I paesi del Nord Europa fanno squadra sull’eolico offshore

I ministri dell’energia  di 10 Pesi europei preparano il programma di lavoro 2020: insieme sosterranno lo sviluppo dell’energia eolica in mare aperto

eolico offshore
CC0 Public Domain

 

La North Seas Energy Cooperation si coordina sullo sviluppo dell’eolico offshore

(Rinnovabili.it) – Lo sviluppo dell’eolico offshore in Europa richiede un lavoro di squadra. Per questo motivo nel 2016 è nata la cooperazione energetica dei Mari del Nord (North Seas Energy Cooperation), una squadra d’alto livello per mettere allo stesso tavolo i diversi responsabili politici e concordare uno sviluppo coordinato nell’area. Il gruppo, che comprende Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Regno Unito, si è riunito ieri a Bruxelles per definire il programma di lavoro 2020 e decidere dunque come procedere sulla pianificazione dello spazio marittimo, le reti elettriche e lo sviluppo di parchi marini “ibridi e congiunti”.

Nel dettaglio, i Paesi si sono impegnati a valutare l’attuale quadro tecnico e normativo per quelle installazioni di eolico offshore che possiedono una connessione di rete a più di un paese, identificando i possibili ostacoli. Nella visione del gruppo i progetti “ibridi” sono fondamentali per mettere in comune risorse e infrastrutture e ridurre i costi di distribuzione della tecnologia, ma possiedono ancora diversi punti ciechi da affrontare. Le dieci nazioni hanno anche riconosciuto come lo spazio a disposizione nella acque del nord sia “limitato”, fattore che richiede inevitabilmente un’attenta e condivisa pianificazione dei progetti per “essere in grado di utilizzare il potenziale energetico” al meglio. Nella pratica, ciò significherà un coordinamento attivo sullo sviluppo dell’infrastruttura e la preparazione di “piani concreti” per potenziali parchi eolici offshore transfrontalieri congiunti che “generano benefici per tutte le parti partecipanti”.

Un elemento qualificante che risponde in parte anche all’esigenza comunitaria di un mercato energetico sempre più connesso per realizzare l’obiettivo dell’Energy Union.

 

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Non vi sono per ora target di nuova capacità messi nero su bianco su un documento condiviso; i futuri volumi e le politiche per raggiungerli dovrebbero essere indicati nei piani nazionali per l’energia e il clima (PNIEC) 2030. Ogni paese dunque deciderà per sé ma se si dovessero seguire le ambizioni della Commissione Europea, il vecchio continente dovrebbe riuscire a installare entro metà del secolo da 240 a 450 GW di eolico offshore.

Per WindEurope si tratta di una strada percorribile e senza troppi sforzi economici. “Nei mari del Nord sono realizzabili fino 380 GW di eolico offshore entro il 2050 con una efficace collaborazione fra Paesi sulla pianificazione dello spazio marittimo, gli investimenti nella rete e i progetti ibridi”, spiega Giles Dickson, CEO dell’associazione. “I paesi del Mare del Nord se ne rendono conto e stanno prendendo provvedimenti concreti per realizzare questi grandi volumi. È bello vedere questo impegno rafforzato da parte dei governi e vederli ampliare e approfondire l’ambito del loro lavoro insieme. Questa è l’Europa al suo meglio. E un ottimo esempio da seguire per altre regioni, in particolare quelle del Baltico”.

 

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