Più tempo per completare i lavori e allacciarsi alla rete: il MASE interviene dopo il monitoraggio GSE sulle criticità operative.

Cosa cambia subito: proroga a 18 mesi per il Fondo Nazionale Reddito Energetico
Fondo Nazionale Reddito Energetico. È questa la misura al centro del decreto che proroga di sei mesi, da 12 a 18, il termine entro cui gli impianti fotovoltaici domestici finanziati dal Fondo devono essere connessi alla rete e messi in esercizio.
La decisione è contenuta in un decreto del Direttore generale Programmi e Incentivi Finanziari del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), adottato alla luce del monitoraggio sulle fasi di realizzazione e connessione svolto dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
La proroga riguarda gli impianti ammessi al beneficio: il nuovo termine decorre dall’accoglimento della richiesta di accesso e consente di superare le criticità emerse nella fase di allaccio, senza pregiudicare le finalità sociali ed energetiche della misura.
Perché è stata concessa la proroga: i risultati del monitoraggio GSE
Il decreto richiama in modo esplicito gli esiti della ricognizione GSE sullo stato di avanzamento degli interventi finanziati. Dal monitoraggio sono emerse criticità nella connessione alla rete. Di conseguenza, sono possibili ritardi nella messa in esercizio entro i 12 mesi previsti dal Regolamento del Fondo.
Sulla base di questi riscontri, il MASE ha ritenuto che l’estensione dei tempi non comprometta gli obiettivi della misura ma, al contrario, sia funzionale a garantirne l’efficacia. Questo, per evitare la perdita dei benefici per cause non imputabili ai destinatari o ai soggetti realizzatori.
Il nuovo termine a 18 mesi mira quindi a favorire il pieno utilizzo delle risorse stanziate e l’effettiva entrata in esercizio degli impianti.
Che cos’è il Fondo Nazionale Reddito Energetico e quali obiettivi persegue?
Il Fondo Nazionale Reddito Energetico è un finanziamento in conto capitale destinato alla realizzazione di impianti fotovoltaici ad uso domestico. L’obiettivo è sostenere l’autoconsumo energetico e contrastare la povertà energetica, favorendo al contempo la diffusione delle rinnovabili.
Il Fondo è gestito dal GSE ed è stato istituito con decreto ministeriale dell’8 agosto 2023. È di natura rotativa: oltre alle risorse pubbliche iniziali, può essere alimentato anche dai proventi dell’energia elettrica immessa in rete in eccedenza rispetto all’autoconsumo, che il GSE valorizza e riversa nel Fondo per finanziare nuovi interventi.
A chi spetta il Reddito Energetico: requisiti e beneficiari
Possono accedere al Fondo Nazionale Reddito Energetico le persone fisiche appartenenti a nuclei familiari in condizione di disagio economico. Si parla di ISEE inferiore a 15.000 euro o inferiore a 30.000 euro per famiglie con almeno quattro figli a carico.
È richiesta la titolarità di un diritto reale sull’immobile o sulle superfici dove sarà installato l’impianto. L’intestazione di un contratto di fornitura elettrica relativo all’abitazione di residenza anagrafica del nucleo familiare. Ogni beneficiario può accedere una sola volta all’agevolazione, senza possibilità di doppia richiesta per lo stesso nucleo.
Quali impianti sono ammessi e come funziona il contributo
Gli interventi finanziabili riguardano impianti fotovoltaici domestici in autoconsumo, con potenza compresa tra 2 e 6 kW, installati su unità immobiliari residenziali del nucleo beneficiario.
Il contributo copre i costi ammissibili per la realizzazione dell’impianto e include, per almeno dieci anni, polizza assicurativa multirischi, manutenzione e monitoraggio delle performance. È prevista una soglia massima composta da una quota fissa e da una quota variabile per kW installato.
L’energia non autoconsumata viene resa disponibile al GSE per 20 anni, contribuendo al meccanismo rotativo del Fondo.
Cosa comporta la proroga per beneficiari e installatori?
Con la proroga stabilita dal decreto, gli impianti ammessi al Fondo Nazionale Reddito Energetico dovranno essere connessi alla rete ed entrare in esercizio entro 18 mesi dall’accoglimento della domanda.
Il provvedimento riduce il rischio di decadenza del beneficio legata a ritardi procedurali e tecnici, offrendo maggiore certezza operativa a famiglie e imprese installatrici. L’estensione dei tempi si inserisce in una logica di attuazione efficace della misura, mantenendo invariati i requisiti e le finalità originarie.












