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Gli impianti ibridi potrebbero presto diventare lo standard del settore

Fornire energia elettrica proveniente dal sole o da altre fonti rinnovabili intermittenti con modalità utili alla rete e orientate ai consumi: è proprio quello che gli impianti ibridi consentono di ottenere quando un accumulatore a batteria viene utilizzato insieme alla fonte di produzione. Non a caso gli impianti ibridi sono stati uno dei temi dominanti di Intersolar Europe 2025. Intersolar Forum e Intersolar Europe Conference hanno affrontato le opportunità offerte dai sistemi ibridi soprattutto in termini di modelli di business innovativi, ma anche le sfide che questi impianti devono ancora affrontare. 

I sistemi ibridi potrebbero presto diventare lo standard del settore

di Sarah Hommel de Mendonça

Da alcuni anni la transizione energetica globale ha preso un ritmo che ha superato ogni aspettativa: la capacità cumulativa di energia solare ha raggiunto un nuovo massimo storico di 2,2 terawatt nel 2024, secondo il rapporto “Global Market Outlook for Solar Power 2024-2028” di SolarPower Europe. Nello stesso anno, l’energia solare copriva già il 7 per cento del mix energetico globale, come riporta il think tank Ember nella sua “Global Electricity Review 2024”. Nei mercati del solare maturi, questo rapido sviluppo ha portato a inconvenienti strutturali nel sistema energetico: reti sovraccariche e prezzi negativi nelle borse dell’elettricità, causati da picchi di generazione con consumi insufficienti e mancanza di opzioni di accumulo. 

“In Germania, il 20 per cento del tempo tra le 12.00 e le 14.00 del 2024 è stato negativo; in altre parole, un chilowattora (kWh) su cinque di elettricità prodotta è stato scambiato con prezzi negativi sul mercato elettrico”, ha spiegato Kai Becker, Chief Development Officer del fornitore di energia Energy2Market, in occasione della Intersolar Europe Conference 2025. Questo sviluppo del mercato compromette la redditività dei progetti solari ed eolici ed è discutibile dal punto di vista economico, in quanto l’elettricità prodotta a basso costo da fonti rinnovabili non viene sfruttata appieno. La parola d’ordine di Intersolar Europe 2025 è stata quindi: pensare al sistema, promuovere l’integrazione. Un modo per raggiungere quest’obiettivo è rappresentato dai sistemi ibridi, in quanto la combinazione di generazione di elettricità e accumulo garantisce un utilizzo ottimale degli impianti solari con batteria. L’elettricità così generata può essere immagazzinata in periodi di prezzi di scambio dell’elettricità negativi per poi essere rilasciata in un secondo momento quando può portare maggiori ricavi. 

Progetti ibridi in Europa: la Gran Bretagna fa da apripista

Uno sguardo agli sviluppi europei mostra che i sistemi ibridi hanno assunto un’importanza crescente negli ultimi anni. Dal 2015, circa il 5 per cento di tutte le capacità di accumulo di batterie aggiunte in Europa è costituito da combinazioni di fotovoltaico e accumulo (PV+BESS). In questo scenario, la Gran Bretagna è in prima linea: con una quota del 62 per cento della capacità totale PV+BESS, il Regno Unito dimostra come misure politiche mirate, condizioni di mercato favorevoli e progetti ambiziosi su larga scala possano accelerare la crescita dei sistemi ibridi. Strumenti di finanziamento come il Capacity Market e il sistema dei contratti per differenza (Contract for Difference, CfD), procedure di autorizzazione accelerate e riforme normative per migliorare l’integrazione dei sistemi di accumulo a batteria hanno creato un ambiente favorevole all’innovazione.

In confronto, la percentuale di progetti fotovoltaici ibridi nei Paesi dell’UE è significativamente inferiore: la Svezia è al 10 per cento, l’Italia all’8 per cento, la Germania e la Bulgaria al 6 per cento ciascuna, la Danimarca al 5 per cento. Gli altri Paesi dell’UE-27 e la Svizzera insieme raggiungono solo il 3%. Queste cifre illustrano il potenziale ampiamente non sfruttato dei sistemi energetici ibridi in gran parte d’Europa, come dimostra il rapporto “Embracing the Benefits of Hybrid PV Systems” di SolarPower Europe.

La questione cruciale: si possono caricare le batterie dalla rete?

Uno dei motivi principali di questo lento sviluppo in molti Paesi sono gli ostacoli normativi che rallentano il pieno potenziale dei progetti ibridi, in particolare la questione se i sistemi di accumulo a batteria possano essere caricati anche con energia prelevata dalla rete. A differenza degli accumulatori stand-alone, questa possibilità di utilizzo è attualmente sottoposta a limiti in molti Paesi europei in caso di impianti fotovoltaici con accumulo. Ciò ha conseguenze dirette sulla redditività: senza la possibilità di immagazzinare elettricità a basso costo prelevandola dalla rete e di commercializzarla in un secondo momento a un prezzo più alto, modelli di business fondamentali come l’arbitraggio rimangono inutilizzati.

Le restrizioni sono dovute a regole legate agli incentivi, come le tariffe per l’immissione in rete o le agevolazioni CapEx, che sanciscono la possibilità di caricare il sistema di accumulo solo con elettricità rinnovabile. Tuttavia, finché non esisterà una metodologia per distinguere il tipo di elettricità durante il processo di ricarica, ovvero quella grigia proveniente dalla rete e quella verde proveniente da un impianto di natura rinnovabile, la ricarica da rete negli impianti incentivati resterà di fatto esclusa, anche se i sistemi di tracciamento necessari sono già tecnicamente disponibili da tempo.

Su un punto però gli esperti sono concordi: un utilizzo flessibile dei sistemi di accumulo, inclusa la possibilità di carica dalla rete, migliorerebbe sensibilmente non solo l’economicità degli impianti ibridi, ma fornirebbe anche la flessibilità necessaria per stabilizzare la rete. Le prime soluzioni a queste sfide sono state presentate a Intersolar Europe 2025.

Arbitraggio energetico: la compravendita di elettricità come modello di business

È proprio qui che entra in gioco un modello commerciale promettente per i sistemi PV+BESS: il cosiddetto arbitraggio energetico. Il sistema di accumulo può caricare e scaricare energia in modo flessibile, sia dall’impianto rinnovabile che dalla rete: questo cambio di modalità operativa permette di trarre profitto dalla compravendita di elettricità sul mercato. Poiché i costi dei sistemi di accumulo continuano a diminuire e gli spread di prezzo sul mercato elettrico aumentano, l’opzione di sfruttare l’arbitraggio diventa sempre più interessante da un punto di vista economico. Tuttavia, presenta anche sfide importanti per gli sviluppatori dei progetti: la dipendenza da dinamiche di mercato e di prezzo imprevedibili rende difficile simulare modelli di rendimento affidabili. Di conseguenza, banche e finanziatori rimangono prudenti nel finanziare impianti ibridi i cui ricavi si basano esclusivamente sulla commercializzazione diretta di elettricità in combinazione con operazioni di arbitraggio. 

Servizi di rete: un nuovo mercato per gli impianti ibridi

Con il crescente spegnimento delle centrali a combustibili fossili, le energie rinnovabili e il fotovoltaico dovranno assumere sempre più funzioni di stabilizzazione della rete. Si tratta principalmente di fornire riserva momentanea ed energia di bilanciamento, di regolare la potenza reattiva, la tensione e la frequenza della rete e di consentire il black start (riavvio della rete dopo un blackout).

Gli impianti ibridi PV+BESS, grazie alla reattività variabile della batteria, possono sostituire l’inerzia di sistema finora fornita dai generatori sincroni delle centrali a combustibili fossili. In Paesi europei come Germania e Spagna si stanno creando mercati dedicati per questi servizi di rete, comprese gare pubbliche. Ci si attende un impulso decisivo per gli impianti ibridi, poiché questi modelli di business possono finalmente contare su ricavi prevedibili e costanti. Esempi di mercati dove la creazione di meccanismi per i servizi di rete ha favorito in modo decisivo lo sviluppo di impianti ibridi sono gli Stati Uniti e il Regno Unito.

A Intersolar Europe 2025 sono state presentate anche soluzioni software all’avanguardia, in grado di ottimizzare economicamente il passaggio tra vendita diretta, arbitraggio energetico e fornitura di servizi di rete. A ciò si aggiungono gli innovativi inverter con tecnologia grid-forming, che migliorano ulteriormente l’integrazione nella rete elettrica.

Ostacoli normativi rallentano il progresso

Nonostante i vantaggi evidenti, gli impianti ibridi continuano a incontrare ostacoli di natura regolatoria. In molti Paesi mancano meccanismi di sostegno mirati e retribuzioni per l’immissione in rete capaci di rendere economicamente vantaggiosa la combinazione di generazione e accumulo. Anche le procedure autorizzative spesso non sono concepite per permettere di ampliare con facilità impianti esistenti con l’aggiunta di accumulatori o ulteriori capacità produttive.

Inoltre, in alcuni Paesi i doppi oneri di rete, ossia i costi per la carica e la scarica del sistema di accumulo, hanno un impatto negativo significativo sulla loro redditività. Un’altra sfida da affrontare che influisce sul potenziale dei sistemi ibridi è la revisione del sistema Garanzia di Origine (GO). La GO è una certificazione che attesta la fonte di generazione dell’elettricità. Attualmente, gli impianti ibridi non possono caricare nel proprio accumulatore energia prelevandola dalla rete se l’energia prodotta dall’impianto rinnovabile associato viene venduta con certificati GO. In futuro, soluzioni precise di misurazione e bilanciamento potrebbero garantire una distinzione tra elettricità grigia e verde nei quantitativi di elettricità immagazzinata. Questo a sua volta consentirebbe l’introduzione di contratti PPA baseload o pay-as-produced anche per gli impianti ibridi – un passo fondamentale per sviluppare ulteriori modelli commerciali per il fotovoltaico con accumulo PV+BESS e offrire all’industria soluzioni su misura e orientate al consumo per l’approvvigionamento energetico rinnovabile. 

In qualità di fiera leader mondiale per l’industria solare, Intersolar Europe riflette l’enorme dinamismo del mercato solare. Fedeli al motto “Connecting Solar Business”, i protagonisti del mercato globale qui presentano i loro ultimi sviluppi di prodotto, le tendenze e i modelli di business attuali del settore impianti ibridi, accumulatori a batteria e tecnologia solare, richiamando produttori, fornitori e distributori, installatori e prestatori di servizi, progettisti, responsabili di progetti e start-up. La prossima edizione di Intersolar Europe si svolgerà dal 23 al 25 giugno 2026 presso Messe München, nell’ambito di The smarter E Europe, la più grande alleanza fieristica europea per il settore dell’energia.

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