Collegato alla rete pugliese il più grande parco fotovoltaico d’Italia

Si trova vicino a Foggia la nuova fattoria solare da record: con i suoi 275.000 moduli di ultima generazione si è conquistata il primato nazionale e un’ottima posizione nella classifica mondiale

più grande parco fotovoltaico d’Italia
Credits: European Energy

Il parco fotovoltaico più grande d’Italia sorge in Puglia, regione leader per potenza solare

(Rinnovabili.it) – Nuovo record solare per il Belpaese. La società danese European Energy ha annunciato in questi giorni l’allaccio alla rete elettrica del più grande parco fotovoltaico d’Italia. L’impianto si trova in Puglia, nei pressi di Foggia, e con i suoi 275mila moduli solari scavalca qualsiasi precedente primato di taglia. La centrale ha, infatti, una capacità di 103 MW, che surclassa gli 84 MW dell’ex record nazionale, attribuito al parco fotovoltaico di Montalto di Castro.

Il progetto è stato concluso dopo appena un anno dalla prima fase di lavori, come spiega la società in una nota stampa. “Abbiamo investito molto in questo progetto e siamo riusciti a stabilire una grande collaborazione con i subappaltatori italiani”, ha dichiarato Knud Erik Andersen, CEO di European Energy A / S. “Più di 400 persone sono state coinvolte nella costruzione e altre gestiranno e manterranno l’attività durante il ciclo di vita di trenta anni dell’impianto”.

Oggi la struttura, con i suoi moduli, ricopre 1.500.000 metri quadrati, pari a circa 200 campi da calcio; un‘estensione che a regime dovrebbe garantire una produzione di 150 GWh di elettricità l’anno. Ovviamente non si tratta solo di taglia, come spiega il responsabile di European Energy in Italia, Alessandro Migliorini. “Le condizioni climatiche e le giornate di sole nel sud Italia sono perfettamente abbinate alla tecnologia solare all’avanguardia. L’impianto solare è composto da un totale di 275.000 moduli di ultima generazione ed è stato progettato e realizzato con la tecnologia più avanzata”. Ed è proprio questa la caratteristica vincente. Se dovessimo confrontare questo parco fotovoltaico con uno realizzato 5 anni fa, ci accorgeremmo che il nuovo progetto European Energy è fino al 50 per cento più efficiente. In altre parole, a parità di estensione superficiale, produce molta più energia.

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Energia solare: tra record nazionali e mondiali

L’impianto solare non si aggiudica solo il primato nazionale. La sua capacità lo rende anche il 17° progetto più grande al mondo con un unico punto di connessione.

Il numero ovviamente impallidisce di fronte a giganti come il Bhadla Solar Park dell’India (attualmente il più grande parco fotovoltaico in funzione al mondo) e i suoi 2.245 MW di capacità, ma rappresenta comunque un risultato di valore. E soprattutto il primo passo della società danese nel mercato italiano. “L’Italia è un mercato importante per noi”, ha aggiunto Andersen. “Siamo pronti a investire circa 800 milioni di euro nei prossimi 5 anni per sviluppare altri progetti qui, dove i giorni di sole e le condizioni climatiche generali rendono invidioso un danese come me. Questo imponente impianto solare è anche un perfetto esempio di investimento e cooperazione economica europea”.

La centrale fv dovrebbe produrre abbastanza energia da soddisfare i consumi elettrici di una città con 200.000 abitanti, risparmiando al contempo oltre 80.000 tonnellate di CO2 emessa all’anno. 

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2 Commenti

  1. MA CON TUTTI I CAPANNONI INDUSTRIALI E COMMERCIALI CHE CI SONO.. NON SI PUO’ FARE UNA LEGGE CHE DICA PIU’ O MENO ” O IL PROPRIETARIO SCEGLIE LUI INSTALLATORE PER METTERE ALMENO IL 20% DI FOTOVOLTAICO SUL TETTO CON CONTRATTO E CONDIZIONI DECISI DALLE PARTI OPPURE.. GLIENE VERRA’ ASSEGNATO UNO A TARIFFA AMMINISTRATA”.. QUANTA SUPERFICIE COPRIREMMO..

  2. Il costo marginale del Kwh ovvero l’ EROEI delle fonti rinnovabili è inferiore a quello di qualsiasi fonte fossile grazie alla capillare diffusione di queste tecnologie alla continua ricerca su nuovi materiali e tecnologie di fabbricazione innovative che hanno innalzato enormemente l’ efficienza e abbassato il costo di fabbricazione. Entro breve le rinnovabili avranno un costo del Kwh tendente a zero, ciò significa che il settore non necessita di incentivi pubblici. Il ritorno economico è garantito specie su impianti di medio grandi dimensioni. Anche i costi di manutenzione stanno diminuendo enormemente. Al momento abbiamo 3 grandi impianti eolici off shore allo studio, verranno realizzati a largo di Rimini, Taranto e Marsala. Mi auguro che la burocrazia e i terrapiattisti che non capiscono nulla di energie pulite non si mettano di traverso, leggo che anche un partito di opposizione ha scelto di esprimere la contrarietà all’ impianto di Rimini, a questi signori vorrei ricordare il loro mentore delle energie rinnovabili finito in carcere in Sicilia per l’ eolico in odore di mafia, in quell’ inchiesta un politico importante si dimise. Questi signori farebbero bene a stare zitti visti gli scheletri che hanno nei loro armadi. Rinnovabili e idrogeno pulito danno da subito la completa indipendenza energetica. La bolletta energetica verrà utilizzato per progetti ecosostenibili. Ci libereremo dalla schiavitù di carbone, petrolio e gas. Questi, in 200 anni di impiego sfrenato hanno riversato in atmosfera enormi quantità di polveri sottili e ossidi di vario tipo che hanno portato ad un aumento esponenziale della temperatura sulla terra rispetto ai millenni precedenti come dimostrato dal glaciologo americano Michael Mann con la sua teoria dell’hockey stick. Dobbiamo arrivare velocemente ad una economia verde, senza fossili, plastiche, diserbanti e altri prodotti chimici per l’ agricoltura e senza inquinanti di alcun tipo. Dobbiamo girare gli incentivi che ancora oggi paghiamo alle fossili a progetti ecosostenibili. Le 2 principali banche italiane danno enormi capitali alle fonti sporche e negano piccoli finanziamenti a start up di giovani con buone idee ma privi di merito di credito. Il governo deve coordinare il progetto idrogeno mettendo attorno ad un tavolo tutti gli attori della filiera, non possiamo rimanere indietro in questo settore strategico. Basterebbe studiare da vicino quanto fatto dal Giappone pioniere nella mobilità FC. Conosco bene questo paese per ragioni di lavoro, ancora oggi sono leader di mercato in tanti settori industriali. L’ idrogeno può essere prodotto nelle regioni del sud Italia con impianti fotovoltaici posti su aree dismesse e distribuito in tutto il paese usando il gasdotto Snam, anche l’ eolico può essere impiegato per alimentare gli elettrolizzatori specie nelle ore di punta quando la rete non necessita di potenza. Snam sta’ lavorando per introdurre il treno FC nel nostro paese, collabora con Alstom il produttore del veicolo. Le motrici dei treni per linee non elettrificate, usano un vecchio motore diesel di origine cinese super inquinante, per cui il treno FC sarà molto importante per la sostenibilità ambientale del settore. La presidente della commissione europea nella presentazione del piano next generation ha posto l’ economia dell’idrogeno come una delle gambe per la transizione energetica. Dobbiamo fare un piano di efficientamento energetico di tutti gli immobili pubblici e privati incluse scuole e ospedali installando impianti fotovoltaici posti su tetti e pensiline e impianti di climatizzazione interna a tecnologie avanzate, questi immobili diverranno produttori netti di energia. Dobbiamo bonificare i 12.000 siti industriali dismessi e altamente inquinati di cui 500 sotto la normativa seveso. Dobbiamo bonificare un milione di siti inquinati da amianto iniziando dalle aziende che per un secolo hanno prodotto questo veleno. Ricordo che i decessi per mesotelioma alla pleura fin qui registrati sono diverse migliaia, il picco deve ancora arrivare. Dobbiamo programmare la dismissione dei 17 centri petrolchimici delle 14 centrali a carbone di quelle a olio combustibile e a gas per una completa decarbonizzazione. Solo con un approccio sistemico possiamo affrontare il grande problema dei cambiamenti climatici. Ricordo un mio viaggio di lavoro in Korea del sud nel 1993, arrivai a Ulsan la sede della Hundai, i giorni precedenti era piovuto, trovai quell’ enorme piazzale pieno di auto che galleggiavano, i danni economici saranno stati rilevanti. I cambiamenti climatici erano realtà già allora. In realtà è dal 1987 che il tema è alla attenzione di tutti noi, in quell’ anno la comunità scientifica si riunì per la prima volta a Ginevra. L’ inquinamento dell’aria causa ogni anno in Europa 400.000 decessi di cui 80.000 in Italia concentrati principalmente nelle regioni del nord altamente antropizzate e industrializzate con clima avverso come la pianura padana. Se guardiamo una foto satellitare del nostro paese notiamo che le regioni del nord la zona di Roma e quella di Napoli sono di color ruggine per ovvie ragioni. La realizzazione dei progetti di cui sopra creerebbe tanti nuovi posti di lavoro. Le risorse economiche necessarie verrebbero dalle tante società delle fonti fossili in cerca di validi progetti nelle rinnovabili e nell’idrogeno pulito, stessa cosa fanno i fondi pensione, i fondi di investimento, i fondi sovrani come quello norvegese e quello dell’ Arabia Saudita. Inoltre ci sono i fondi europei per la decarbonizzazione. Come affermato dal premio Nobel Stiglitz i progetti ecosostenibili creano più posti di lavoro e hanno una maggiore efficienza del capitale investito. Vorrei terminare con una nota di buon auspicio ne verremo fuori, siamo un popolo molto resiliente, Italia è il brand più forte al mondo, siamo la nazione più bella in assoluto, tutti sognano di fare una vacanza da noi almeno una volta. Nel mio girovagare per i 5 continenti per più di 30 anni, ho incontrato molti giovani italiani con altissima formazione che hanno scelto di lavorare all’estero. Questo è un problema, tutti noi, con le nostre tasse abbiamo finanziato la loro formazione che oggi è messa a disposizione di paesi stranieri. Il governo dovrebbe affrontare il problema, mi auguro che la campagna elettorale continua non distragga completamente i decisori. Fisici, chimici, biologi, medici, ingegneri, informatici, astrofisici, ecc. Purtroppo la questione del merito nel nostro paese ancora langue !!! La ricerca ha un buon ritorno economico, ricordo che solo negli usa abbiamo 6000 connazionali che lavorano nei migliori centri di ricerca e nelle migliori università. In ultimo ricordo i tanti italiani che lavorano al CERN a Ginevra e ai vari istituti di ricerca come il Frahunhofer in Germania. Ho conseguito la laurea in ing. meccanica a Pisa nel 1982 con una tesi su idrogeno e rinnovabili in collaborazione con Enel. Vorrei ricordare il relatore l’esimio prof. Dino Dini che aveva lavorato al Jet Propultion Laboratory di Pasadena NASA per diversi anni dove di idrogeno e rinnovabili ne aveva visto tante. A Pisa aveva la cattedra di macchine e quella di missilistica. Saluti Antonio Saullo

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