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Sicilia, aggiornato il Piano energetico ambientale

La Regione elimina dal Piano la stretta sugli impianti eolici nelle aree vincolate e adegua le regole per la disponibilità dei suoli nelle autorizzazioni FER.

Piano energetico ambientale regionale Sicilia: cosa cambia.
Piano energetico ambientale regionale Sicilia: cosa cambia – Immagine realizzata con IA

Aggiornato il Piano energetico ambientale regionale in Sicilia

Il Piano energetico ambientale regionale Sicilia entra in una nuova fase con la delibera 344/2025, che modifica il documento programmatorio regionale realizzato nel 2022. La giunta recepisce anche le sentenze del TAR Palermo sulla disponibilità giuridica dei suoli per gli impianti FER, annullando le precedenti richieste di contratti definitivi. L’assessore Francesco Colianni conferma che l’aggiornamento si inserisce nella strategia per ridurre le emissioni e aumentare le rinnovabili entro il 2030. La decisione si accompagna al riavvio dei procedimenti di autorizzazione unica che erano stati dichiarati improcedibili.

Nuovo PEARS Sicilia, dismessi impianti eolici su aree vincolate

La delibera n. 344/2025 interviene sul Piano energetico ambientale regionale della Sicilia con una modifica che la parte che prevedeva la possibile dismissione di impianti eolici realizzati in aree poi divenute “non idonee”. Il CGARS ha annullato questo provvedimento, perché introduceva una norma troppo specifica, non coerente con la natura generale del Piano, e perché priva di adeguata motivazione.
L’assessore all’Energia Francesco Colianni aveva anticipato l’aggiornamento spiegando: “Con questo provvedimento ci dotiamo degli strumenti per dare il nostro contributo perché il Paese centri i target internazionali in materia”. Il Piano, con orizzonte 2030, definisce gli indirizzi per rinnovabili, efficienza energetica e mobilità elettrica. L’iter istruttorio ha coinvolto università siciliane, CNR ed ENEA.

Autorizzazioni FER: cosa cambia dopo le sentenze del TAR

La Regione ha altresì aggiornato le regole sulla disponibilità giuridica dei suoli utilizzati per gli impianti rinnovabili, dopo che il TAR Palermo ha annullato la richiesta di presentare contratti definitivi già in fase di istanza. La circolare del 14 novembre conferma che la giunta non presenterà appello al CGARS, applicando integralmente le sentenze 2131/2025 e 2133/2025.
Le principali conseguenze operative sono tre:

  1. Nei decreti autorizzatori dovrà essere inserita una prescrizione che impone la presentazione dei contratti definitivi solo dopo l’istanza, se inizialmente erano stati depositati contratti preliminari.
  2. Tutti i procedimenti di autorizzazione unica non conclusi dovranno essere adeguati alla nuova disciplina.
  3. I procedimenti già dichiarati improcedibili per mancanza dei contratti definitivi dovranno essere riavviati.
    A metà ottobre, inoltre, il CGARS ha respinto due ricorsi della Regione confermando che la clausola del Regolamento 48/2012 sulla “realizzazione diretta” introduceva un vincolo ingiustificato alla libera circolazione del titolo autorizzativo.

I target 2030 del Piano energetico ambientale regionale Sicilia

Il Piano energetico ambientale regionale della Sicilia mantiene gli obiettivi strategici fissati al 2030, confermati anche dopo la modifica introdotta dalla delibera 344/2025.

Il documento si basa su cinque linee strategiche. La prima riguarda la riduzione dei consumi energetici negli usi finali. La seconda punta allo sviluppo delle fonti rinnovabili e alla diminuzione delle fonti fossili. Il Piano include anche la riduzione delle emissioni climalteranti, il potenziamento delle infrastrutture energetiche e il sostegno alle clean technologies e alla green economy.

Il Piano energetico ambientale regionale Sicilia recepisce gli indirizzi nazionali ed europei. Tra i riferimenti ci sono il decreto Burden Sharing, il PNIEC, il PNRR, la direttiva sulle rinnovabili e la normativa europea sull’efficienza energetica degli edifici. Il documento richiama anche la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e il PNACC. La pianificazione è quindi coordinata con gli obiettivi nazionali su rinnovabili, efficienza e mobilità sostenibile.

Il Piano introduce criteri per localizzazione e sviluppo degli impianti. Per gli impianti sopra 1 MW, la Regione dà priorità alle aree attrattive, che saranno definite e mappate dopo l’approvazione del PEARS 2030. Il documento contiene un quadro aggiornato della situazione energetica regionale. Sono presenti dati su produzione e consumo di energia, bilancio energetico regionale, uso di idrocarburi, produzione elettrica e monitoraggio del Burden Sharing. Il Piano dedica attenzione anche a efficienza energetica, trasporti, isole minori, costo dell’energia e stima delle emissioni di CO₂.

Il Piano energetico ambientale regionale della Sicilia rafforza inoltre il ruolo dell’autoconsumo. Favorisce l’installazione di fotovoltaico su edifici pubblici e privati e l’utilizzo di sistemi di accumulo. Il Piano prevede anche linee guida regionali per l’integrazione paesaggistica dei nuovi impianti, con particolare attenzione al patrimonio ambientale e culturale dell’Isola.

L’assessore Colianni sottolinea che si tratta di un piano collegato ai target internazionali di riduzione dei gas serra e agli impegni nazionali di decarbonizzazione. “Un obiettivo strategico per la Regione che si traduce in benefici economici concreti per il territorio sotto forma di nuova occupazione qualificata e minore costo dell’energia”, afferma.

Le raccomandazioni del Consiglio di Giustizia Amministrativa, che aveva annullato la versione 2022 del Piano, sono state integrate nei lavori del Dipartimento Energia.

Legambiente: grandi potenzialità inespresse in Sicilia

A margine dell’aggiornamento del Piano energetico ambientale regionale della Sicilia, Legambiente ha diffuso un documento di proposte che accompagna il dibattito sul nuovo PEARS 2030 che richiama la necessità di una transizione più ampia e inclusiva.

L’associazione sottolinea il ruolo della Sicilia nel percorso nazionale di decarbonizzazione. Le proposte puntano su efficienza energetica, autoproduzione diffusa, comunità energetiche, agrivoltaico sostenibile e repowering eolico.  Il documento richiama anche reti, accumuli e idrogeno verde come pilastri della trasformazione energetica regionale.

Legambiente evidenzia criticità strutturali. Il 73,7% degli edifici residenziali siciliani è ancora in classe E-F-G. Solo il 7% rientra nelle classi migliori. Le comunità energetiche costituite sono 55, di cui 28 già attive, per una potenza totale di 5.801,28 kW. L’associazione collega queste analisi all’Agenda Sicilia Carbon Free, che propone indicatori chiari per monitorare gli avanzamenti delle politiche energetiche. L’obiettivo è rafforzare la partecipazione dei territori e rendere la transizione sostenibile anche sul piano sociale.


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About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.