Robot quadrupedi per ispezioni in stive e banchine, e mappatura 3D in tempo reale: le soluzioni dello Spoke 4 di RAISE trasformano lo scalo ligure in un hub hi-tech, dove l'automazione supporta l'uomo nella prevenzione dei rischi e nella gestione delle emergenze

La trasformazione dei porti in infrastrutture intelligenti e resilienti rappresenta una delle sfide più significative per il futuro della logistica, della mobilità e della sicurezza industriale. I porti non si limitano a essere semplici nodi di scambio economico, ma costituiscono ecosistemi complessi in cui convivono persone, mezzi, merci e infrastrutture critiche. In questi ambienti, la sicurezza operativa, l’efficienza dei processi e la tutela dei lavoratori assumono un ruolo centrale, richiedendo strumenti tecnologici in grado di affrontare contesti caratterizzati da elevata complessità, densità di traffico e rischio potenziale.
RAISE si colloca al centro di questa trasformazione con le attività dello Spoke 4 che si concentrano sullo sviluppo di soluzioni avanzate per la sicurezza, l’automazione e l’intelligenza dei porti. Lo Spoke 4 integra competenze multidisciplinari che spaziano dalla robotica alla percezione artificiale, dall’ingegneria dei sistemi all’analisi dei dati, con l’obiettivo di trasferire tecnologie già mature in contesti operativi reali. L’approccio adottato punta a supportare operatori portuali, autorità e imprese attraverso strumenti capaci di migliorare il monitoraggio degli spazi, la prevenzione dei rischi e la qualità dei processi decisionali.
Tra le soluzioni più innovative spicca l’impiego di robot quadrupedi intelligenti, progettati per eseguire ispezioni e controlli in aree potenzialmente pericolose. Questi sistemi, agili e versatili, si muovono in ambienti complessi come stive navali, banchine e zone di stoccaggio container, affrontando ostacoli, scale e superfici irregolari con precisione e sicurezza. L’impiego di tali robot consente di raccogliere informazioni dettagliate senza esporre direttamente il personale a situazioni critiche, affiancando il lavoro umano e potenziandone l’efficacia. Grazie a sensori avanzati e algoritmi di intelligenza artificiale, i robot analizzano in tempo reale lo spazio circostante, rilevano anomalie e costruiscono mappe tridimensionali utili per decisioni rapide e accurate.
Il contributo scientifico determinante proviene dal laboratorio RICE (Robots and Intelligent systems for Citizens and the Environment) del DIBRIS – Università di Genova, che si inserisce nelle attività dello Spoke 4. Il laboratorio sviluppa soluzioni integrate tra piattaforme robotiche, sistemi di percezione avanzata e algoritmi decisionali, trasformando la ricerca in strumenti concreti per l’ambiente portuale. All’interno del progetto partecipano i ricercatori Zoe Betta e Ali Yousefi, che si occupano dello sviluppo delle capacità di navigazione autonoma, della mappatura tridimensionale e dell’interazione uomo-macchina, assicurando che il robot operi in sicurezza e con massima efficienza anche in contesti dinamici e complessi.
L’attuale progetto costituisce un chiaro esempio di sinergia tra mondo accademico, istituzioni pubbliche e imprese private. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, da sempre impegnata nella protezione e nella sicurezza dei lavoratori portuali, ha avviato una collaborazione ufficiale con l’Università di Genova per sostenere lo sviluppo e la sperimentazione di strumenti digitali e robotici destinati agli ambienti portuali. Anche la società Ignazio Messina & C. ha aderito con entusiasmo all’iniziativa, offrendo l’accesso ai propri terminal per le attività di prova. L’azienda pone la sicurezza sul lavoro tra le priorità strategiche e promuove con convinzione l’introduzione di tecnologie in grado di migliorare le condizioni operative quotidiane.
Come spiega Antonio Sgorbissa, professore del DIBRIS e responsabile del RICE Lab:
«Nel laboratorio RICE sviluppiamo sistemi robotici autonomi pensati per operare in contesti complessi. In questo progetto utilizziamo un robot quadrupede per ispezionare aree potenzialmente pericolose del porto di Genova, come le stive dopo eventi di mare grosso o zone con container che potrebbero contenere materiali sensibili. Il robot si muove tra container e stive, costruisce una mappa dell’ambiente e prende decisioni su dove andare e cosa osservare. Esiste anche una modalità immersiva in cui un operatore, dotato di visore di realtà virtuale, vede attraverso gli occhi del robot, raccoglie informazioni e prende decisioni mantenendo la distanza dal rischio».
Il sistema opera secondo due modalità complementari. In autonomia, il robot esplora l’ambiente, analizza lo spazio e produce dati strutturati utili per valutare lo stato delle infrastrutture e pianificare interventi mirati. In modalità teleoperata immersiva, l’operatore mantiene il controllo decisionale, beneficiando di una percezione aumentata che rende le operazioni più rapide, sicure e consapevoli. La combinazione di queste modalità permette di affrontare scenari diversi, dai controlli di routine a situazioni di emergenza, garantendo efficienza e sicurezza in ogni fase dell’operatività portuale.



L’intelligenza artificiale costituisce il cuore di questo approccio, permettendo al robot di adattarsi alle condizioni ambientali, pianificare percorsi ottimali, rilevare anomalie e supportare il processo decisionale umano. L’impiego di algoritmi avanzati consente inoltre di anticipare potenziali criticità e ottimizzare l’uso delle risorse, riducendo tempi e costi delle operazioni e incrementando la resilienza delle infrastrutture portuali.
Le attività dello Spoke 4 di RAISE dimostrano che la robotica e l’intelligenza artificiale non appartengono a uno scenario futuro, ma rappresentano strumenti concreti già disponibili, capaci di migliorare la sicurezza, ottimizzare i processi e rafforzare il ruolo dei porti come motori di innovazione e sviluppo economico. Grazie alla collaborazione tra ricerca, istituzioni pubbliche e operatori privati, queste tecnologie stanno trasformando il presente, anticipando un futuro in cui l’AI e la robotica saranno parte integrante della vita quotidiana e della gestione sicura e sostenibile delle infrastrutture critiche.
L’esperienza del porto di Genova conferma che l’innovazione non è più un’opzione, ma una necessità strategica. L’adozione di robot intelligenti, sistemi di percezione avanzata e algoritmi di intelligenza artificiale offre vantaggi immediati e tangibili, dalla riduzione dei rischi operativi all’aumento dell’efficienza dei processi logistici, passando per un impatto positivo sulla sostenibilità delle attività portuali. In un mondo in rapida evoluzione, la tecnologia prodotta da RAISE diventa protagonista di un cambiamento concreto, in cui presente e futuro della sicurezza portuale coincidono.












