Che vento tira nel settore eolico?

Al Vestas Italia Wind Forum 2016 riflettori puntati sulla crescita costante della competitività eolica e sulle nuove opportunità italiane

Vestas Italia Wind Forum: che vento tira nel settore eolico?

 

(Rinnovabili.it) – Il 27 novembre di quest’anno, in Italia, si chiuderanno le nuove procedure d’asta per l’accesso ai meccanismi di incentivazione dell‘eolico (e non solo). La data segna un momento importante per il settore del vento nazionale, oggi alle prese con un profondo cambiamento strutturale. La necessità di rispettare gli obiettivi europei per le rinnovabili da un lato, e quella di dare una svecchiata agli impianti più anziani dall’altro, sta determinando nuove “opportunità eoliche” anche in un mercato maturo come quello italiano.

Ad analizzare la questione nazionale anche in considerazione dei trend dell’energia eolica mondiale, è stato ieri il Vestas Italia Wind Forum 2016, l’incontro organizzato a Roma dall’azienda danese. Il punto di osservazione sul Belpaese da parte quello che oggi è un big dell’eolico mondiale, è assolutamente privilegiato: Vestas, infatti, ha installato la prima turbina in Italia 25 anni fa, nel 1991, facendo del Paese uno dei mercati pionieri del settore. E in 25 anni la società è riuscita a tagliare traguardi importanti, tra cui una quota cumulativa del mercato pari al 40%. Oltre ovviamente ad esser l’unica azienda di Operation & Maintenance di impianti eolici a possedere un centro manifatturiero sul nostro territorio.

 

Secondo Vestas, due saranno i principali driver che guideranno il mercato dell’energia eolica in Italia nei prossimi anni, con un orizzonte di attesa fissato per il 2020: il meccanismo delle aste e la necessità di rinnovare gli impianti più vecchi (revamping). L’azienda danese si aspetta che nuove aste vengano indette nel nostro Paese al fine di raggiungere gli obiettivi specifici relativamente all’energia eolica, ma soprattutto che si inizi il processo sostituzione e la rigenerazione degli impianti più vecchi. Considerando che le prime turbine eoliche in Italia risalgono agli inizi degli anni ’90, appare chiaro che il revamping sarà un elemento di primo piano nel mercato nei prossimi cinque anni. Secondo una recente ricerca  rinnovamento delle istallazioni più vecchie, al pari di quanto oggi già fanno (e con successo) paesi come la Germania e la Danimarca, permetterebbe di aumentare la potenza “green” – si parla di un potenziale di rinnovamento complessivo da 7,9 GW lordi – riducendo nel contempo il costo del kWh e creando più di 7.000 nuovi posti di lavoro.

 

Occorre sottolineare – ha commentato Marco Graziano, Presidente di Vestas Mediterranean – come a oggi l’energia eolica non sia da preferire solo perché green e pulita, ma soprattutto perché si tratta di una fonte di energia decisamente competitiva a livello globale. Le tariffe proposte nelle aste del passato in Italia hanno dimostrato che le quote offerte per l’energia eolica sono state decisamente basse in relazione alle altre fonti energetiche. Dobbiamo continuare a lavorare su questa strada.” 

1 commento

  1. Ciao, in questi giorni mi sono chiesto.. tutti questi campi eolico costruiti nel 2007, allo scadere delle condizioni di lavoro (diventate vecchie) delle turbine eoliche da 2mw che fine faranno? Monteranno delle altre? O elimineranno i parchi ?

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