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Elettori negli USA non appoggiano le politiche di Trump per clima ed energia

Il 75% degli elettori registrati ha detto di essere favorevole alla produzione di energia rinnovabile su terreni pubblici negli Stati Uniti

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Immagine realizzata da IA

Elettori contrari alle politiche di Trump per il clima

La maggior parte degli elettori statunitensi non è d’accordo con le politiche di Trump su clima ed energia. Questi elettori, inoltre, ritengono che l’aggravarsi della crisi climatica stia influenzando negativamente il costo della vita.

Il sondaggio di Yale sulle politiche di Trump per il clima

Una netta maggioranza di elettori registrati negli Stati Uniti non concorda con le misure adottate dall’attuale Amministrazione finalizzate a smantellare la ricerca sul clima e a bloccare i progetti dei parchi eolici. Non solo, la stragrande maggioranza di loro è contraria al ritiro del Governo di Washington dall’Accordo di Parigi. Il 77% di loro vorrebbe invece che gli Stati Uniti partecipassero all’Accordo di Parigi sul clima. A riferirlo è un sondaggio dell’Università di Yale realizzato a novembre 2025.

Il sondaggio si basa sulle risposte di un campione rappresentativo della popolazione adulta statunitense. I risultati della ricerca descrivono il modo in cui gli elettori registrati percepiscono le politiche nazionali in materia di clima ed energia.

Le politiche di Trump per il clima

Da quando è entrato in carica, il Presidente Trump ha proceduto sistematicamente a cancellare le principali norme ambientali, licenziare gli scienziati federali, oscurare le informazioni a disposizione del pubblico sulla crisi climatica, sostenendo in maniera evidente l’industria dei combustibili fossili. Trump ha detto davanti alla platea dell’Onu che le energie rinnovabili sono un grandissimo imbroglio e si è speso moltissimo per bloccare diversi progetti di parchi solari ed eolici.

Elettori favorevoli alla produzione di energia rinnovabile su terreni pubblici

Questo programma sarebbe quindi profondamente impopolare per una vasta maggioranza di elettori statunitensi. Il 75% degli elettori registrati ha detto di essere favorevole alla produzione di energia rinnovabile su terreni pubblici negli Stati Uniti. Quasi otto elettori registrati su 10 si sono detti contrari alle restrizioni sull’informazione e la ricerca sul clima. Un ulteriore 65% degli elettori non è d’accordo con la decisione di Trump di bloccare i nuovi parchi eolici offshore. E la stessa percentuale ritiene che le politiche di Trump sul clima stiano pesando sul costo della vita in generale e sulle bollette.

Il riscaldamento globale come scelta orientativa del voto

In base al sondaggio, il 59% degli elettori registrati preferirebbe votare per un candidato a una carica pubblica favorevole a sostenere azioni concrete contro il riscaldamento globale. Il 41% ha affermato di voler ricevere più spesso informazioni da parte dei candidati politici sugli sforzi attuati per ridurre il riscaldamento del clima.

Guardando alle elezioni di metà mandato per il rinnovo del Congresso, Il 28% dei elettori intervistati ha detto che voterà solo per un candidato che sostenga l’aumento dell’uso di energie rinnovabili e il 26% afferma che voterà solo per un candidato che si impegni a ridurre dell’uso di combustibili fossili. Il 35% pensa che il riscaldamento globale sarà una questione “molto importante“, per loro, nel decidere per chi votare al Congresso nel 2026. Per il 61% degli elettori registrati, lo sviluppo di fonti di energia pulita dovrebbe avere una grande priorità per il Presidente del Congresso.

Invece, appena il 21% dei repubblicani conservatori sosterrebbe un candidato contrario alla tutela del clima e il 37% di loro vorrebbe un candidato che facesse l’esatto opposto. “Guardando alla traiettoria a lungo termine, c’è stato un enorme aumento della percentuale di americani che ritengono che il cambiamento climatico debba essere una priorità per il Presidente e il Congresso“, ha affermato al Guardian Anthony Leiserowitz, direttore del Programma di Yale sulla comunicazione relativa ai cambiamenti climatici. “Ma per i repubblicani, – ha proseguito – la percentuale è rimasta sostanzialmente invariata“.

Politiche per ridurre l’inquinamento dovuto al riscaldamento globale

La maggioranza degli elettori registrati ha affermato di sostenere le politiche utili a ridurre l’inquinamento da carbonio e promuovere l’energia pulita. L’87% è favorevole ai finanziamenti federali che aiutano gli agricoltori a migliorare le pratiche di protezione e ripristino del suolo per poter assorbire e immagazzinare più carbonio. Il 77% si è detto anche a favore di un maggiore finanziamento alla ricerca sulle fonti di energia rinnovabili. Il 66% ha detto di sostenere la transizione dell’economia statunitense dai combustibili fossili e di voler passare al 100% di energia pulita entro il 2050.

Infrastrutture per l’energia pulita

Molti elettori registrati sono d’accordo con la costruzione di infrastrutture per l’energia pulita nella propria area di residenza. Tra queste, i parchi solari hanno avuto un sostegno del 57%, stando al sondaggio di Yale. I parchi eolici del 53%; le stazioni di ricarica per veicoli elettrici del 49%. La percentuale piò bassa è stata registrata per la costruzione di centrali nucleari (vale a dire il 36%).

Protezione delle persone dai danni ambientali

Il 92% degli elettori registrati sostiene l’obbligo per le aziende di proteggere i lavoratori dai pericolosi picchi di calore. L’80%, invece, ha detto di sostenere il rafforzamento dell’applicazione di limiti di inquinamento industriale nelle comunità a basso reddito e nelle comunità non bianche già colpite in modo sproporzionato dall’inquinamento atmosferico e idrico.

Informazioni pubbliche sul riscaldamento globale

Il 77% degli elettori registrati intervistati da Yale si oppone alla decisione dell’Amministrazione Trump di interrompere la fornitura di informazioni pubbliche relative riscaldamento globale. Il 77% si oppone all’obbligo per tutte le agenzie federali di interrompere la ricerca sul riscaldamento globale. Il 73% degli elettori registrati afferma che le scuole dovrebbero integrare nei loro programmi di insegnamento le cause, le conseguenze e le possibili soluzioni del riscaldamento globale.

Vai al sondaggio dell’Università di Yale.


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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.