Turbine eoliche galleggianti, potenziale da 150 GW nei mari europei

Le piattaforme flottanti mandano in soffitta le ingombranti fondamenta classiche dell’oeolico offshore, regalando interessanti possibilità di sviluppo alle acque con fondali profondi. Ma servono nuovi sforzi per abbassare i costi

Turbine eoliche galleggianti
By Lo83 – Own work, CC BY-SA 4.0

L’Europa ospita attualmente gli unici due parchi eolici galleggianti al mondo

(Rinnovabili.it) – Le prime turbine eoliche galleggianti hanno iniziato a bagnarsi nelle acque europee, complici il calo dei costi e le nuove potenzialità di questa tecnologia. La sostituzione delle tradizionali fondamenta fisse con piattaforme flottanti permette agli aerogeneratori offshore di raggiungere nuove profondità; e di conseguenza apre le porte dello sviluppo eolico in mare a quei Paesi con fondali troppo alti, anche a brevi distanze dalla costa. Mar Mediterraneo in primis.

“Le turbine eoliche galleggianti possono produrre elettricità più al largo e in acque più profonde rispetto alle tradizionali turbine fisse sul fondo, che oggi rappresentano quasi tutte le installazioni in Europa”, spiega WindEurope. “Per molti bacini marini europei, come il Mediterraneo o il Mar Nero, l’eolico offshore galleggiante è una tecnologia ottimale. Consentirà a sempre più Paesi di beneficiare dell’energia del vento a largo delle coste”. 

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L’associazione europea ha stimato un potenziale sfruttabile con questa tecnologia di 150 GW entro il 2050. A titolo di confronto dal 1991 – anno della prima wind farm marina, al 2020, l’Europa ha installato 25 GW di capacità eolica offshore totale. Perché ciò avvenga, i costi della tecnologia flottante dovranno continuare a diminuire. WindEurope stima che potrebbero ridursi a 40-60 euro il MWh con le giuste politiche governative di supporto.

“L’Europa ospita oggi gli unici due parchi eolici galleggianti al mondo: il progetto Hywind Scotland da 30 MW nel Regno Unito e il Windfloat Atlantic da 24 MW in Portogallo”, sottolinea l’associazione aggiungendo alla lista anche i nuovi target di Francia, Regno Unito, Portogallo, Italia, Spagna, Norvegia e Svezia. Nel bel Paese uno dei primi progetti in questo campo a veder la luce, potrebbe essere l’impianto da 2,9 GW proposta da Toto holding e la sua controllata Renexia a largo della Sicilia.

Qual è la migliore piattaforma per le turbine eoliche galleggianti?

Ma le sole politiche non bastano. Anche l’innovazione tecnologica deve continuare la sua corsa . Uno dei punti clou nella progettazione di turbine eoliche galleggianti sono i sistemi di ormeggio e ancoraggio che aiutano a stabilizzare gli aerogeneratori, limitandone il movimento in condizioni meteorologiche avverse. “Qui – sottolinea a WindEurope – entra in gioco il progetto Corewind“.

L’iniziativa, finanziata dall’Unione europea, nasce con l’obiettivo di portare i costi sotto i 100 euro al MWh, sviluppando una nuova modellazione e ottimizzazione delle sottostrutture galleggianti in calcestruzzo. “Questi miglioramenti – si legge nel sito del progetto – saranno convalidati mediante simulazioni e test sperimentali” sia in acqua che nella galleria del vento. Il team di Corewind prenderà come riferimento due concept di piattaforme a base di cemento – semi sommergibile e a colonna (spar) – a supporto di grandi turbine eoliche da 15 MW. Le unità saranno installate a profondità d’acqua rispettivamente maggiore di 40 e 90 metri. Il progetto fornirà anche linee guida e migliori pratiche di progettazione, nonché modelli di dati aperti per accelerare lo sviluppo di turbine eoliche offshore.

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