Google finanzia il sole californiano e lo battezza Regulus

La vena green di Google continua con il finanziamento del progetto fotovoltaico Regulus. la centrale californiana ha ricevuto 145 mln di dollari

google(Rinnovabili.it) – Google continua ad investire nel solare e la sua intensità di carbonio scende di pari passo. Un percorso virtuoso quello del motore di ricerca più cliccato al mondo, che ha appena comunicato di aver investito 145 milioni di dollari nel nuovo parco solare californiano portando così a 17 il numero degli investimenti nelle rinnovabili dal 2010.

Facendo i conti si è calcolato che utilizzare Google per un mese produrrà gli stessi inquinanti rilasciati da una vettura che percorre un miglio di strada, rivela la società affermando che prossimamente gli 8 grammi emessi da ogni utente potrebbe diminuire ulteriormente proprio grazie al contributo del nuovo impianto fotovoltaico Regulus, sviluppato da Sun Edison su un ex giacimento di petrolio e gas nella Contea di Kem.

“Il nostro investimento nel progetto solare Regulus darà nuova vita ad un terreno prezioso e c’è qualcosa di poetico sulla creazione di una risorsa rinnovabile su un terreno che un tempo ospitava pozzi di petrolio”, ha detto Google. “Nel corso degli anni, questo luogo particolare in California è passato da 30 pozzi di petrolio a cinque […] e oggi siamo pronti ad abbellire il territorio.”

 

Il colosso di Mountain View ha inoltre affermato che una volta completato il progetto potrebbe generare energia sufficiente a 10mila abitazioni. “Siamo costantemente alla ricerca di nuovi e più grandi progetti che ci aiutano a creare un futuro ad energia pulita”, ha detto la società.

L’annuncio dell’investimento nel nuovo progetto è stato dato contemporaneamente alla pubblicazione annuale nelle prestazioni di Google sul carbonio rivelando che le sue emissioni globali di gas serra nel 2013 sono aumentate ma la sua intensità di carbonio, ovvero la misura di emissioni di anidride carbonica per milione di dollari di entrate, è scesa 3,1 per cento e l’andamento è negativo da ben 5 anni.

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