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La settimana normativa: Aree idonee regionali, agrivoltaico, PNRR

Rassegna e analisi degli ultimi provvedimenti in materia di energie rinnovabili

La settimana normativa: Energy Release, D.Lgs Market design, DL PNRR

Il Consiglio impugna la legge aree idonee dell’Umbria

Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare la legge regionale n. 7 del 16 ottobre, “Misure urgenti per la transizione energetica e la tutela del paesaggio umbro” per presunto vizio di illegittimità costituzionale.

Secondo il Governo, alcune norme violano l’articolo 117, comma 3, della Costituzione, invadendo le competenze statali su produzione, trasporto e distribuzione dell’energia. Tra i punti contestati spicca l’articolo 4, che individua aree non idonee agli impianti Fer, in contrasto con il dl 175/2025, applicandosi anche ai procedimenti già avviati e generando forti tensioni istituzionali regionali.


Coltivazione in vaso costituisce attività agricola

Con la sentenza n. 1078/2025, pubblicata il 27 novembre 2025, il TAR Lombardia ha respinto il ricorso di un Comune contro l’Autorizzazione Unica rilasciata dalla Provincia di Brescia per un impianto agrivoltaico, chiarendo principi rilevanti in materia.

Tra i punti più rilevanti, il Comune contestava il piano agronomico, che prevedeva coltivazioni di erba medica a terra e mirtilli in vaso sotto i pannelli, sostenendo che non si trattasse di vera attività agricola e che la superficie coltivata fosse inferiore al 70%.

Il TAR ha affermato che le valutazioni tecnico-scientifiche dell’amministrazione competente non sono sindacabili nel merito se attendibili. Ha inoltre riconosciuto che anche le coltivazioni in vaso rientrano nell’attività agricola ai sensi dell’art. 2135 c.c. Quanto al requisito del 70%, esso va riferito all’intera area funzionale all’attività agricola, inclusi gli spazi di servizio. Le Linee guida MASE, con riguardo alla possibilità di qualificare un impianto come agrivoltaico, devono quindi essere interpretate come criteri orientativi e non come vincoli assoluti.


La Corte Costituzionale sulla legge aree idonee della Sardegna

Il 16 dicembre la Corte costituzionale si è pronunciata sulla legge sarda n. 20/2024 in materia di aree idonee, accogliendo in larga parte il ricorso del Governo. La Consulta ha censurato sei profili della normativa regionale, ribadendo anzitutto che la classificazione di un’area come “non idonea” non può comportare un divieto automatico e generalizzato di installazione degli impianti.

È stato inoltre escluso che la legge possa incidere retroattivamente su autorizzazioni già rilasciate o su procedimenti avviati, in assenza di motivate ragioni tecnico-scientifiche, poiché ciò lede il legittimo affidamento e la certezza del diritto.

La Corte ha chiarito che, nei progetti che insistono solo in parte su aree non idonee, non può scattare automaticamente l’esclusione, ma è necessaria una valutazione caso per caso al termine del procedimento autorizzativo. È stata infine riaffermata l’impossibilità per le Regioni di derogare alla disciplina statale di tutela ambientale e paesaggistica, censurando anche le norme su repowering e aree offshore, riservate alla competenza statale.


Ferrovie e transizione energetica

Deutsche Bahn, il principale gruppo ferroviario tedesco, sta rafforzando in modo strutturale la propria strategia energetica attraverso due grandi accordi di lungo termine per la fornitura di energia fotovoltaica dedicata. I nuovi Power Purchase Agreement (PPA) consentiranno di coprire una quota rilevante dei consumi elettrici del gruppo, pari a circa 14 milioni di chilometri ferroviari percorsi ogni anno, garantendo stabilità dei costi e riduzione delle emissioni.

Il fulcro dell’operazione è il parco fotovoltaico di Schafhöfen, in Baviera, destinato a diventare il secondo impianto solare più grande della Germania, affiancato da un impianto da 53 MW ad Aulendorf, nel Baden-Württemberg. Complessivamente, i due siti produrranno oltre 300 GWh di elettricità rinnovabile all’anno per una durata contrattuale di 13 anni.

Questi accordi si inseriscono in una strategia già avanzata di diversificazione delle fonti energetiche. A ciò si affianca lo sviluppo dei primi sistemi di accumulo dedicati al sistema ferroviario, in costruzione a Walsum e Beckum, che entreranno in esercizio nel 2026. 

Grazie alla durata dei contratti e alla solidità dell’acquirente, i PPA di Deutsche Bahn assumono la funzione di veri e propri strumenti di investimento, rendendo finanziabili grandi progetti fotovoltaici abbinati a sistemi di accumulo. Questo modello consente agli sviluppatori di integrare soluzioni tecnologiche avanzate che difficilmente troverebbero spazio senza una domanda industriale stabile e prevedibile.

In Italia, il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane con la creazione di FS Energy nel 2025, punta a installare 1,1 GW di rinnovabili entro il 2029 e 2 GW entro il 2034, combinando impianti propri, PPA e progetti in co-sviluppo. I primi accordi già assegnati coprono 275 GWh annui da fonti rinnovabili, mentre emergono anche grandi progetti di accumulo a supporto del sistema elettrico.

Nel complesso, le esperienze di Deutsche Bahn e Ferrovie dello Stato mostrano come il trasporto ferroviario stia assumendo un ruolo attivo nella transizione energetica europea. Da semplice consumatore di elettricità, il settore diventa un attore capace di orientare investimenti in nuova capacità rinnovabile e in sistemi di accumulo, contribuendo a maggiore sicurezza energetica e stabilità dei prezzi.


Agrivoltaico, modelli a confronto

L’andamento più recente delle valutazioni ambientali mostra come l’agrivoltaico sia diventato il vero protagonista tra le tecnologie rinnovabili, con un numero di esiti positivi superiore a quello registrato dagli altri settori. Questo successo autorizzativo, però, non si accompagna a una cornice normativa e operativa altrettanto definita. Neppure il recente decreto-legge 175 sulle aree idonee ha introdotto una definizione impiantistica univoca, lasciando operatori energetici e agricoli a chiedere ulteriori chiarimenti e, allo stesso tempo, divisi sul corretto bilanciamento tra produzione agricola ed energetica.

Alla base della difficoltà c’è l’assenza di un modello di business condiviso, capace di soddisfare tutti i soggetti coinvolti. Il nodo emerge con chiarezza nel momento cruciale della progettazione, quando operatore energetico e proprietario del terreno devono individuare una formula contrattuale sostenibile.

Il primo schema possibile è il cosiddetto “modello biogas”, in cui l’azienda agricola è proprietaria dell’impianto e beneficia degli incentivi pubblici, mentre le imprese energetiche curano realizzazione e manutenzione. Tuttavia, questo approccio mal si adatta all’agrivoltaico: gli investimenti sono elevati, i tempi di ritorno lunghi e molti agricoltori, soprattutto nel Mezzogiorno, non dispongono della capacità finanziaria necessaria. Inoltre, a differenza del biogas, l’agrivoltaico richiede economie di scala significative, sia in termini di superficie sia di dimensione dell’impianto, risultando più accessibile alle aziende agricole strutturate, prevalentemente nel Nord.

Il secondo modello vede un investitore energetico acquistare o affittare il terreno, realizzare l’impianto e affidare la coltivazione al proprietario o a un agricoltore terzo. È una soluzione più semplice e già in grado di produrre effetti sul mercato fondiario, con l’aumento dei valori dei terreni e dei canoni di affitto. Restano però criticità rilevanti: non tutti gli agricoltori possiedono i requisiti normativi per operare in presenza di impianti elettrici, creando ostacoli operativi e di responsabilità.

Una terza opzione è l’associazione temporanea d’imprese, sperimentata con il bando Pnrr, che prevede un co-investimento tra operatori agricoli ed energetici. In pratica, però, il contributo finanziario dell’azienda agricola è spesso marginale rispetto a quello dell’operatore elettrico, pur restando essenziale per garantire la continuità delle coltivazioni. Questo squilibrio espone il progetto a rischi legati alla stabilità dell’impresa agricola nel lungo periodo.

In prospettiva, è probabile che l’agrivoltaico evolva verso modelli contrattuali più flessibili, adattati ai contesti territoriali e alle dimensioni delle aziende coinvolte. In questo percorso, l’integrazione con l’agricoltura 4.0 può rappresentare una leva importante, sebbene i costi elevati rendano necessario un maggiore coordinamento pubblico tra incentivi energetici e agricoli. Infine, potrebbe aprirsi uno spazio per nuovi soggetti terzi, fornitori di servizi specializzati, capaci di colmare il divario tra produzione energetica e gestione agricola, contribuendo alla nascita di un mercato maturo dell’agrivoltaico.


Pnrr e agrivoltaico innovativo: primi decreti di concessione e avvio della fase operativa

Il Mase ha pubblicato i primi decreti di concessione relativi alla misura Pnrr sull’agrivoltaico innovativo. Con i decreti direttoriali n. 449 e n. 451 dell’11 novembre 2025 sono stati individuati i beneficiari del primo lotto di progetti ammessi agli incentivi, sia tramite procedure a registro sia ad asta. In particolare, per il registro risultano ammessi 189 soggetti, con un contributo massimo complessivo di 73,5 milioni di euro, mentre per le aste i beneficiari sono 131, per 126 iniziative, con risorse pari a 228 milioni di euro.

Si tratta di una prima tranche: ulteriori decreti completeranno il quadro. Tutti i progetti confluiranno nella facility Pnrr gestita dal Gse. In caso di conferma della revisione del Piano, la scadenza di giugno 2026 riguarderà la firma delle convenzioni, non la fine dei lavori.

Rinnovabili • Ivano Saltarell

About Author / Ivano Saltarelli

Partner dello studio Green Horse Legal Advisory di cui è co-responsabile del dipartimento di diritto amministrativo e regolatorio per l’energia. L’avv. Saltarelli ha un’esperienza ventennale nel diritto amministrativo e regolamentare, con particolare attenzione ai settori dell'energia rinnovabile, del gas e delle risorse naturali, nonché nel diritto ambientale. Fornisce regolarmente consulenza a primari investitori nazionali e internazionali, istituzioni pubbliche e private e istituti di credito in relazione a progetti di sviluppo di impianti renewables, a progetti in partenariato pubblico-privato (PPP) e relativi appalti pubblici, a questioni ambientali. L’avv. Saltarelli presta assistenza nei contenziosi amministrativi, anche dinanzi alle giurisdizioni superiori. Dal 2016, tiene lezioni all'Università di Napoli “Federico II” per i corsi di diritto dell'energia. Nel 2020, è stato menzionato tra i migliori avvocati italiani per “Energia e infrastrutture” nel MilanoFinanza Report. Dal 2022 è menzionato come avvocato di riferimento nel settore energetico da The Legal500.
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