Europa: gli investimenti nell’eolico offshore fanno faville

La pandemia non ha fermato il settore che nel 2020 ha raccolto ben 26,3 miliardi di euro in nuovi progetti. Una cifra record da cui prenderanno vita nei prossimi anni fino a 7,1 GW di capacità verde

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Foto di moerschy da Pixabay 

Regno Unito, Paesi Bassi, Germania e Francia: primi per investimenti nell’eolico offshore

(Rinnovabili.it) – Gli investimenti nell’eolico offshore sfidano la crisi. Neppure la pandemia di COVID-19 ha rallentato la corsa del settore, proiettato ormai oltre i 25 GW di capacità eolica installata in mare. A confermarlo sono i dati di WindEurope che spiegano come nel 2020 l’Europa abbia raccolto ben 26 miliardi di euro per le sue future fattorie offshore. Una cifra record che finanzierà, nel concreto, 7,1 GW di nuova capacità.

Per Giles Dickson, CEO dell’associazione si tratta di “un enorme voto di fiducia”. “Gli investitori hanno capito che l’eolico offshore è economico, affidabile e resistente. E che i governi ne vogliono di più”, afferma Dickson. “Questi investimenti creeranno posti di lavoro e crescita. Ogni nuova turbina in mare genera 15 milioni di euro di attività economica. Le 77.000 persone che lavorano oggi in questo campo in Europa, saranno 200.000 entro il 2030”.

In realtà, le risorse pianificate meravigliano solo se si considera l’attuale situazione economica. Al di là della crisi, infatti, il settore è ormai da anni che mostra una buna mobilità di flussi. Così buona da aver installato lo scorso anno 2,9 GW di nuove turbine in mare, portando la capacità complessiva del segmento a quota 25 GW totali. Nel dettaglio, nel 2020 sono entrati in funzione nove impianti nelle acque di cinque paesi. I Paesi Bassi hanno collegato alla rete 1.493 MW e completato i 752 MW del progetto di Borssele 1&2. Il Belgio ha attivato 706 MW, il Regno Unito 483 MW e la Germania 219 MW. Il Portogallo ha completato l’installazione del primo impianto galleggiante.

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Dove è focalizzata la futura crescita? Secondo quanto riporta WindEurope le principali decisioni finali di investimento nell’eolico offshore appartengono a Regno Unito, Paesi Bassi, Germania e Francia. Ma nuovi attori si stanno facendo avanti nel mercato. “L’eolico offshore non riguarda più solo al Mare del Nord. Sta rapidamente diventando un affare paneuropeo. Sempre più paesi si stanno impegnando al riguardo. Polonia, Spagna, Grecia, Irlanda e i tre Stati baltici hanno dei piani nazionali dedicati. E il rapido avanzamento del le turbine galleggianti aiuterà la costruzione nell’Atlantico, nel Mediterraneo e nel Mar Nero”, afferma Dickson.

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Di pari passo si evolve la taglia eolica. La potenza media degli aerogeneratori installati lo scorso anno è stata di oltre 8 MW. Ma il 2020 ha registrato anche grandi ordini per la turbina Haliade-X da 13 MW di GE, mentre Siemens Gamesa ha annunciato la sua nuova turbina da 14 MW. E oggi nuovi parchi eolici offshore forniscono fattori di capacità superiori al 50%.

“Molti paesi si sono impegnati a utilizzare i Contracts-for-Difference (CfD) come modello di finanziamento per l’eolico offshore. Si tratta di uno strumento economico per i governi: pagano e vengono rimborsati a seconda dei prezzi di mercato. E riduce notevolmente i costi di finanziamento, il che significa bollette inferiori per i consumatori di energia. Il Regno Unito, la Danimarca, la Polonia, la Francia, l’Irlanda e la Lituania ora utilizzeranno tutti i CfD”, ha aggiunto il CEO.

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