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Agli elettori di Trump piace l’energia solare, soprattutto se è Made in USA

Il 70% degli elettori della coalizione di Trump approva il fotovoltaico se i pannelli solari vengono fabbricati in stabilimenti nazionali, con materiali prodotti negli Stati Uniti senza ricorrere a importazioni dalla Cina.

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Immagine generata con IA

Il sondaggio sugli elettori MAGA di Trump

Una maggioranza di elettori MAGA di Trump sostiene l’energia solare, soprattutto se i pannelli fotovoltaici sono prodotti negli Stati Uniti e senza ricorrere a materiali provenienti dalla Cina. A rivelarlo è un sondaggio condiviso in esclusiva con l’agenzia Axios.

I funzionari dell’Amministrazione Trump stanno contrastando le rinnovabili in vari modi, attraverso le restrizioni sui permessi del Dipartimento degli Interni e la legge fiscale che anticipa la fine dei sussidi ai progetti. Tuttavia, in tale contesto, un sondaggio commissionato dal produttore statunitense First Solar suggerisce che una fetta consistente di elettori della coalizione di Trump sia favorevole all’energia solare.

Amministrazione Trump contro l’energia rinnovabile

L’Amministrazione Trump sta impedendo la realizzazione di impianti solari ed eolici, interrompendo del tutto o ritardando il percorso di approvazione federale dei progetti. Più di 60 grandi parchi eolici e solari in fase di sviluppo su terreni federali sono attualmente bloccati, spiega il NYT. L’Amministrazione Trump sta anche ostacolando centinaia di progetti su terreni privati che richiedono consultazioni da parte del Governo federale.

Di recente, un altro sondaggio realizzato dall’Università di Yale, aveva svelato che la stragrande maggioranza degli elettori statunitensi non appoggerebbe le politiche di Trump su clima ed energia. Gli stessi elettori, inoltre, ritengono che l’aggravarsi della crisi climatica stia avendo un impatto negativo sul costo della vita.

Il 70% di elettori MAGA di Trump favorevole ai pannelli solari Made in USA

L’agenzia Fabrizio, Lee & Associates ha intervistato un campione di elettori che si definisce “GOP+”, ossia un mix di repubblicani, indipendenti di area repubblicana ed elettori di Trump. Il sondaggio ha rivelato che:

  • Favorevoli vs Contrari: il 51% di questo campione di elettori sarebbe favorevole all’installazione di impianti su larga scala, vale a dire grandi progetti in grado di immettere elettricità direttamente in rete. Il 30% si definisce invece contrario.
  • L’effetto “Made in USA”: la quota di elettori favorevoli sale al 70% se i pannelli solari vengono fabbricati in stabilimenti nazionali, con materiali prodotti negli Stati Uniti senza ricorrere a importazioni dalla Cina.
  • Costi dell’energia: il 68% ha dichiarato di essere d’accordo con l’affermazione: “Abbiamo bisogno di tutte le forme di generazione di energia, compreso il solare su larga scala, per ridurre i costi dell’elettricità“.

Indipendenza energetica e bollette accessibili

In base a quanto riferisce una nota di accompagnamento al sondaggio, “Gli elettori GOP+ vogliono che gli Stati Uniti abbiano l’indipendenza energetica e che le bollette siano accessibili. Comprendono che l’energia solare su larga scala sia un aspetto chiave per permettere tutto ciò“. “La convinzione di alcuni esponenti della destra che l’energia solare sia un anatema per gli elettori conservatori è priva di fondamento“, sostiene ancora la nota.

La ricerca dimostrerebbe, quindi, che gli elettori della coalizione di Trump, o del Grand Old Party, non ritengono le rinnovabili, e il solare in particolare, un nemico da combattere. Anzi, sarebbero contenti se l’energia rinnovabile contribuisse ad abbassare i costi delle bollette e ad assicurare l’indipendenza energetica.

Samantha Sloan, di First Solar, ha commentato: “Penso sia fondamentale che il solare su larga scala venga visto per quello che è: una soluzione di buon senso che abbassa i costi energetici, aumenta l’affidabilità della rete e sostiene i posti di lavoro americani. Questo nuovo sondaggio dimostra che gli elettori del GOP sono d’accordo“.

Aumento dei costi dell’energia negli Stati Uniti

In base a un rapporto dell’organizzazione ambientalista Climate Power dello scorso dicembre, dall’insediamento di Trump le bollette elettriche delle famiglie sono aumentate del 13% a livello nazionale. I prezzi del gas naturale per uso residenziale sono cresciuti invece del 98% dall’inizio del mandato di Trump. Il rapporto sostiene che le politiche dell’attuale Amministrazione stanno facendo lievitare i costi delle utenze e distruggendo posti di lavoro, finanziando al contempo nuovi sgravi fiscali per le industrie del petrolio e del gas.

Secondo i senatori Democratici, le politiche dell’amministrazione Trump, dal blocco dei permessi per più di 500 progetti alla cancellazione di investimenti a favore dell’energia pulita, sarebbero la causa dell’aumentato dei costi delle utenze. Fino a 4 milioni di famiglie avrebbero subito il distacco delle utenze nel corso del 2025, quasi mezzo milione in più rispetto al 2024. Le famiglie a basso reddito spendono adesso dal 6% al 10% del loro reddito in energia. Inoltre, la perdita dei crediti d’imposta avrebbe agito come un freno all’adozione di pompe di calore.

Il Presidente Trump ha promesso di dimezzare i prezzi dell’elettricità, ma questi sono aumentati del 13% a livello nazionale da quando si è insediato, poco più di un anno fa. Invece di risparmiare, i lavoratori in tutto il Paese, e certamente nel mio stato del New Mexico, si chiedono come faranno quest’anno a tenere accesi riscaldamento e luci. Contemporaneamente, la domanda di energia sta crescendo a un ritmo mai visto nella storia recente“, ha dichiarato Martin Heinrich, esponente della Commissione per l’Energia e le Risorse Naturali del Senato.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.