Stoccare l’energia in casa: il sogno dell’indipendenza diventa realtà

Con il passaggio dal mercato incentivato a quello delle detrazioni fiscali il mercato del fotovoltaico sta diventando maturo. Gli impianti residenziali piccoli sono già da oggi convenienti in tutt’Italia. Si aprono opportunità anche per chi sceglie di spostare i consumi dalle utenze termiche a quelle elettriche

smart-home_con storageIl tema per rendere energicamente autonome le nostre abitazioni è sempre più trattato e coinvolge ormai larghe fasce di cittadini.

Si tratta di un’appassionante opportunità che abbraccia aspetti di innovazione tecnologica e trasformazione sociale in quanto rendere i cittadini autonomi dal punto di vista energetico significa immaginare una rivoluzione radicale dei sistemi che regolano attualmente la nostra  società ed economia. Ebbene sembra che questa opportunità sia già una realtà dal punto di vista tecnologico, meno da quello normativo. Una contraddizione tipica nel nostro Paese che trova delle attenuanti nel fatto che siamo in presenza di una sostanziale novità nel sistema energetico nazionale. A queste valutazioni si aggiunge necessariamente una domanda: quanto può influire sull’affermazione di questi sistemi domestici di stoccaggio e gestione intelligente dell’energia l’attuale trasformazione del mercato fotovoltaico dagli incentivi alle detrazioni fiscali?

Per avere chiarezza su un tema così dibattuto abbiamo incontrato Massimo Bracchi, Direttore Distribuzione Prodotti SMA Italia, che rappresenta un’azienda leader nella produzione di inverter e sistemi di gestione intelligente.

 

Mauro Spagnolo: dott. Bracchi, lei conosce bene il mercato italiano in quanto gestisce le attività commerciali di un noto marchio. A suo giudizio: quale sarà la sorte, nel breve e medio termine, del fotovoltaico post Conto Energia?

 

Massimo Bracchi: Le imprese del fotovoltaico stanno vivendo in prima persona l’attuale fase di cambiamento dovuto al passaggio dal mercato incentivato al mercato della detrazione fiscale. Ritengo che il settore ritroverà presto la sua naturale collocazione, come è successo ad altri mercati che prima del nostro hanno raggiunto la maturità. Il mercato delle energie rinnovabili, nel quale si inserisce il fotovoltaico, va ad integrarsi in una forma di nuova incentivazione che è quella della detrazione fiscale. Questo è un premio che il Ministero dello Sviluppo Economico ha deciso di assegnare anche alla nostra tecnologia ed è per questo che mi sento di dire che siamo di fronte ad una bella sfida da accettare. Sicuramente una sfida positiva e di maturità anche per gli operatori che hanno il compito di continuare a sviluppare nel nostro Paese una potenzialità destinata alle famiglie e agli imprenditori: quella di poter investire in forme energetiche efficienti e già da oggi competitive dal punto di vista economico.  Ma soprattutto parliamo di energie pulite e in linea con quella che è la strategia energetica italiana concordata con Bruxelles.

 

M.S. La tecnologia fotovoltaica, come lei ha affermato, è attualmente già competitiva dal punto di vista economico. Secondo le vostre analisi quali sono le tipologie di impianto più vantaggiose in questa nuova situazione.

 

M.B. Per quanto riguarda una considerazione generale mi sento di affermare che, con la detrazione fiscale del 50%, lo scenario che avevamo a giugno con il Conto Energia è in pratica molto simile a quello che abbiamo di fronte oggi. Abbiamo comunque stimato che gli impianti piccoli residenziali sono attualmente i più convenienti. Ad esempio, un impianto realizzato per una famiglia che ha un consumo medio di 3.000/3.500 kWh e che quindi realizza un impianto con 3 kWp, nei 20 anni della vita utile dell’impianto, se sceglierà una tecnologia affidabile, avrà la possibilità di effettuare una notevole produzione di energia. Già da oggi quindi questi impianti, con il livello attuale dei prezzi e beneficiando della detrazione del 50%,  questa convenienza la raggiungono sia al Nord, che al Centro ma soprattutto al Sud d’Italia. Una famiglia italiana, sia che abiti a Milano, a Roma o a Palermo vedrà confermata la sua convenienza nel dotarsi di un impianto fotovoltaico da 3 kW.

 

M.S. La sua azienda ha investito molte energie anche sui sistemi che valorizzano ulteriormente l’uso del fotovoltaico. Sto pensando ai SEU, sistemi efficienti di utenza, o ai sistemi di accumulo. In che modo questa tecnologia dialoga con il generatore fotovoltaico?

 

M.B. Il tema dell’accumulo di energia, dello storage, sta generando un grande interesse a livello nazionale. Noi pensiamo che il mercato abbia bisogno di effettuare un importante trasformazione per passare da impianti che, fino a pochi mesi fa, erano di esclusiva generazione energetica a sistemi intelligenti di gestione energetica domestica, noti come Energy Home Management (EHM). Ciò è già realtà attraverso la tecnologia di SMA denominata Sunny Home Manager.

 

Massimo_Bracchi_SMAM.S.: Cos’è la gestione energetica domestica?

 

M.B.: è la possibilità di ottimizzare l’uso dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico consumandola, nella più ampia misura, all’interno dell’abitazione dove è presente l’impianto di generazione. Si può quindi parlare, contemporaneamente, di autoproduzione e autoconsumo.

Se vogliamo risalire a 30 anni fa, cioè alla nascita di SMA, questa intuizione era già presente nello spirito innovatore che ha animato i primi ingegneri della nostra azienda. Un sogno, che ha guidato fin dalla nascita la nostra struttura, di rendere possibile il consumo dell’energia  direttamente nel luogo dove viene prodotta.  Questa visione ha portato SMA ad essere azienda leader a livello mondiale. Quindi l’home management nasce fondamentalmente oggi ma era già presente nelle intuizioni di chi ha realizzato l’azienda.

 

M.S.: Praticamente come funziona questo sistema?

 

M.B.: Collegandoci in remoto con i sistemi di Energy Home Management istallati nelle abitazioni di nostri clienti,  che precedentemente ci hanno autorizzato a collegarci ai loro dispositivi, possiamo affermare che già oggi, con un piccolo investimento di poche centinaia di euro, è possibile ottenere un ottimo livello di autoconsumo, che in alcuni casi arriva anche all’80%. Sicuramente, per ottenere ciò,  è necessario un corretto dimensionamento dell’impianto. Se ad esempio l’impianto di generazione produrrà più energia di quanta ne consumiamo non sarà conveniente, sul fronte dell’autoconsumo, a meno che non si decida di trasformare la propria casa in una realtà no-gas e quindi spostare tutti i consumi dalla parte termica alla parte elettrica.

 

M.S. Parliamo quindi di una visione aziendale che punta a trasformare le abitazioni in sistemi energetici autosufficienti attraverso l’autoconsumo e i sistemi di accumulo. Soffermiamoci su quest’ultimi: oggi esiste veramente la possibilità di rendere autonomo un appartamento utilizzando le batterie?

 

M.B. Sì, penso che oggi sia già possibile. Se parliamo di fattibilità tecnica possiamo già oggi rendere completamente autonoma una famiglia media. Esiste però un vincolo molto forte, che è quello normativo. Per ciò che attiene il settore dello storage, il mercato è ancora molto giovane e quindi gli organi competenti non hanno ancora rilasciato un’apposita normativa che regoli l’applicazione e l’istallazione dei sistemi di accumulo all’interno delle nostre abitazioni. E’ importante quindi affermare che, se è vero che ci sono produttori come SMA che offrono già soluzioni tecnicamente molto avanzate, dal punto di vista normativo non siamo ancora pronti per istallare.