Rinnovabili • Emirati Arabi Uniti: dal petrolio all’energia pulita con il progetto Round the Clock di Masdar Rinnovabili • Emirati Arabi Uniti: dal petrolio all’energia pulita con il progetto Round the Clock di Masdar

Emirati Arabi Uniti: energia pulita con il progetto Round the Clock di Masdar

Dal World Future Energy Summit di Abu Dhabi il super progetto da 6 miliardi di euro che promette energia rinnovabile stabile 24 ore su 24. L’intervista a Ibraheem Almansouri, Director of Engineering di Masdar

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Da produttori di petrolio a produttori di energia pulita. Gli Emirati Arabi Uniti, possessori di circa il 6% delle riserve mondiali di greggio, intendono cambiare il loro presente, e puntare su un mix energetico, in cui l’energia rinnovabile, solare ed eolica, diventa protagonista della loro storia futura. Il World Future Energy Summit di Abu Dhabi, la più importante fiera di settore in questa parte di mondo, ne è la testimonianza.

Nel corso dei tre giorni di fiera, in cui Rinnovabili era presente con un proprio stand, è stato presentato il super progetto da quasi 6 miliardi di euro, Round the clock, destinato ad imprimere una svolta nella produzione di energia rinnovabile nel paese arabo. Ma non solo. Combinando un impianto fotovoltaico con un sistema di accumulo di energia a batteria, il progetto assicurerà 1 GW di potenza rinnovabile stabile. Ne abbiamo parlato con Ibraheem Almansouri, Director of Engineering di Masdar.

Ingegnere, che cosa rappresenta Round the clock per la transizione energetica degli Emirati Arabi Uniti e, più in generale, per la comunità internazionale?

Con questo progetto stiamo rimodellando l’industria delle energie rinnovabili negli Emirati Arabi Uniti. Non lo consideriamo semplicemente un progetto, ma un modello che può essere replicato anche a livello globale. Come è noto, le energie rinnovabili sono sempre state criticate perché producono elettricità solo quando sono disponibili le risorse naturali: quando c’è il sole si produce dal fotovoltaico, quando soffia il vento si produce dall’eolico. Come risolvere il problema della loro natura intermittente. Con il nostro Round the clock (RTC) abbiamo sviluppato qualcosa di unico nel suo genere: il più grande progetto rinnovabile gigascale in grado di fornire energia di base continua, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per tutto l’anno e per 30 anni.

Ci dia qualche numero, per capire di che proporzioni stiamo parlando?

Combiniamo 5,2 gigawatt di fotovoltaico con 19 gigawattora di accumulo a batteria, il più grande sistema di accumulo in un singolo progetto, per fornire 1 gigawatt di potenza di base. In questo modo risolviamo il problema dell’intermittenza, garantendo una fornitura affidabile.

Ha parlato di un progetto replicabile anche al di fuori degli Emirati Arabi. Ci sono già previsioni?

Abbiamo già firmato due memorandum d’intesa: uno con l’Uzbekistan per esplorare l’installazione di 1 gigawatt e uno con il Kazakistan, firmato nel maggio 2025, per 500 megawatt. Gli “ingredienti” dell’RTC possono variare da paese a paese, in base al mix energetico più adatto: dove c’è più vento, ad esempio, possiamo combinare eolico, fotovoltaico e batterie. È importante sottolineare che l’RTC viene realizzato con tariffe molto competitive, comparabili a quelle delle fonti convenzionali di energia di base, ma producendo elettricità verde.

Quali sono, secondo lei, le tre principali sfide di questo progetto. E quali i vantaggi principali?

A noi piacciono le sfide, perché le vediamo come opportunità. Prima dell’era dell’intelligenza artificiale, molti studi stimavano che la domanda energetica globale sarebbe cresciuta da 9 a 15 terawatt entro il 2035. Con l’AI, queste stime raddoppiano: ci aspettiamo che la domanda arrivi fino a 35 terawatt, esercitando una pressione enorme sull’offerta di energia. Con i nostri progetti abbiamo dimostrato di poter contribuire in modo significativo all’era dell’AI fornendo energia affidabile, sostenibile ed economicamente competitiva, supportando allo stesso tempo la crescita economica dei paesi.

Un’altra grande sfida che risolviamo è l’intermittenza delle rinnovabili, da sempre un limite alla loro credibilità. Inoltre, il progetto è pienamente allineato alla strategia degli Emirati Arabi Uniti in materia di energia pulita, decarbonizzazione, mitigazione del cambiamento climatico e transizione energetica.

È anche allineato alla strategia sull’AI: gli Emirati puntano a diventare un attore chiave in questo settore, e il nostro progetto fornirà elettricità pulita ai data center necessari per l’AI. Come ha detto il nostro presidente durante la cerimonia di apertura, non esiste intelligenza artificiale senza energia reale, e dobbiamo chiederci da dove proviene. Secondo molti studi, l’energia pulita coprirà fino al 50% del fabbisogno energetico dei data center dell’era dell’AI.

Pensa che senza l’AI questo progetto round-the-clock non sarebbe stato possibile?

Noi guardiamo prima di tutto ai clienti, che hanno bisogno di energia. La soluzione non è pensata esclusivamente per l’AI. Può sbloccare enormi potenzialità anche in settori industriali difficili da decarbonizzare, che richiedono una fornitura affidabile 24 ore su 24, indipendentemente dalla disponibilità delle risorse naturali. L’RTC non è quindi solo per l’intelligenza artificiale, ma rappresenta uno strumento fondamentale per la decarbonizzazione di molti settori, in un’epoca in cui tutto si sta elettrificando. Più elettrificazione significa più domanda di elettricità, e dobbiamo sempre considerare l’impronta di carbonio delle fonti utilizzate.

Con le temperature estreme del deserto, come avete progettato il sistema di raffreddamento?

Viviamo in condizioni climatiche uniche e dobbiamo tenerne conto. Le alte temperature incidono sui componenti elettrici in generale. Nel caso del fotovoltaico, ad esempio, abbiamo analizzato le perdite termiche dovute al caldo, che sono leggermente superiori rispetto ad altri contesti, ma vengono considerate già in fase di progettazione. Abbiamo realizzato studi approfonditi, validati da terze parti, inclusi studi di dinamica dei fluidi computazionale (CFD), per valutare l’impatto dell’effetto “isola di calore”, che può verificarsi quando si concentrano molti container. Il progetto prevede spazi adeguati per garantire una ventilazione corretta e l’uso di sistemi di raffreddamento passivo, in modo da mantenere le batterie nel loro intervallo operativo ottimale.

Come gestirete la fine del ciclo di vita delle batterie tra 10 o 15 anni?

Non è un tema esclusivo delle batterie, ma riguarda tutte le apparecchiature elettriche. Anche l’Unione Europea ha introdotto normative molto stringenti sui rifiuti elettronici. La questione riguarda anche il fotovoltaico, che utilizza semiconduttori, e l’eolico, ad esempio per il riciclo delle pale. Il riciclo è un tema molto attuale e ampiamente dibattuto. Stiamo lavorando a stretto contatto con gli OEM, i produttori delle apparecchiature, per valutare le migliori soluzioni: dal riciclo dei materiali al possibile riutilizzo delle batterie in applicazioni diverse, dando loro una seconda vita. Esistono studi che dimostrano la possibilità di recuperare materiali come il litio per nuovi utilizzi.

Come guardano Europa e Cina a questa enorme infrastruttura rinnovabile?

Sono stato all’assemblea di IRENA due giorni fa e ho avuto modo di confrontarmi con molti colleghi europei e cinesi. La percezione è molto positiva: c’è orgoglio per ciò che stiamo facendo e per l’impatto che questo progetto avrà sul settore. Questo progetto sta cambiando il modo in cui le energie rinnovabili vengono percepite. Sempre più clienti e grandi data center si rivolgono a Masdar per capire come replicare questo modello in altri paesi. Se guardiamo all’evoluzione delle rinnovabili, possiamo parlare di quattro fasi: la scoperta e la visibilità, il periodo dei sussidi, l’era dei progetti gigascale e, infine, la fase dell’RTC, in cui le rinnovabili forniscono energia di base continua.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.