fotovoltaico galleggiante su acque interne.

Ma se per la maggior parte degli “esclusi” si parla di contingenti relativamente limitati, nel caso dell’eolico in mare l’assenza si fa notare: i 3.800 MW previsti dal decreto per i nuovi aerogeneratori offshore rappresentano, infatti, l’82,79% del totale complessivo (4.590 MW) che il meccanismo mira a sostenere.

Un volume che supera in realtà il target 2030 fissato per questa tecnologia nel PNIEC Italiano, vale a dire 2.100 MW, ma che impallidisce di fronte al potenziale stimato. L’analisi di scenario Terna-Snam del 2024 ha previsto per il 2040 l’installazione di circa 15 GW di eolico offshore nelle acque nostrane. E secondo un recente studio del Politecnico di Torino le turbine eoliche galleggianti da sole potrebbero contribuire al mix energetico nazionale con ben 207,3 GW.

Al momento di pianificare le procedure competitive, tuttavia, sono emersi alcuni problemi.

Da un lato è stato evidenziato un problema prettamente burocratico: troppi pochi progetti autorizzati, insufficienti a garantire un’adeguata competitività all’interno delle aste. La norma ministeriale infatti vincola l’accesso alle gare al possesso non solo del parere positivo di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), ma anche dell’Autorizzazione Unica (AU).

Dall’altro lato, una questione economica: la tariffa di riferimento offerta dal DM FER 2 al comparto, al momento unica sia per gli impianti a fondamenta fisse che per quelli flottanti: 185 euro/MWh. Gli operatori di settore hanno da subito evidenziato l’incongruenza, considerate le diverse strutture di costo tra le due tecnologie. E hanno rilanciato proponendo contingenti separati oppure sempre un solo contingente unico ma con tariffe differenti che riflettano i diversi costi.

Ed è così che si arriva ad oggi e al nuovo percorso di revisione del DM FER 2 intrapreso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. “È stato istituito uno specifico tavolo di lavoro dedicato e sono stati raccolti contributi e osservazioni da parte degli stakeholder, successivamente esaminati nel corso di un incontro tecnico”, ha ricordato Noce. “Le considerazioni pervenute sono attualmente oggetto di analisi da parte del Ministero e costituiranno la base delle successive valutazioni in merito all’eventuale aggiornamento del meccanismo di sostegno”.

La direzione intrapresa nel percorso di revisione è già nota. La Direzione del MIE sta lavorando su due contingenti separati e ridimensionati in base ai progetti che realmente potrebbero prendere parte alle aste. E due tariffe di riferimento distinte, una per l’eolico galleggiante da 185 euro/MWh e una per l’eolico a fondamenta fisse di circa 160 euro/MWh, che non andrebbero incontro alla riduzione del 3%/anno prevista invece per le altre aste.

Anche così per l’eolico galleggiante la tariffa potrebbe resultar troppo bassa, ma per alleggerire i costi il MASE sta valutando di trasferire le opere di connessione a Terna al pari di quanto oggi già avviene in paesi come la Germania. Un intervento che avrebbe impatti diversi a seconda se coperto dagli oneri generali di sistema o meno.

Tra le ipotesi al vaglio anche quella di indicizzare la tariffa di riferimento all’inflazione ed estendere i limiti temporali per l’entrata in esercizio dagli attuali 43 mesi fino a 72 mesi, in aggiunta ad una serie di clausole di flessibilità lungo tutto l’avanzamento dei lavori.

“L’obiettivo – ha aggiunto Noce – è individuare soluzioni in grado di coniugare la sostenibilità economica degli investimenti con la tutela dell’interesse pubblico e l’efficiente impiego delle risorse destinate al sostegno delle fonti rinnovabili”.

In ogni caso si tratta di grandi interventi che richiederanno quindi il via libera della Commissione europea sulla base delle norme degli Aiuti di Stato. Le tempistiche? Se il testo dovesse davvero arrivare nelle mani di Pichetto per la metà di luglio è probabile che possa raggiungere Bruxelles prima della fine dell’estate.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.