Operazione Black out sventa la truffa del fotovoltaico selvaggio

Sequestrati 27 parchi fotovoltaici nel brindisino e arrestate 12 persone nell’operazione svolta dalla Guardia di Finanza di Brindisi, in collaborazione con Carabinieri e Guardia forestale

Operazione Black out sventa la truffa del fotovoltaico selvaggio(Rinnovabili.it) – Ben 24 persone indagate tra Italia e Spagna e otto società coinvolte, per un illecito del valore di oltre 300 milioni di euro. Questi alcuni dei numeri di quella che si va profilando come una mega truffa al fotovoltaico italiano sventata dall’Operazione Black Out. Nelle prime ore di ieri la Polizia Giudiziaria di Brindisi ha eseguito diverse misure cautelari personali e reali disposte dal G.I.P. del Tribunale di Brindisi nell’ambito di un’inchiesta sulla realizzazione in forma associativa di impianti per la produzione di energia pulita nel territori brindisino. Al termine di complesse indagini la Guardia di Finanza, in collaborazione con Carabinieri del Nucleo operativo ecologico e gli agenti del Corpo forestale, ha sequestrato 27 parchi fotovoltaici della potenza complessiva di circa 37 MW per una estensione di circa 120 ettari.

 

Agli indagati, di cui 12 sottoposti ad ordinanza di custodia cautelare gli inquirenti contestano di aver frazionato artificiosamente la proprietà, che veniva attribuita a società di comodo, per eludere la normativa che sottoponeva ad autorizzazione regionale la realizzazione di impianti di potenza superiore ad 1 MW, e aver ad oggi fruito indebitamente di circa 7 milioni di euro degli incentivi economici previsti dalla legge. Inoltre “l’intera operazione – afferma la Guardia di Finanza – ha comportato una massiva modificazione della destinazione agricola dei suoli interessati in violazione della normativa sulla programmazione urbanistica del territorio e sulla tutela dell’ambiente”. Tra le misure cautelari è stato informato il Gestore dei Servizi Energetici, al fine di avviare la procedura di sospensione degli incentivi non ancora erogati Realizzando gli impianti entro il 31 dicembre del 2010 avrebbero potuto accedere agli incentivi del secondo Conto Energia per un affare da 300 milioni di euro.