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Transizione 5.0 incontra Aree Idonee, il DL con le misure urgenti è in Gazzetta

Chiariti i termini e il divieto di cumulo per Transizione 5.0, mentre il testo fa proprie le nuove disposizioni per le Aree Idonee alle rinnovabili, con una specifica sull'agrivoltaico

Transizione 5.0 incontra Aree Idonee, ecco il DL con le misure urgenti 

Via libera alla nuove norme su Aree Idonee e Transizione 5.0

Le nuove norme sulle Aree Idonee hanno lasciato il DL Energia 2025 per unirsi a quelle sul Piano Transizione 5.0 e approdare nel decreto legge approvato ieri dal Governo. Il 20 novembre infatti il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di investimenti e di produzione di energia da fonti rinnovabili. Misure in cui rientrano le modifiche già annunciate al DM 2024 e originariamente inserite nella bozza del provvedimento anti-saturazione virtuale delle reti. Ma vediamo nel dettaglio il testo pubblicato in questi giorni nella Gazzetta Ufficiale.

Il capitolo Aree Idonee

Nel passaggio di provvedimento, tuttavia, cambiano anche lievemente le norme. Rispetto alla bozza consultata da Rinnovabili infatti, ora nel paragrafo Fotovoltaico e aree idonee l’installazione di impianti agrivoltaici è sempre consentita, purché i moduli siano collocati in posizione adeguatamente elevata da terra:

“È comunque sempre consentita l’installazione di impianti agrivoltaici di cui all’articolo 4, comma 1, lettera f-bis), attraverso l’impiego di moduli collocati in posizione adeguatamente elevata da terra.”

Inoltre, nel definire i principi e criteri che le Regioni dovranno seguire per individuare ulteriori aree idonee, l’accento viene messo sullo scopo di bilanciare le esigenze di tutela dell’ambiente con quelle di tutela del patrimonio culturale e paesaggistico.

Le Aree idonee a terra

Le nuove norme sulle Aree idonee vanno a modificare direttamente il Testo Unico sulle autorizzazioni delle energie rinnovabili definendo una serie di siti e zone da considerare automaticamente idonei agli impianti.

Nell’elenco rientrano le aree dove risultano già installate le rinnovabili, a patto che i nuovi progetti impieghino la stessa tecnologia e si tratti unicamente di interventi di rifacimento, potenziamento o ricostruzione integrale. È prevista, però, la possibilità di abbinare eventuali sistemi di accumulo che non comportino una variazione dell’area occupata superiore al 20%. Variazione preclusa, tuttavia, agli impianti fotovoltaici a terra installati in aree agricole.

Gli altri siti idonei sono:

  • le aree dei siti oggetto di bonifica;
  • le cave e le miniere cessate, non recuperate o abbandonate o in condizioni di degrado ambientale, o le porzioni di cave e miniere non suscettibili di ulteriore sfruttamento;
  • le discariche o i lotti di discarica chiusi ovvero ripristinati;
  • i siti e gli impianti nella disponibilità delle società del gruppo Ferrovie dello Stato italiane e dei gestori di infrastrutture ferroviarie, nonché delle società concessionarie autostradali (affidamento in concessione tramite procedure a evidenza pubblica);
  • i siti e gli impianti nella disponibilità delle società di gestione aeroportuale all’interno dei sedimi aeroportuali, ivi inclusi quelli all’interno del perimetro di pertinenza degli aeroporti delle isole minori;
  • i beni del demanio militare o a qualunque titolo in uso al Ministero della difesa;
  • i beni del demanio o a qualunque titolo in uso al Ministero dell’interno, al Ministero della giustizia e agli uffici giudiziari;
  • i beni immobili, individuati dall’Agenzia del demanio, sentito il Ministero dell’economia e delle finanze, di proprietà dello Stato, non contemplati in programmi di valorizzazione o dismissione di propria competenza.

Altre zone sono state definite per gli impianti di produzione di biometano, ossia le aree classificate agricole racchiuse in un perimetro i cui punti distano non più di 500 metri da zone a destinazione industriale, artigianale e commerciale, compresi i siti di interesse nazionale.

Le scadenze della misura Transizione 5.0

Il nuovo DL entra nel merito di una delle questioni più attuali del periodo: il Piano Transizione 5.0, che ha visto da poco l’esaurirsi del budget preventivato. E lo fa portando maggior chiarezza sui termini. Nel dettaglio, il testo fissa il termine di presentazione delle comunicazioni relative al credito d’imposta (art. 38, co. 10, D.L. 19/2024) al 27 novembre 2025. Specificando, tuttavia, che per quelle presentate tra il 7 novembre e le ore 18:00 del 27 novembre 2025, sarà possibile integrare dati incompleti o errati, su richiesta del GSE, non oltre il 6 dicembre 2025.

“Il mancato adempimento da parte delle imprese alle richieste di integrazione o di sanatoria nei termini previsti dal secondo periodo comporta il mancato perfezionamento della procedura per la fruizione del credito d’imposta”, si legge nel Decreto. “Non può in ogni caso essere sanata la carenza di elementi afferenti alla certificazione della riduzione dei consumi energetici”.

Nel provvedimento viene inoltre chiarito “il divieto di cumulo“: un’impresa non può presentare domanda per lo stesso bene sia per il credito d’imposta Transizione 5.0, sia per il credito d’imposta per beni strumentali nuovi.

Cosa fare in caso di doppia richiesta allora? Semplice: l’azienda sceglie uno dei due entro il 27 novembre 2025. Tuttavia, nel caso in cui l’impresa optasse per il credito 5.0 ma non le venisse riconosciuto per superamento del limite di spesa, avrebbe la possibilità di accedere al credito per beni strumentali nuovi (nei limiti delle risorse disponibili).

In caso di prenotazione su entrambi i crediti, l’impresa beneficiaria, dopo aver completato l’investimento e ricevuto la richiesta dal GSE, deve comunicare entro 5 giorni la rinuncia alle risorse prenotate sul credito d’imposta non fruito.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori seguendo l'evoluzione dei primi sistemi incentivanti italiani e internazionali e intervistando i pionieri del settore, da Bertrand Piccard a Michael Gratzel. Nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.